Vietnam: i deputati discutono la riduzione dei reati punibili con la pena di morte e misure di clemenza nelle condanne

L’Assemblea Nazionale vietnamita esamina una revisione del Codice penale che propone di ridurre ulteriormente i reati punibili con la pena di morte, introdurre attenuanti per chi collabora con le indagini e disciplinare nuove forme di criminalità economica e informatica.

VNA/VNS – 28 ottobre 2026

HÀ NỘI — Martedì l’Assemblea Nazionale ha discusso le modifiche al Codice penale del Paese, con opinioni divergenti tra i deputati sulle proposte di abolire la pena di morte per il traffico di stupefacenti e per lo stupro di minori di 16 anni.

Il progetto propone inoltre riduzioni di pena per gli imputati che ammettono volontariamente la propria colpevolezza e collaborano con gli investigatori, nonché l’introduzione di nuovi reati volti a contrastare la criminalità informatica e le attività illecite nei mercati finanziari emergenti.

Il deputato Nguyễn Thanh Sang, della delegazione di Hồ Chí Minh City, ha sostenuto i piani per abolire la pena capitale per i reati di ribellione, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e il terrorismo, ma ha invitato i legislatori a mantenerla per il traffico di stupefacenti e lo stupro di minori di 16 anni.

Il traffico di droga continua a provocare gravi danni alle famiglie e alle comunità, ha affermato, sostenendo che la pena di morte dovrebbe rimanere applicabile ai capi delle organizzazioni criminali e a coloro che trafficano quantità eccezionalmente elevate di stupefacenti.

Ha suggerito di innalzare le soglie per l’applicazione della pena capitale anziché abolirla completamente, proponendo di riesaminare la politica nel 2030.

Huỳnh Ngọc Liêm, deputato dell’Assemblea Nazionale in rappresentanza della provincia di Lâm Đồng, ha sostenuto le riduzioni proposte, osservando che pene più severe non determinano necessariamente una diminuzione della criminalità.

Ha ricordato la progressiva riduzione dei reati punibili con la pena capitale in Việt Nam, passati dai 44 del 1985 ai 10 previsti dall’attuale Codice penale. Il nuovo progetto restringerebbe ulteriormente l’ambito di applicazione, in linea con il programma di riforma giudiziaria del Paese, ha affermato.

Il ministro della Pubblica sicurezza Lương Tam Quang (in foto) ha difeso la proposta di abolire la pena di morte per il traffico di stupefacenti, osservando che alcuni autori di reato sono stati ingannati, costretti o coinvolti in reti criminali e possono ancora essere rieducati e reinseriti.

La prospettiva di evitare l’esecuzione potrebbe inoltre incoraggiare gli imputati a collaborare con gli investigatori e contribuire allo smantellamento di reti di traffico più ampie, ha affermato.

Per quanto riguarda lo stupro di minori di 16 anni, Quang ha riconosciuto la gravità del reato, ma ha sottolineato che l’ergastolo continuerebbe a costituire una pena estremamente severa. Qualora il reato provochi direttamente la morte della vittima, l’autore potrebbe inoltre essere perseguito per omicidio, se ne ricorressero i presupposti giuridici.

Misure di clemenza per chi collabora con le indagini

Il deputato Dương Đức Hải, di Hà Nội, ha affermato che la politica penale dovrebbe incoraggiare gli imputati a collaborare con gli investigatori, contribuire al recupero dei beni e risarcire le vittime.

Ha sottolineato che qualsiasi forma di clemenza deve essere accompagnata da garanzie a tutela dei diritti degli imputati. Le ammissioni di colpevolezza devono essere volontarie e sostenute da prove, mentre i tribunali devono determinare in modo indipendente la colpevolezza e la pena.

Bùi Mạnh Cường, deputato dell’Assemblea Nazionale della provincia di Khánh Hòa, ha anch’egli sostenuto le disposizioni che consentirebbero riduzioni di pena per gli imputati che ammettono volontariamente la propria colpevolezza, forniscono informazioni pertinenti e accettano la pena proposta.

Ai sensi dell’articolo 57 del progetto, i tribunali potrebbero imporre pene inferiori ai limiti ordinariamente previsti in presenza di determinate condizioni, con una maggiore clemenza per gli autori di reato che risarciscono attivamente le vittime e pongono rimedio ai danni causati.

Secondo Cường, tali misure potrebbero accelerare i procedimenti, ridurre l’impiego di risorse giudiziarie e migliorare le possibilità delle vittime di recuperare le proprie perdite.

Ha sottolineato che l’ammissione di colpevolezza non deve costituire l’unica base per una condanna né sostituire l’obbligo dell’accusa di dimostrare la colpevolezza.

Il Codice penale modificato introdurrebbe 11 nuovi reati, tra cui violazioni riguardanti la tutela dei consumatori, le cripto-attività, la pesca illegale, la criminalità informatica e la proliferazione o il finanziamento di armi di distruzione di massa.

Verrebbe inoltre resa penalmente perseguibile la partecipazione a gruppi criminali organizzati transnazionali e sarebbe estesa la responsabilità penale alla fase preparatoria per 35 reati, consentendo alle autorità di intervenire prima che i reati vengano portati a compimento.

Separatamente, il progetto amplia la responsabilità penale delle persone giuridiche includendo altri 24 reati, tra cui frode, tratta di esseri umani, violazioni ambientali e violazioni dei dati personali.

Il ministro Quang ha affermato che le modifiche mirano a colmare le lacune normative che consentono alle imprese di essere utilizzate come copertura per attività criminali, tutelando al contempo le aziende che operano legittimamente.

L’organismo incaricato della redazione continuerà a esaminare le raccomandazioni formulate dai deputati prima di sottoporre il Codice penale modificato all’esame e all’approvazione.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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