La Corte Suprema cinese stabilisce le regole per i deepfake e le altre controversie legate all’IA

La Corte Suprema del Popolo chiarisce quando deepfake, clonazione vocale, discriminazione algoritmica dei prezzi e contenuti falsi generati dall’intelligenza artificiale comportano responsabilità giuridiche, rafforzando la tutela della persona e dei consumatori nel rapido sviluppo del settore cinese dell’IA.

Xinhua – 8 settembre 2026

Un volto familiare apparso durante una videochiamata potrebbe non essere ciò che sembra: l’intelligenza artificiale (IA) è ormai in grado di replicare volti e voci umane con un realismo sorprendente, creando nuove sfide per il diritto. Lunedì, la massima autorità giudiziaria cinese ha emanato linee guida che precisano in quali circostanze tali contenuti generati dall’IA possano comportare una responsabilità giuridica.

Le linee guida, pubblicate dalla Corte Suprema del Popolo (SPC), affrontano una serie di controversie emergenti, tra cui i deepfake generati dall’IA, la clonazione vocale, la discriminazione algoritmica dei prezzi e la produzione di informazioni false mediante l’intelligenza artificiale.

Il documento stabilisce chiaramente che non è consentito utilizzare l’IA per creare o diffondere, senza il consenso dell’interessato, repliche digitali riconoscibili di altre persone, compresi volti e voci clonati. Tali condotte costituiscono una violazione dei diritti della persona. Anche l’impiego di volti o voci generati dall’IA per diffondere affermazioni false o danneggiare la reputazione altrui può comportare una responsabilità giuridica.

La giustizia cinese si è già occupata di casi di questo genere. Nell’aprile 2024, il Tribunale Internet di Pechino ha stabilito, nella prima causa cinese relativa alla violazione dei diritti attraverso una voce generata dall’IA, che riprodurre mediante l’intelligenza artificiale la voce identificabile di una persona senza il suo consenso può costituire una violazione dei suoi diritti.

La Cina figura tra i leader mondiali nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nel 2025, il valore dell’industria nazionale dell’IA avrebbe superato i 1.200 miliardi di yuan, pari a circa 177 miliardi di dollari, con una crescita del 40 per cento rispetto all’anno precedente.

Nel giugno 2026, inoltre, in Cina operavano più di 6.600 imprese attive nel settore dell’intelligenza artificiale, equivalenti al 15 per cento del totale mondiale. Il Paese ha sviluppato un sistema industriale completo, comprendente le infrastrutture fondamentali, i modelli e le architetture di sviluppo, nonché le applicazioni destinate a settori specifici.

Le nuove regole giungono mentre la creazione di contenuti generati dall’IA che simulano l’identità di una persona diventa sempre più semplice e, contemporaneamente, sempre più difficile da distinguere da materiale autentico. Una manciata di fotografie o una breve registrazione vocale possono essere sufficienti per produrre una replica digitale convincente.

Le linee guida affrontano anche il problema della discriminazione algoritmica ai danni dei consumatori. Le imprese che utilizzano algoritmi per applicare prezzi o altre condizioni contrattuali differenti agli stessi beni o servizi, senza una ragionevole giustificazione, possono essere chiamate a rispondere dei danni provocati ai consumatori.

«Non possiamo pretendere che ogni consumatore diventi un esperto nell’individuazione degli inganni. La legge deve intervenire tempestivamente per tutelare i diritti e gli interessi legittimi dei consumatori», ha dichiarato Zhou Jiahai, responsabile dell’Ufficio studi della Corte Suprema del Popolo.

Un’ulteriore difficoltà riguarda la capacità dei sistemi di intelligenza artificiale generativa di produrre informazioni false o inesatte, fenomeno comunemente definito «allucinazione dell’IA».

I fornitori di servizi di intelligenza artificiale possono essere ritenuti responsabili qualora vengano informati del fatto che i loro sistemi hanno generato contenuti lesivi dei diritti di una persona e non adottino tempestivamente le misure necessarie.

Anche gli utenti possono essere chiamati a rispondere delle modalità con cui impiegano l’intelligenza artificiale. Chiunque utilizzi deliberatamente istruzioni o altri metodi per indurre un sistema di IA a generare contenuti illeciti e dannosi per altre persone può incorrere in responsabilità giuridiche.

Le linee guida prevedono inoltre uno strumento che consente di ottenere una tutela rapida quando i contenuti generati dall’IA rischiano di provocare danni gravi e irreversibili. Una persona il cui volto sia stato manipolato digitalmente e utilizzato per diffondere false affermazioni di natura sessuale, lesive della sua reputazione, può ad esempio chiedere al tribunale un provvedimento inibitorio qualora il rinvio dell’intervento rischi di causare un danno successivamente difficile da riparare.

La Cina sta portando avanti l’iniziativa «IA Plus», finalizzata a promuovere un’integrazione ampia e approfondita dell’intelligenza artificiale nei diversi settori e ambiti dell’economia e della società.

Con il progredire dell’IA, i governi di tutto il mondo sono chiamati a trovare un equilibrio tra la promozione dell’innovazione e la protezione delle persone dai potenziali danni derivanti da queste tecnologie.

La Cina ha adottato una serie di provvedimenti per affrontare le sfide poste dall’intelligenza artificiale. Nel settembre 2025 sono entrate in vigore misure volte a disciplinare l’etichettatura dei contenuti generati o sintetizzati mediante l’IA. Le nuove linee guida della Corte Suprema del Popolo stabiliscono ora come i tribunali debbano trattare le controversie connesse all’intelligenza artificiale, aggiungendo un nuovo tassello al quadro giuridico cinese in continua evoluzione in questo settore.

Durante la Conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale e la Riunione di alto livello sulla governance globale dell’IA, tenutesi nel luglio 2026, la Cina ha sottolineato la necessità di rispettare i principi di apertura e mutuo vantaggio, promuovere uno sviluppo trainato dall’innovazione, rafforzare la consapevolezza dei rischi e garantire che l’intelligenza artificiale sia sicura e controllabile. Pechino ha inoltre richiamato l’importanza di incoraggiare l’inclusività, favorire l’apprendimento reciproco tra le civiltà, sostenere la solidarietà e migliorare la governance globale.

Nel corso dell’evento è stato pubblicato un Piano d’azione per la governance etica internazionale dell’intelligenza artificiale.

Il documento invita i Paesi ad adottare iniziative conformi alle rispettive condizioni nazionali in ambiti quali la governance etica lungo l’intero ciclo di vita dell’IA, la prevenzione e il controllo dei rischi differenziati per categoria e livello, la definizione di meccanismi di governance flessibili e reattivi, la costruzione di un ecosistema collaborativo lungo le filiere industriali e la creazione di un ambiente sociale favorevole.

Nell’ambito degli sforzi compiuti dalla Cina per attuare il Piano, tutti gli attori delle filiere industriali saranno incoraggiati a definire chiaramente i confini dei rispettivi diritti e delle rispettive responsabilità.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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