Hangzhou e Italia, un’intesa per cultura e innovazione: firmato il MoU tra il Centro per gli scambi internazionali e l’ICLA

Il Centro per gli scambi internazionali di Hangzhou e l’ICLA firmano un’intesa triennale su cultura, commercio digitale, moda e turismo. Il memorandum apre un percorso di collaborazione tra Cina e Italia, affidando a successivi accordi la definizione dei singoli progetti.

La firma del memorandum d’intesa tra la Hangzhou International Exchange Service Center Co., Ltd., presieduta da Shen Jing, e l’Associazione di Amicizia Italia-Cina, conosciuta come Italy-China Link Association (ICLA), presieduta da Maria Moreni, aggiunge un nuovo tassello ai rapporti tra Hangzhou e l’Italia. Le due organizzazioni hanno individuato un programma di collaborazione nei settori della cultura, del commercio, del turismo e delle industrie creative, il cui obiettivo è dare continuità agli incontri tra persone e imprese, costruendo occasioni di lavoro comune che possano proseguire oltre le singole visite.

Il MoU, firmato lo scorso 29 settembre presso la sede NetSun di Hangzhou, delinea un orizzonte di tre anni e concentra questa prima fase sulla relazione bilaterale tra Cina e Italia. Hangzhou mette al centro le proprie risorse nel campo delle fiere e della creatività, mentre l’ICLA può favorire il collegamento con il mondo associativo, educativo e imprenditoriale italiano.

Uno dei capitoli più articolati riguarda le persone. Il memorandum propone visite reciproche annuali di giovani imprenditori, con percorsi di studio dedicati alla manifattura avanzata, all’economia digitale e alla moda. Prevede inoltre scambi tra artigiani dello Zhejiang e italiani: il ricamo di Hangzhou e la ceramica celadon di Longquan potranno dialogare con le competenze italiane nella pelletteria, nella gioielleria e nel design. Alle attività professionali si affianca l’ipotesi di programmi di visita e formazione per giovani maggiorenni, evocando la figura di Marco Polo come ponte culturale fra i due Paesi.

La cooperazione culturale potrebbe trovare spazio anche in una giornata annuale a Hangzhou dedicata all’amicizia e agli scambi economici, con incontri tra operatori, spettacoli e iniziative tematiche. Fra le idee indicate nel testo figura un evento sul Carnevale di Venezia in Cina, mentre un altro filone esplora itinerari turistici rivolti alle coppie e prodotti culturali legati ai territori, nell’intento di trasformare l’interesse reciproco in esperienze condivise.

Il versante economico guarda in particolare all’Esposizione Globale del Commercio Digitale, la GDTE, che si svolge annualmente a Hangzhou. Il memorandum indica l’edizione del 2027 come punto di partenza per preparare una possibile area dedicata all’Italia, se le condizioni organizzative lo consentiranno. Prevede inoltre incontri tra imprese cinesi e italiane sul commercio digitale e sui nuovi consumi. L’ICLA lavorerebbe al coinvolgimento di rappresentanti italiani di questi settori e delle tecnologie per la gestione intelligente delle emergenze; la controparte cinese coordinerebbe gli aspetti espositivi con gli operatori fieristici locali.

Moda e design costituiscono un ulteriore terreno di potenziale incontro. Le parti intendono promuovere collaborazioni tra marchi, progettisti e imprenditori dei due Paesi e valutare percorsi di studio a Milano per designer e studenti cinesi. Il MoU richiama anche scambi gastronomici e formativi tra ristoranti cinesi e italiani attivi nei due Paesi. Sul fronte degli investimenti, indica una direzione reciproca: accompagnare imprese italiane interessate allo Zhejiang e aziende della provincia cinese interessate al mercato italiano, lasciando le eventuali decisioni ai soggetti che investiranno.

Per dare seguito alle proposte, ciascuna parte individuerà un referente incaricato di seguire i progetti. È prevista almeno una riunione di lavoro all’anno, da tenere alternativamente in Cina e in Italia, per esaminare quanto realizzato e preparare il programma successivo.

L’aspetto di maggior interesse del documento risiede nel fatto di mettere in relazione aspetti spesso raccontati separatamente. L’artigianato e la moda custodiscono conoscenze maturate nel tempo; il commercio digitale e le tecnologie applicate alle fiere aprono nuovi canali per metterle in circolazione. Hangzhou offre un luogo nel quale queste dimensioni possono incontrarsi, mentre la collaborazione con l’Italia può dare ai progetti una prospettiva internazionale. La firma del MoU segna l’avvio di questo percorso: saranno le iniziative concordate nei prossimi anni a mostrare quanto il dialogo potrà tradursi in opportunità effettive.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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