Hangzhou tra storia e futuro: la delegazione italiana al GDTE visita il Palazzo Deshou e il Centro per l’intelligenza incarnata

Invitata dalla Italy-China Link Association, la delegazione italiana ha visitato il 24 settembre due luoghi emblematici di Hangzhou: il Palazzo Deshou e un centro dedicato alla robotica. Le due tappe mostrano come la città custodisca la propria storia mentre investe nell’innovazione.

La visita della delegazione italiana a Hangzhou del 24 settembre ha seguito un percorso capace di raccontare la città attraverso due luoghi molto diversi. Nel Museo del sito del Palazzo Deshou della dinastia Song meridionale, la storia emerge dai resti archeologici di una residenza imperiale. Nel Centro di Hangzhou per l’esposizione e la promozione applicativa dell’intelligenza incarnata, il futuro prende la forma di robot che afferrano oggetti, si muovono, interagiscono con le persone e svolgono compiti in ambienti predisposti per verificarne le capacità. La distanza fra queste esperienze è di molti secoli; la loro presenza nello stesso programma di visita esprime però un tratto riconoscibile di Hangzhou e, più in generale, della Cina contemporanea: la volontà di dare spazio alla memoria storica mentre si costruiscono nuove capacità scientifiche e industriali. Alle due tappe cittadine hanno preso parte anche alcuni delegati spagnoli e Oswaldo Bravo Daneri, console generale del Perù a Shanghai.

La visita del 24 settembre 2026 si inserisce nel programma della delegazione italiana giunta a Hangzhou per la quinta Esposizione Globale del Commercio Digitale, conosciuta con la sigla GDTE dall’inglese Global Digital Trade Expo. La manifestazione si svolge dal 23 al 27 settembre presso lo Hangzhou Grand Convention and Exhibition Center ed è organizzata dal Ministero del Commercio cinese e dal governo della provincia dello Zhejiang. La delegazione è stata invitata dalla Italy-China Link Association (ICLA), presieduta da Maria Moreni. L’edizione di quest’anno, presentata con il tema «Incontrare il futuro dell’intelligenza artificiale alla GDTE», riunisce imprese, operatori commerciali e rappresentanti istituzionali intorno alle tecnologie e alle applicazioni del commercio digitale. Secondo i dati diffusi all’apertura, occupa 170.000 metri quadrati e conta oltre 2.000 espositori. Le aree espositive comprendono, fra le altre, intelligenza artificiale, commercio elettronico della Via della Seta, mobilità intelligente, sanità e intrattenimento digitale.

Tornando al percorso della visita del 24 settembre, il Palazzo Deshou appartiene alla vicenda della dinastia Song meridionale, che fece di Hangzhou, allora chiamata Lin’an, la propria capitale. Dopo l’abdicazione del 1162, l’imperatore Gaozong si ritirò nel palazzo; in seguito vi abitò anche suo figlio Xiaozong dopo avere lasciato il trono nel 1189. Il museo sorto sul sito è stato inaugurato nel 2022 e unisce la presentazione dei resti originari alla ricostruzione di ambienti che consentono ai visitatori di farsi un’idea della vita di corte.

Il passaggio al Centro di Hangzhou per l’esposizione e la promozione applicativa dell’intelligenza incarnata sposta l’attenzione su un’altra forma di conoscenza. Inaugurato nel marzo 2026 nel distretto di Binjiang, il centro occupa 8.813 metri quadrati, dei quali 5.385 destinati all’esposizione. È stato concepito come uno spazio che collega ricerca, dimostrazione, promozione delle applicazioni e servizi per le imprese del settore. I dati pubblicati al momento dell’apertura indicavano 87 marchi e 136 robot presenti nel centro, numeri destinati ad aumentare nel tempo.

Per «intelligenza incarnata» si intendono, in questo contesto, sistemi nei quali capacità di percezione, elaborazione e decisione sono collegate a un corpo capace di agire nello spazio fisico. Nel centro si possono infatti osservare dimostrazioni che riguardano la manipolazione di oggetti, il movimento e la logistica. Ogni applicazione pone problemi concreti: riconoscere un oggetto, raggiungerlo, afferrarlo senza farlo cadere, adattare il movimento a ciò che accade nell’ambiente. Sono compiti apparentemente semplici per una persona, ma impegnativi per una macchina chiamata a svolgerli con affidabilità.

Le due tappe del 24 settembre acquistano così un significato che va oltre la contrapposizione visiva fra architettura tradizionale e robotica. Il museo richiede scavo, studio, conservazione e capacità di comunicare la storia a un pubblico ampio. Il centro tecnologico richiede ricerca, infrastrutture, sperimentazione e confronto con i bisogni delle imprese e della società. In entrambi i casi si tratta di organizzare conoscenze, creare istituzioni e investire nel tempo. Questo è il terreno sul quale tradizione e innovazione possono incontrarsi senza che l’una venga usata come semplice ornamento dell’altra.

Hangzhou offre una rappresentazione particolarmente nitida di tale rapporto. La città che custodisce le tracce di Lin’an è anche quella che ospita una grande esposizione internazionale del commercio digitale e sviluppa spazi per verificare le applicazioni dell’intelligenza artificiale. La visita della delegazione italiana consente di osservare queste dimensioni nella stessa giornata, passando dai resti di una residenza dei Song meridionali ai gesti ancora sperimentali dei robot contemporanei. È, inoltre, un percorso che parla anche della Cina nel suo complesso: un Paese impegnato a valorizzare il proprio patrimonio storico mentre amplia le basi della propria innovazione.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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