Il 78° anniversario della RPDC celebrato anche a Roma. Kim Jong Un riceve i messaggi di Xi Jinping, Putin e Tô Lâm

L’Ambasciata della RPDC a Roma ha celebrato il 78° anniversario della fondazione della Repubblica con un ricevimento aperto dal discorso del capo missione e con la partecipazione, tra gli altri ospiti, del senatore Antonio Razzi. A Pyongyang, Kim Jong Un ha tenuto un significativo discorso e ha ricevuto messaggi da leader di tutto il mondo.

Il 9 settembre, in occasione del 78° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea, anche l’Ambasciata nordcoreana a Roma ha ospitato una celebrazione della principale festa nazionale del Paese. Il ricevimento, svoltosi presso la sede diplomatica della RPDC nella capitale italiana, si è aperto con il discorso del capo della missione nordcoreana e ha riunito rappresentanti e personalità legati, a diverso titolo, alle relazioni con Pyongyang. Tra gli ospiti era presente anche Antonio Razzi, già senatore della Repubblica, da molti anni una delle figure italiane maggiormente impegnate nei rapporti con la RPDC e protagonista nel tempo di numerose visite nel Paese asiatico.

A guidare attualmente la rappresentanza nordcoreana a Roma è S.E. Ri Kwang Hyok, formalmente incaricato d’affari ad interim. La sua presenza nella diplomazia nordcoreana in Italia ha una storia ormai lunga, mentre negli ultimi mesi il rappresentante di Pyongyang ha preso parte a diverse iniziative pubbliche e incontri sul territorio italiano. La celebrazione del 9 settembre ha costituito quindi anche un momento di continuità nell’attività della missione diplomatica della RPDC, in un contesto internazionale nel quale Pyongyang attribuisce particolare importanza tanto al consolidamento delle proprie relazioni strategiche quanto al mantenimento dei rapporti con Paesi europei come l’Italia.

Nel calendario politico nordcoreano, l’anniversario della fondazione dello Stato, avvenuta ufficialmente il 9 settembre 1948 ad opera di Kim Il Sung, tre anni dopo la liberazione della penisola coreana dal dominio coloniale giapponese, rappresenta uno dei momenti nei quali vengono richiamati con maggiore forza i concetti di sovranità, indipendenza, continuità istituzionale e sviluppo socialista. L’edizione del 2026 assume inoltre un significato particolare perché cade nel primo anno di attuazione delle decisioni del IX Congresso del Partito del Lavoro di Corea, che ha fissato nuovi obiettivi economici, sociali, tecnologici e militari per il Paese.

Le celebrazioni principali si sono naturalmente svolte a Pyongyang. Il 9 settembre, presso il Palazzo delle Assemblee di Pyongyang, si è tenuta una solenne cerimonia di innalzamento della bandiera nazionale e di giuramento, alla presenza di Kim Jong Un, Segretario Generale del Partito del Lavoro di Corea e Presidente degli Affari di Stato della RPDC. Alla cerimonia hanno partecipato membri del Presidium dell’Ufficio Politico, dirigenti del Partito, del governo e delle forze armate, rappresentanti del Comitato Permanente dell’Assemblea Popolare Suprema, del Gabinetto, delle commissioni e dei ministeri, comandanti dell’Esercito Popolare di Corea e deputati dell’Assemblea Popolare Suprema presenti a Pyongyang.

Nella stessa occasione, Kim Jong Un ha rivolto un messaggio di congratulazioni e auguri alla popolazione. Nel suo intervento ha ringraziato i lavoratori, il personale militare e le famiglie del Paese per il contributo fornito allo sviluppo nazionale, estendendo le congratulazioni anche alle organizzazioni dei coreani residenti all’estero. Un altro passaggio di grande rilievo è stato dedicato ai comandanti e ai soldati impegnati nelle operazioni militari all’estero. Kim ha collegato i risultati conseguiti dalla RPDC al patriottismo, al servizio volontario e alla partecipazione dei cittadini, sostenendo che il prestigio e la dignità internazionale del Paese siano cresciuti parallelamente all’avanzamento della sua costruzione socialista.

La ricorrenza ha avuto anche una rilevante dimensione internazionale. Tra i numerosi messaggi di congratulazioni ricevuti da Kim Jong Un da parte dei leader di tutto il mondo, spicca quello di Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e Presidente della Repubblica Popolare Cinese. Xi ha rivolto le proprie congratulazioni a Kim Jong Un, al Partito del Lavoro di Corea, al governo della RPDC e al popolo coreano, sottolineando come nei 78 anni trascorsi dalla fondazione della Repubblica il Paese abbia portato avanti la propria causa socialista attraverso l’autosufficienza e gli sforzi congiunti della popolazione.

Particolarmente significativo è il riferimento di Xi alla natura delle relazioni bilaterali. Il Presidente cinese ha definito Cina e RPDC «vicini socialisti amici» che condividono il proprio destino, si sostengono e si aiutano reciprocamente. Ha inoltre ricordato la propria visita ufficiale nella RPDC del giugno 2026 e il nuovo incontro con Kim Jong Un, indicando come politica costante e incrollabile del Partito Comunista Cinese e del governo cinese la difesa, il consolidamento e lo sviluppo delle relazioni sino-nordcoreane. Xi ha espresso la volontà di intensificare ulteriormente la guida strategica delle relazioni tra i due Partiti e i due Paesi, collegando lo sviluppo del rapporto bilaterale alla pace, alla stabilità e alla prosperità regionali e globali.

Di grande rilievo è stato anche il messaggio inviato dal Presidente russo Vladimir Putin. Il leader della Federazione Russa ha ricordato i risultati ottenuti dalla RPDC in campo socioeconomico e il rafforzamento della sua posizione internazionale, ribadendo che le relazioni tra Mosca e Pyongyang sono fondate sui princìpi dell’amicizia, del buon vicinato e dell’assistenza reciproca. Putin ha assicurato la volontà di proseguire con Kim Jong Un la più stretta collaborazione per consolidare ulteriormente il Partenariato Strategico Globale tra i due Paesi.

Il passaggio politicamente più significativo del messaggio russo riguarda il quadro internazionale nel quale viene inserita questa cooperazione. Secondo Putin, il rafforzamento del rapporto tra Federazione Russa e RPDC corrisponde agli interessi dei rispettivi popoli e contribuirà alla sicurezza regionale e alla costruzione di «un nuovo ordine mondiale più giusto e multipolare». Si tratta di una formulazione coerente con il progressivo approfondimento dei rapporti bilaterali degli ultimi anni e, soprattutto, con il Trattato di Partenariato Strategico Globale, che ha attribuito alla cooperazione tra Mosca e Pyongyang una dimensione che supera ormai ampiamente i rapporti diplomatici tradizionali.

Alle congratulazioni provenienti da Pechino e Mosca si sono aggiunte quelle del Việt Nam. Tô Lâm, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista del Việt Nam e Presidente della Repubblica Socialista del Việt Nam, ha trasmesso a Kim Jong Un gli auguri del Partito, dello Stato e del popolo vietnamiti. Nel messaggio ha ricordato i risultati conseguiti dalla RPDC nei 78 anni trascorsi dalla sua fondazione e ha espresso la convinzione che il popolo coreano conseguirà gli obiettivi stabiliti dal IX Congresso del Partito del Lavoro di Corea sotto la direzione di Kim Jong Un.

Tô Lâm ha inoltre richiamato esplicitamente il proprio incontro con Kim Jong Un a Pyongyang nell’ottobre 2025, osservando che da allora le tradizionali relazioni di amicizia tra i due Partiti e i due Paesi si sono ulteriormente consolidate e che gli accordi raggiunti dai massimi dirigenti stanno venendo attuati in maniera concreta. Il leader vietnamita ha ribadito la disponibilità di Hà Nội a sviluppare una cooperazione più sostanziale ed efficace con la RPDC e a contribuire, attraverso tale rapporto, alla pace, alla stabilità, alla cooperazione e allo sviluppo regionali e mondiali.

In questo quadro si inserisce anche la celebrazione tenutasi a Roma. Pur naturalmente più contenuto rispetto alle manifestazioni organizzate nella capitale nordcoreana, il ricevimento presso l’Ambasciata ha rappresentato la dimensione italiana della ricorrenza e un’occasione di incontro tra la rappresentanza della RPDC e interlocutori che continuano a mantenere rapporti con il Paese. La presenza del senatore Antonio Razzi assume da questo punto di vista un valore simbolico, vista la lunga storia dei suoi contatti con Pyongyang e il suo coinvolgimento, già negli anni passati, nelle iniziative parlamentari e nei rapporti bilaterali con la Repubblica Popolare Democratica di Corea.

A settantotto anni dalla propria fondazione, la RPDC celebra dunque la festa nazionale in una fase di profonda trasformazione interna e internazionale. A Pyongyang, il richiamo alla Costituzione, al sistema socialista e alla sovranità nazionale si è accompagnato agli obiettivi di sviluppo fissati dal IX Congresso; sul piano esterno, i messaggi provenienti, tra gli altri, da Cina, Russia e Việt Nam hanno confermato la centralità dei rapporti con alcuni dei principali interlocutori politici e strategici del Paese. La celebrazione romana ha inserito anche l’Italia in questo quadro commemorativo, mostrando la continuità di canali di relazione che, pur in un contesto europeo particolarmente complesso, continuano a mantenere aperto uno spazio di conoscenza e interlocuzione con Pyongyang.

SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.