Si intensificano gli attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania
Secondo le Nazioni Unite, gli attacchi dei coloni in Cisgiordania ad ottobre 2025 hanno registrato il bilancio mensile più alto degli ultimi due decenni.
Secondo le Nazioni Unite, gli attacchi dei coloni in Cisgiordania ad ottobre 2025 hanno registrato il bilancio mensile più alto degli ultimi due decenni.
L’accettazione con riserva del piano Trump da parte di Ḥamās ha aperto negoziati a Sharm el Sheikh, sfociati in un cessate il fuoco con scambio di prigionieri, aiuti e ritiro IDF. Ma l’ambiguità di Netanyahu e l’instabilità israeliana ne minano l’attuazione.
Lo storico Avi Shlaim, dell’Università di Oxford, sostiene che Ḥamās incarna la resistenza palestinese e si allontana persino dai suoi colleghi più radicali.
La conferenza internazionale organizzata dall’Associazione Habilian ha riunito esperti da Iran, Italia, Argentina e Pakistan per denunciare il terrorismo di Stato israeliano, analizzare i doppi standard internazionali e promuovere un fronte intellettuale di solidarietà contro l’impunità del regime.
I palestinesi non hanno responsabilità nell’Olocausto; invece, assistiamo al massacro quotidiano di Gaza. L’articolo di Alessandra Ciattini indaga complicità storiche e politiche dell’Occidente nel progetto sionista e nelle sue drammatiche conseguenze economiche, geopolitiche e morali.
L’Iran condanna lo sfratto forzato dei civili di Gaza come un piano volto a cancellare l’identità nazionale palestinese e denuncia crimini di guerra e genocidio, esortando la comunità internazionale e i Paesi musulmani a intervenire immediatamente per fermare l’offensiva.
Il riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di Canada, Francia e Regno Unito rilancia la “soluzione a due Stati” come unico percorso credibile per porre fine al conflitto israelo-palestinese. Radici legali, realtà storica e volontà regionale ne sanciscono l’imperativo.
Un incontro di oltre 1.000 antisionisti ebrei e non ebrei a Vienna, in Austria, ha rivolto un fermo appello a tutti gli Stati e le comunità ad adempiere ai loro obblighi ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio e ad adottare tutte le misure necessarie per fermare il genocidio in corso a Gaza, comprese le sanzioni.
Dura reazione diplomatica da parte della Cina dopo che 72 deputati della Knesset hanno firmato una dichiarazione a sostegno della partecipazione di Taiwan ad alcune organizzazioni internazionali. L’ambasciata cinese in Israele ha avanzato ferme proteste, denunciando la violazione del principio di “una sola Cina”.
Di fronte al collasso accelerato dell’assistenza umanitaria e alle morti indiscriminate di civili, il mondo deve alzare la voce: la catastrofe a Gaza non può proseguire. Serve un immediato cessate il fuoco e la consegna rapida degli aiuti.