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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Lo stato di salute del progressismo in America Latina

Lo stato di salute del progressismo in America Latina

La delicata situazione che sta vivendo in questi giorni il Venezuela, unita al passaggio di potere dai governi progressisti a quelli liberisti in alcuni importanti Paesi come il Brasile e l’Argentina, ha fatto pensare a molti che l’epoca del progressismo in America Latina stesse volgendo al termine. I cantori del capitale, sia latinoamericani che occidentali, si sono immediatamente affrettati a parlare di post-progressismo, ma ad un’analisi più attenta si può capire facilmente che i movimenti della sinistra progressista hanno ancora qualcosa da dire in quel continente.

Mongolia: presidenziali al ballottaggio per la prima volta nella storia

Mongolia: presidenziali al ballottaggio per la prima volta nella storia

Lunedì 26 giugno, i cittadini della Mongolia sono stati chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della repubblica, che si insedierà alla fine del secondo mandato dell’attuale capo di stato, Tsakhiagiin Elbegdorj. Per la prima volta nella storia del Paese asiatico, però, sarà necessario un secondo turno per eleggere il presidente, e dunque i mongoli saranno nuovamente chiamati ad esprimersi il prossimo 9 luglio. In questa prima consultazione elettorale, l’affluenza alle urne registrata è stata del 68.27%, con 1.3 milioni di votanti sui quasi due milioni di aventi diritto.

Albania: maggioranza assoluta raggiunta per i socialisti di Edi Rama, presto l’ingresso nell’UE?

Albania: maggioranza assoluta raggiunta per i socialisti di Edi Rama, presto l’ingresso nell’UE?

Domenica 25 giugno si sono tenute le elezioni parlamentari in Albania. I principali concorrenti erano il Partito Socialista d’Albania (PS – Partia Socialiste e Shqipërisë) del primo ministro uscente, il cinquantaduenne Edi Rama, ed il Partito Democratico d’Albania (PD – Partia Demokratike e Shqipërisë), condotto dal leader dell’opposizione, il quarantatreenne Lulzim Basha. A recarsi alle urne è stato solamente il 45.17% degli aventi diritto, dato che segue pienamente la tendenza all’astensione che si registra in tutto il continente.

Sud America: i veri criminali si chiamano Michel Temer e Mauricio Macri

Sud America: i veri criminali si chiamano Michel Temer e Mauricio Macri

Mentre i media nostrani ed occidentali in generale continuano la campagna mediatica contro il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ed il suo governo, spesso riportando notizie false, noi vogliamo soffermarci sulle opere poco lodevoli di due capi di stato dei più importanti Paesi del Sud America: stiamo parlando del presidente brasiliano Michel Temer, di fatto salito al potere con un colpo di stato ai danni di Dilma Rousseff, e di quello argentino Mauricio Macri, entrambi cantori ditirambici del liberismo.

Donald Trump ha svelato i suoi piani: cancellare gli anni di Barack Obama

Donald Trump ha svelato i suoi piani: cancellare gli anni di Barack Obama

Sono passati oramai cinque mesi dall’ingresso di Donald Trump alla Casa Bianca, ed è già possibile tracciare un primo bilancio delle mosse del neopresidente repubblicano. Il settantunenne newyorkese sembra aver deciso di dedicare la prima parte del suo mandato alla distruzione di quanto fatto da Barack Obama nel corso dei precedenti otto anni. Non che la presidenza Obama si esente critiche, anzi, ma quanto meno l’amministrazione democratica aveva ottenuto dei risultati apprezzabili (pochi) in alcuni campi. Di fatto, abbiamo evidenziato tre settori nei quali l’amministrazione Obama aveva fatto dei passi in avanti rispetto alle storiche posizioni degli Stati Uniti, ma per ogni passo in avanti fatto dal primo presidente afroamericano della storia sembra che Donald Trump sia intenzionato a farne due indietro.

Del diritto di cittadinanza, ovvero guida per principianti su ius soli e ius sanguinis

Del diritto di cittadinanza, ovvero guida per principianti su ius soli e ius sanguinis

Secondo Platone, il dialogo ed il confronto non andrebbero negati a nessuno, e dal dialogo non può scaturire altro che conoscenza. Sarebbe però bello, aggiungiamo noi, se ognuno si autolimitasse nella propria libertà d’espressione, limitandosi a dialogare su tematiche di propria competenza, o circa argomenti sui quali ci si è previamente informati, senza bisogno di censure esterne. Non è un caso, del resto, che lo stesso Platone immaginasse una città ideale governata da un gruppo di filosofi, intesi come uomini saggi in grado di promuovere il bene della comunità, capaci cioè di fare l’interesse generale senza tener conto del proprio interesse particolare.

Il dott. Franco Berrino sui vaccini: “Obbligatorietà non basata su studi scientifici”

Il dott. Franco Berrino sui vaccini: “Obbligatorietà non basata su studi scientifici”

Franco Berrino, medico ed epidemiologo emiliano dal 1975 membro dell’Istituto Nazionale dei Tumori, noto per numerose pubblicazioni figlie di studi riguardanti la prevenzione del cancro attraverso lo stile di vita e soprattutto le abitudini alimentari, ha recentemente pubblicato un lungo post sulla sua pagina Facebook riguardante l’annosa questione dei dodici vaccini obbligatori (che in realtà non sono dodici, come spiegheremo a breve). Una posizione che ci sembra doveroso riportare perché equilibrata e severa sia nei confronti degli antivaccinisti tour court (i cosiddetti no-vax), sia verso il governo ed i sostenitori dell’obbligatorietà dei vaccini.

Francia, elezioni legislative 2017: maggioranza assoluta e via libera per Emmanuel Macron

Francia, elezioni legislative 2017: maggioranza assoluta e via libera per Emmanuel Macron

Domenica 18 giugno si è tenuto il secondo turno delle elezioni legislative francesi per il rinnovo di 573 membri dell’Assemblée Nationale, dopo che quattro deputati sui 577 totali erano stati già eletti in occasione del primo turno, svoltosi l’11 giugno. Risalta ancora una volta il dato dell’affluenza alle urne, la più bassa nella storia della Quinta Repubblica Francese: se nel primo turno era stata pari solamente al 48.71%, al secondo è scesa addirittura al 42.64%. I risultati hanno nuovamente premiato il neopresidente Emmanuel Macron, che ha ottenuto la maggioranza assoluta.

Porto Rico: presto uno stato degli USA? Tutt’altro che certo anche dopo il referendum

Porto Rico: presto uno stato degli USA? Tutt’altro che certo anche dopo il referendum

Domenica 11 giugno, si è tenuto a Porto Rico un referendum circa lo status dell’isola. Attualmente territorio non incorporato all’interno del Commonwealth degli Stati Uniti d’America, Porto Rico mantiene questo status sui generis sin dalla fine della guerra ispano-americana, nel 1898, che segnò la fine definitivo dell’impero spagnolo con la perdita delle ultime colonie da parte di Madrid (Cuba e le Filippine erano gli altri retaggi ancora esistenti del glorioso impero iberico).

Francia, legislative 2017: successo per il presidente Emmanuel Macron, quattro eletti al primo turno

Francia, legislative 2017: successo per il presidente Emmanuel Macron, quattro eletti al primo turno

Domenica 11 giugno si è tenuto il primo turno delle elezioni legislative francesi per il rinnovo dei 577 membri dell’Assemblée Nationale: il primo dato a risaltare è quello dell’affluenza alle urne, pari solamente al 48.71% e sceso, per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica Francese, al di sotto della fatidica soglia del 50%. Questa tornata elettorale ha avuto luogo poco più di un mese dopo l’insediamento del nuovo presidente Emmanuel Macron all’Eliseo, e rappresentava dunque un primo banco di prova sia per il capo di stato che per le opposizioni. Il secondo turno è previsto per domenica 18 giugno.