Codice aperto e applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale al centro del vertice di Wuzhen

Il vertice di Wuzhen mette al centro modelli a codice aperto e applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale, dalla manifattura ai servizi quotidiani. Imprese ed esperti sottolineano il valore della cooperazione internazionale per condividere capacità tecnologiche, definire regole comuni e ampliare l’accesso all’innovazione.

di Tao Mingyang da Wuzhen e Chu Daye da Pechino (Global Times) – 2 novembre 2026

Dai robot che preparano i farmaci prescritti nelle farmacie intelligenti ai sistemi automatizzati che eseguono operazioni di cucitura e assemblaggio di precisione negli stabilimenti industriali, fino alle comunicazioni mobili di sesta generazione (6G) che consentono di comandare a distanza macchinari da cantiere: sono alcune delle applicazioni avveniristiche presentate alla fiera «Luce di Internet» 2026, inaugurata lunedì a Wuzhen, nella provincia dello Zhejiang, nella Cina orientale.

Tra gli eventi principali del vertice di Wuzhen della Conferenza mondiale di Internet (WIC), la fiera ha messo in evidenza l’accelerazione degli sforzi cinesi per integrare l’intelligenza artificiale (IA) e altre tecnologie d’avanguardia nelle attività industriali e nella vita quotidiana, insieme all’impegno del Paese per la cooperazione globale nelle tecnologie emergenti, hanno osservato analisti cinesi.

In programma dal 2 al 5 novembre, il vertice di Wuzhen della Conferenza mondiale di Internet 2026 ha riportato l’attenzione globale su questa cittadina d’acqua della Cina orientale. Con il tema «Codice aperto e apertura, contributo congiunto e benefici condivisi: costruire insieme una comunità dal futuro condiviso nel ciberspazio», il vertice riunisce funzionari governativi, rappresentanti di organizzazioni internazionali, dirigenti di aziende tecnologiche e ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Esperti cinesi del settore e partecipanti alla WIC hanno osservato che, mentre lo sviluppo globale dell’intelligenza artificiale si divide sempre più tra approcci a codice aperto e a codice chiuso, il tema scelto quest’anno assume un significato particolare. Esso dimostra l’impegno della Cina per la cooperazione globale nell’IA e la sua disponibilità a collaborare con partner di tutto il mondo.

La fiera «Luce di Internet», inaugurata lunedì, ospita 671 imprese e istituzioni provenienti da 54 Paesi e regioni, che presentano oltre mille nuovi risultati tecnologici. Le sei aree espositive tematiche spaziano dalle infrastrutture di comunicazione alle capacità di calcolo, dalla manifattura ai servizi quotidiani e alla sicurezza informatica. Secondo quanto appreso dal Global Times, alla fiera vengono presentati per la prima volta numerose tecnologie e prodotti d’avanguardia, anche nei settori di Internet satellitare e delle comunicazioni mobili 6G.

Il codice aperto diventa concreto

Uno degli aspetti principali del vertice di quest’anno è il passaggio del «codice aperto» da concetto astratto a realtà concreta e interattiva.

Per la prima volta, la WIC ha invitato sviluppatori di età inferiore ai quarant’anni a discutere di come i modelli aperti possano rispondere alle esigenze effettive dell’industria.

Xiang Ligang, presidente dell’Istituto di Pechino per l’industria dell’era intelligente, ha dichiarato lunedì al Global Times che nello sviluppo globale dell’IA si stanno delineando due percorsi distinti. Gli Stati Uniti tendono verso approcci a codice chiuso, nei quali le grandi aziende tecnologiche operano separatamente, creando compartimenti stagni che ostacolano ulteriori progressi. In questo contesto, il tema della WIC, incentrato sul codice aperto e sui benefici condivisi, riflette l’impegno della Cina e la sua fiducia nel percorso intrapreso: promuovere l’apertura e il codice aperto, sviluppando al contempo in modo coordinato modelli di IA, dati e competenze.

«L’intelligenza artificiale deve diventare, in ultima analisi, un potente sistema di servizi capace di integrare infrastrutture cloud, centri dati, competenze e comunicazioni su scala sociale: nessuna singola impresa può riuscirci da sola», ha affermato Xiang. «Soltanto attraverso il codice aperto e l’apertura è possibile integrare le capacità disponibili, collegare tutti gli aspetti della vita sociale e offrire servizi di reale valore».

La produttività sostenuta dall’intelligenza artificiale

Mentre la fiera di lunedì presentava i progressi della Cina nell’IA, l’espansione delle sue applicazioni industriali e le nuove opportunità di cooperazione globale, Liu Dingding, analista cinese del settore tecnologico, ha dichiarato al Global Times che l’attenzione della WIC si sta spostando dalla dimostrazione delle capacità tecnologiche all’illustrazione di come l’IA possa sostenere concretamente la produzione e soddisfare le esigenze quotidiane.

Alibaba, Huawei, ZTE e Sugon hanno portato alla fiera sistemi di calcolo basati su supernodi, affiancati da esposizioni dedicate ai progressi nell’intelligenza artificiale multimodale e nell’intelligenza spaziale. Le soluzioni presentate da Schneider Electric comprendono applicazioni per la produzione e l’ispezione nei settori dei semiconduttori, delle batterie per le nuove energie e dei componenti elettronici.

Secondo quanto comunicato al Global Times dall’organizzatore della WIC, un’area espositiva dedicata alla fabbrica del futuro presenta sistemi flessibili per la cucitura di capi d’abbigliamento e l’assemblaggio di componenti di precisione. Robot umanoidi come Aitu, progettato per la produzione di abbigliamento, vengono utilizzati per esplorare applicazioni nella produzione flessibile.

I dati della stessa cittadina ospitante raccontano una trasformazione significativa. Alla vigilia del primo vertice di Wuzhen, nel centro abitato si contavano appena dodici imprese legate a Internet. Nel 2024 erano diventate oltre 1.200: un aumento di cento volte. Il prodotto interno lordo di Wuzhen è cresciuto da 2,84 miliardi di yuan, pari a 426 milioni di dollari, a 10,89 miliardi di yuan, un incremento equivalente, di fatto, alla «costruzione di altre tre Wuzhen».

L’azienda cinese di sicurezza informatica DBAPP Security ha presentato alla fiera i propri «dipendenti digitali» X per la sicurezza. Questi prodotti sono progettati per eseguire test di penetrazione, verifiche del codice, operazioni di sicurezza e servizi di sicurezza gestiti. Secondo l’azienda, i dipendenti digitali trasferiscono le conoscenze e i metodi di lavoro degli specialisti della sicurezza in agenti capaci di pianificare ed eseguire compiti, offrendo servizi ventiquattr’ore su ventiquattro e una capacità operativa ampliabile in funzione della domanda dei clienti.

Il programma dei forum tematici della WIC riflette lo stesso orientamento industriale. Le ventisette sessioni affrontano temi che spaziano dall’interoperabilità degli agenti all’intelligenza incorporata in sistemi fisici, dall’intelligenza spazio-temporale alla transizione verde e a basse emissioni di carbonio.

Cooperazione globale nell’IA per benefici condivisi

La partecipazione internazionale rimane elevata: tra gli espositori figurano Intel, Qualcomm, Microsoft, Schneider Electric e Kaspersky. Le loro proposte riguardano processori, comunicazioni, programmi informatici, manifattura intelligente e sicurezza informatica.

Liu ha affermato che le opportunità di cooperazione internazionale risiedono nelle tecnologie capaci di soddisfare esigenze concrete in diversi settori, tra cui semiconduttori, memorie e robotica. Ha citato i sistemi avanzati di assistenza alla guida che combinano semiconduttori esteri con sensori lidar e algoritmi cinesi come esempio di come capacità complementari possano favorire una diffusione più ampia delle tecnologie.

La WIC si svolge in un momento in cui alcuni Paesi cercano di erigere barriere protezionistiche e costituire gruppi esclusivi in un settore che prospera grazie agli scambi e alla cooperazione globali.

Durante la riunione appena conclusa dei ministri degli Esteri del Dialogo quadrilaterale sulla sicurezza, noto come Quad, il raggruppamento ha espresso l’intenzione di fornire oltre 85 milioni di dollari di assistenza tecnica e finanziaria per sostenere l’accesso a tecnologie di IA ritenute affidabili nel cosiddetto «Indo-Pacifico».

Secondo gli esperti cinesi, il futuro dell’IA non sarà deciso soltanto da pochi Paesi, ma dipenderà dall’interoperabilità degli strumenti, dalla possibilità di attribuire responsabilità per il loro funzionamento e dalla loro accessibilità economica.

He Weiwen, ricercatore senior del Centro per la Cina e la globalizzazione, ha affermato che la cooperazione globale nell’IA dovrebbe svilupparsi all’interno di un quadro multilaterale, con l’obiettivo di garantire benefici condivisi a tutti i Paesi. Ha inoltre avvertito che la ricerca di raggruppamenti esclusivi nelle tecnologie digitali comporterebbe non soltanto costi economici immediati, ma anche un indebolimento della cooperazione globale nell’intelligenza artificiale.

Nel corso degli anni, il tema della WIC si è evoluto da Internet all’integrazione tra Internet e comunicazioni, fino all’attuale attenzione all’IA, il cui sviluppo non riguarda un singolo Paese e richiede coordinamento globale e regole condivise per prosperare.

«In questo contesto, il ruolo della WIC come piattaforma di dialogo ha continuato a rafforzarsi, contribuendo ad attrarre la partecipazione globale e a promuovere standard e regole comuni per la sicurezza e la comprensione reciproca. Una sola conferenza non può risolvere tutti i problemi, ma il vertice offre un’importante piattaforma e un canale di confronto», ha dichiarato Xiang.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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