Dall’Italia a Chengdu, il dialogo sulla civiltà urbana sta avvicinando sempre più le due realtà. Il nuovo centro congiunto Cina-Italia punta a trasformare ricerca, cultura e creatività in progetti concreti, rafforzando cooperazione economica, formazione e scambi tra città.

Dopo l’intesa amichevole raggiunta nell’aprile di quest’anno durante il Dialogo sulla cooperazione tra città gemellate Cina-Italia, nel pomeriggio del 15 ottobre si è tenuto sull’Isola dell’Ecosistema per l’Innovazione Scientifica e Tecnologica della Nuova Area di Tianfu il Dialogo Cina-Italia sulla civiltà urbana, dal titolo «Dare impulso ai parchi Cina-Italia e scrivere insieme un nuovo capitolo dell’industria culturale e creativa».
Durante l’incontro, gli ospiti hanno discusso di come rafforzare lo sviluppo dei parchi di cooperazione e delle industrie culturali e creative ed è stata inaugurata la sede di Chengdu del Centro congiunto di ricerca Cina-Italia sulla civiltà urbana (JCCC).
All’evento hanno partecipato Zhu Tong, vicepresidente della Federazione cinese dei circoli letterari e artistici; Maria Moreni, presidente della Italy-China Link Association; Yao Yao, direttore dell’Istituto di ricerca sulla civiltà urbana della Communication University of China, professore, supervisore di dottorato e segretario generale per la parte cinese del JCCC; Maurizio Rasero, sindaco della città italiana di Asti; Yang Min, direttore dell’Ufficio Affari Esteri di Chengdu; Feng Xiufu, membro del Comitato di lavoro del Partito e vicedirettore del Comitato amministrativo della Nuova Area di Sichuan Tianfu, insieme ad altri ospiti cinesi e stranieri.
Gli scambi economici e commerciali tra Chengdu e l’Italia stanno diventando sempre più intensi. Chengdu conta tre città gemellate italiane — Palermo, Milano e Bologna — e dispone ormai di due collegamenti aerei passeggeri diretti con Roma e Milano. Nel 2025 il traffico aereo passeggeri tra le due parti ha superato le 190.000 unità, registrando una crescita superiore al 50% rispetto all’anno precedente.
I treni merci Cina-Europa in partenza da Chengdu raggiungono inoltre quattro città italiane, tra cui Milano. Nel 2025 il volume degli scambi bilaterali ha raggiunto i 680 milioni di euro, con un aumento del 4% su base annua. Manifestazioni nazionali come la China Food and Drinks Fair e la Western China International Fair sono diventate, inoltre, importanti porte d’ingresso per i marchi italiani di qualità nel mercato della Cina occidentale.
Nel corso del dialogo, Yang Min, direttore dell’Ufficio Affari Esteri di Chengdu, ha sottolineato come l’Associazione per le relazioni di amicizia Italia-Cina, la città di Asti e la Nuova Area di Sichuan Tianfu abbiano già costruito solide basi di cooperazione. Ha espresso l’auspicio che la sede di Chengdu del JCCC possa fungere da collegamento per attrarre risorse accademiche e competenze specialistiche, favorire un incontro più preciso tra le risorse delle piattaforme internazionali e le esigenze industriali dei parchi e promuovere la trasformazione dei risultati della ricerca congiunta in progetti concreti.
Feng Xiufu, membro del Comitato di lavoro del Partito e vicedirettore del Comitato amministrativo della Nuova Area di Sichuan Tianfu, ha ricordato che la Nuova Area è l’undicesima area di livello nazionale approvata dal Consiglio di Stato ed è anche il luogo in cui è stato formulato per la prima volta il concetto di «città-parco».
Negli ultimi undici anni il prodotto regionale lordo ha superato consecutivamente quattro soglie da cento miliardi di yuan, facendo della Nuova Area una delle zone urbane con il maggiore potenziale d’investimento nella Cina centrale e occidentale.
Attualmente, la Nuova Area ha sviluppato tre cluster industriali da oltre cento miliardi di yuan e undici cluster da oltre dieci miliardi, accelerando la costruzione di un moderno sistema industriale e di una struttura sempre più aperta verso l’esterno. In quanto futuro nuovo centro urbano di Chengdu, la Nuova Area di Sichuan Tianfu intende creare condizioni ancora migliori e offrire servizi più efficienti, invitando tutti i soggetti interessati ad approfondire la cooperazione e a costruire insieme opportunità di sviluppo condiviso.
Huang Wei, segretario del gruppo dirigente del Partito e direttore dell’Ufficio per le industrie culturali e creative e per il settore fieristico della Nuova Area di Sichuan Tianfu, ha spiegato che il Parco industriale sino-italiano per l’innovazione culturale della Nuova Area di Sichuan Tianfu, unico parco di cooperazione nazionale della Cina occidentale incentrato sull’Italia, ha già attirato oltre 40 imprese a capitale straniero, tra cui l’italiana Dasit.
È stato inoltre completato ed è entrato in funzione il Salotto urbano per gli scambi culturali Cina-Italia, che è diventato un’importante vetrina per gli scambi e la cooperazione culturale tra i due Paesi.

Maria Moreni, presidente della Italy-China Link Association e segretaria generale per la parte italiana del JCCC, ha dichiarato di avere visitato Chengdu in numerose occasioni e di aver constatato molte caratteristiche comuni tra Chengdu e le città italiane: la ricerca di un equilibrio tra lavoro e vita privata e l’attenzione per un’elevata qualità della vita urbana.
A suo giudizio, Chengdu e l’Italia dispongono di solide basi per la cooperazione. In precedenza, l’Associazione per le relazioni di amicizia Italia-Cina ha firmato memorandum d’intesa rispettivamente con la Chengdu Rongshang General Chamber of Commerce e con la Sichuan Tourism University, promuovendo inoltre la collaborazione tra l’Istituto della Moda di Milano e diversi soggetti di Chengdu per sostenere l’incubazione di imprese emergenti nel settore del design.
Il JCCC si concentra su temi quali il rinnovamento degli spazi urbani e il miglioramento dell’estetica delle città, ambiti che presentano una forte complementarità con il Parco industriale sino-italiano per l’innovazione culturale. Moreni si è detta convinta che in futuro vi sarà uno spazio ancora più ampio per la cooperazione.
Yao Yao, direttore dell’Istituto di ricerca sulla civiltà urbana della Communication University of China, professore, supervisore di dottorato e segretario generale per la parte cinese del JCCC, ha spiegato che il Centro è una piattaforma di cooperazione internazionale fondata congiuntamente, sotto la guida dei competenti organismi centrali, da dieci istituzioni appartenenti a Cina e Italia, tra città, università, think tank e imprese.
Il segretariato cinese ha sede presso l’Istituto di ricerca sulla civiltà urbana della Communication University of China, mentre quello italiano è ospitato dall’Associazione per le relazioni di amicizia Italia-Cina. Tra i membri fondatori figurano la stessa Associazione, il Comune di Asti, la Communication University of China e la China Academy of Art.
Secondo Yao Yao, la decisione di istituire a Chengdu la prima sede del JCCC deriva proprio dalla forte corrispondenza tra Chengdu, luogo in cui è stato formulato per la prima volta il concetto di «città-parco», le principali direttrici di ricerca del Centro e le funzioni attribuite al parco industriale.
«In futuro, entrambe le parti sono fiduciose di poter fare leva sui vantaggi offerti dalla piattaforma del Parco industriale sino-italiano per l’innovazione culturale per promuovere insieme un dialogo più approfondito e una cooperazione concreta tra Cina e Italia nei settori della civiltà urbana e delle industrie culturali e creative».
Il sindaco di Asti ha partecipato all’evento e, dopo l’inaugurazione della sede di Chengdu del JCCC, ha pronunciato un discorso di congratulazioni.
Ha affermato che Asti, in Italia, assomiglia per molti aspetti a Chengdu in Cina: entrambe sono città rilassate, dinamiche e attente alla qualità della vita. Ha ricordato di avere accolto numerose delegazioni provenienti da città cinesi e di avere visitato più di cento città in Cina, maturando la convinzione che «vedere una volta vale più che sentirne parlare cento volte».
Dialoghi di questo tipo, ha aggiunto, sono particolarmente importanti, perché il confronto faccia a faccia è il modo più efficace per rafforzare la comprensione reciproca e costruire fiducia. Asti e la Nuova Area di Tianfu intrattengono rapporti di amicizia e dispongono di un enorme potenziale di cooperazione. Il sindaco ha espresso l’auspicio che, dopo l’inaugurazione della sede, possa essere istituita una piattaforma permanente di scambio per promuovere una cooperazione concreta nei settori economico-commerciale, culturale e turistico, conseguendo vantaggi reciproci e risultati condivisi.
Zhu Tong, vicepresidente della Federazione cinese dei circoli letterari e artistici e membro del Comitato di esperti del Centro congiunto di ricerca Cina-Italia sulla civiltà urbana (JCCC), ha richiamato nel suo intervento le parole del segretario generale Xi Jinping: «Costruire una potenza culturale riguarda il quadro complessivo della modernizzazione cinese, la grande causa della rinascita della nazione cinese e il rafforzamento della competitività internazionale».
Nell’anno di avvio del 15° Piano quinquennale, ha affermato, occorre mantenere fermo l’obiettivo di trasformare la Cina in una potenza culturale entro il 2035, comprendere pienamente il significato strategico, i risultati pratici e i percorsi necessari alla costruzione di una potenza culturale e assumersi al meglio la nuova missione culturale.
Cina e Italia sono entrambe civiltà di antica origine e, sin dall’antichità, hanno intrattenuto intensi scambi economici, commerciali e culturali attraverso le Vie della Seta terrestri e marittime, costruendo una profonda tradizione di apertura, inclusione, apprendimento reciproco e scambio tra civiltà.
Chengdu, importante nodo della costruzione della Belt and Road e dello sviluppo della cintura economica del fiume Yangtze, nonché luogo in cui è stato formulato per la prima volta il concetto di «città-parco», offre un contesto particolarmente favorevole.
L’auspicio è che la sede di Chengdu del JCCC possa sfruttare pienamente i vantaggi della propria piattaforma e, partendo da un nuovo punto storico, promuovere la trasformazione innovativa delle migliori espressioni culturali di Cina e Italia, approfondendo l’incontro e l’apprendimento reciproco attraverso un approccio aperto e innovativo.
L’obiettivo è consentire alle civiltà dei due Paesi di sviluppare nuova vitalità nell’epoca contemporanea, rafforzare con una prospettiva globale la costruzione della città-parco e accumulare nuovo slancio per l’apertura attraverso il continuo confronto e apprendimento tra civiltà.
Dopo l’inaugurazione, la sede svilupperà una cooperazione concreta nei settori della ricerca congiunta, della formazione dei giovani e della comunicazione globale.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre firmato un memorandum d’intesa tra l’Ufficio per la gestione delle emergenze della Nuova Area di Sichuan Tianfu e l’Associazione per le relazioni di amicizia Italia-Cina.
Partendo dal dialogo sulla civiltà urbana, l’obiettivo è portare la ricerca verso l’industria e fare della cultura un ponte verso gli scambi economici e commerciali. Con l’avvio operativo della sede di Chengdu del JCCC, ci si attende che le risorse delle istituzioni internazionali e delle città amiche continuino a convergere, generando nuovo slancio per il Parco industriale sino-italiano per l’innovazione culturale.
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