Hong Kong, la Cina e la propaganda mediatica
Le proteste che stanno sconvolgendo la città di Hong Kong hanno messo in moto la macchina mediatica occidentale in funzione anticinese, oscurando gran parte della verità.
Le proteste che stanno sconvolgendo la città di Hong Kong hanno messo in moto la macchina mediatica occidentale in funzione anticinese, oscurando gran parte della verità.
È oramai passato oltre un quarto di secolo dalla fine della guerra fredda, quando il mondo era diviso tra il blocco capitalista e quello comunista. La disgregazione dell’Unione Sovietica, leader del secondo, ha portato alla fine di gran parte dei regimi che si ispiravano al marxismo-leninismo. Tuttavia, nel 2018, vi sono ancora cinque Paesi che mantengono le caratteristiche principali di quella forma di governo, ovvero un’economia prevalentemente centralizzata ed il partito unico, seppur con importanti differenze tra loro: Cuba, Corea del Nord, Cina, Vietnam e Laos. Questi ultimi tre, in particolare, hanno adottato la forma ibrida nota ai più come “socialismo di mercato“, ma più correttamente chiamata “economia di mercato ad orientamento socialista”, come si può ad esempio leggere nella Costituzione Vietnamita e nei documenti ufficiali del Partito Comunista del Vietnam (Đảng Cộng sản Việt Nam).
Con una vittoria per quarantaquattro voti a quaranta ai danni della kazaka Almaty, Pechino si è garantita l’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali del 2022. La capitale cinese, dopo il grande successo dell’edizione estiva del 2008, diventerà dunque la prima città ad organizzare entrambe le versioni della competizione a cinque cerchi.
A partire dal 15 marzo, sono entrati in carica i nuovi dirigenti della Repubblica Popolare Cinese, eletti in seguito al congresso del Partito Comunista Cinese.
Il 18° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese ha eletto il 18° Politburo, ridotto da 9 a 7 membri, in seguito all’elezione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (205 membri) e dell’Ufficio Politico del Partito Comunista Cinese (25 membri, di cui due donne).