La seconda edizione dei Giochi mondiali dei robot umanoidi ha mostrato progressi straordinari nella velocità, nell’autonomia e nella collaborazione fra macchine, mentre le prove applicative indicano il passaggio dell’intelligenza artificiale incarnata cinese dai laboratori agli impieghi concreti su scala commerciale.

di Zhang Yiyi, Tao Mingyang e Sun Langchen (Global Times) – 26 agosto 2026
Mentre le luci si abbassavano all’interno dell’Ovale nazionale di pattinaggio di velocità di Pechino, conosciuto come «Nastro di ghiaccio», giungevano al termine cinque giornate di corse, salti e competizioni. I primati stabiliti e i limiti superati sul campo, tuttavia, hanno offerto un’immagine del futuro sempre più promettente dell’industria cinese dell’intelligenza artificiale incarnata.
Rispetto alla prima edizione del 2025, che aveva richiamato 280 squadre e più di 500 robot, l’evento di quest’anno ha registrato una notevole espansione, riunendo 666 squadre e 2.056 robot provenienti da 16 Paesi di sei continenti. Nell’arco di cinque giorni si sono svolte 1.301 gare in 51 discipline, quasi il doppio delle 26 organizzate lo scorso anno.
Numerosi esponenti del settore e partecipanti hanno dichiarato al Global Times che, rispetto a un anno fa, i robot umanoidi non soltanto «corrono più velocemente e saltano più in alto», ma stanno anche compiendo rapidi progressi nella percezione autonoma, nei processi decisionali in tempo reale e nella collaborazione tra più robot. Sul campo non vengono superati soltanto i primati di velocità e di altezza, ma gli stessi limiti di ciò che i robot umanoidi sono in grado di fare.
Superare i limiti
Una serie di risultati particolarmente significativi ottenuti durante i Giochi di quest’anno sta ridefinendo le aspettative riguardo alle capacità fisiche raggiungibili dai robot umanoidi.
Rispetto alla prima edizione, quest’anno i robot umanoidi hanno compiuto progressi sorprendenti in numerose discipline atletiche. Nella categoria riservata ai robot di grandi dimensioni, il primato dei 400 metri è passato da 1:28.03 a 38,15 secondi, mentre quello dei 1.500 metri è sceso da 6:34.40 a 2:21.64. Nel salto in alto da fermo si è passati da 0,96 a 3,40 metri e nel salto in lungo da fermo da 1,25 a 4,83 metri. Nei seguitissimi 100 metri, infine, il primato è crollato dai 21,50 secondi dello scorso anno a 8,64 secondi.
Questi straordinari miglioramenti nell’arco di un solo anno offrono una misura concreta della rapidità con cui i robot umanoidi stanno progredendo in termini di velocità, potenza esplosiva, equilibrio e controllo del movimento.
In una delle competizioni più attese dei Giochi, quella dei 100 metri, Tiangong Ultra, sviluppato dal Centro per l’innovazione dei robot umanoidi di Pechino, ha fermato il cronometro a 8,64 secondi, migliorando il tempo di 8,86 secondi ottenuto il giorno precedente. A titolo di confronto, il leggendario velocista giamaicano Usain Bolt detiene il primato mondiale maschile dei 100 metri con 9,58 secondi.
Il progresso rispetto all’anno precedente risulta ancora più impressionante: il miglior tempo realizzato da Tiangong nei 100 metri durante la prima edizione dei Giochi, nel 2025, era stato di 21,50 secondi. In appena un anno, dunque, il robot è riuscito a scendere sotto i nove secondi.
Risultati analoghi sono stati registrati anche in altre discipline. Tiangong ha completato i 400 metri in 38,15 secondi, un tempo inferiore al primato mondiale maschile di 43,03 secondi, mentre martedì Tianzhuo ha portato a 3,40 metri il primato dei robot nel salto in alto da fermo. Sebbene le competizioni tra robot e quelle umane non siano direttamente confrontabili, a causa delle differenti regole e condizioni, i risultati mettono in evidenza i rapidi progressi compiuti dai robot umanoidi nella potenza esplosiva, nell’equilibrio e nel controllo dei movimenti ad alta velocità.
Ancora più significativa del semplice «correre più velocemente e saltare più in alto» è la crescente capacità dei robot di percepire l’ambiente circostante, prendere decisioni e collaborare ad alta velocità.
Nella staffetta 4×100 metri, la squadra Tiangong è stata l’unica a completare la gara e a raggiungere la finale, imponendosi con il tempo di 4:11.44. Shan Songjunjie, componente della squadra, ha spiegato al Global Times che una delle difficoltà principali era rappresentata dal passaggio del testimone, apparentemente semplice. Su una pista larga appena 2,1 metri, i robot umanoidi di grandi dimensioni avrebbero potuto facilmente scontrarsi se avessero seguito ad alta velocità traiettorie prestabilite.
«La staffetta ci aiuta a comprendere meglio il comportamento dinamico dei robot ad alta velocità, compresi i processi di accelerazione, decelerazione e coordinamento», ha dichiarato.
Anche sul campo da calcio i robot stanno «pensando» più velocemente. Cheng Hao, di Booster Robotics, ha spiegato al Global Times che il robot T2 dell’azienda, impegnato quest’anno nella competizione calcistica riservata ai modelli di grandi dimensioni, dispone di una capacità di calcolo integrata superiore a quella del T1 utilizzato lo scorso anno. Al T2 bastano appena 100 millisecondi per passare dal «vedere la porta» al «decidere dove tirare», un intervallo pari a circa un terzo della durata di un battito di ciglia umano.
Anche Cui Jie, arbitro per il secondo anno consecutivo della competizione di salto in alto da fermo, ha rilevato la rapidità dei progressi. Parlando con il Global Times, ha ricordato che lo scorso anno i robot saltavano meno di un metro, mentre quest’anno hanno superato i tre metri. Un aspetto ancora più importante è che, mentre in precedenza molte discipline si affidavano al controllo a distanza, un numero crescente di robot partecipa ormai alle gare in maniera autonoma, un cambiamento particolarmente evidente nelle corse.
La rapidità dei progressi ha impressionato anche i partecipanti stranieri. Harold Ruiter, proveniente dai Paesi Bassi e presente in Cina per il secondo anno consecutivo come operatore di robot nella competizione calcistica cinque contro cinque, ha definito «incredibile» il ritmo seguito nell’ultimo anno dallo sviluppo della robotica umanoide cinese. Secondo Ruiter, i progressi sono stati sorprendenti in discipline che spaziano dalla corsa veloce e dal salto in lungo al tennis e alla maratona dei robot umanoidi.
«Se continueremo a procedere a questa velocità, sono davvero curioso di vedere dove arriveremo il prossimo anno», ha dichiarato Ruiter al Global Times. Anche la sua squadra utilizza robot prodotti in Cina. L’operatore ha spiegato che le formazioni dei diversi Paesi si affrontano sul campo, ma allo stesso tempo si scambiano idee e si aiutano reciprocamente a risolvere i problemi. «Alla fine, tutti noi vogliamo che questi robot migliorino».
Dall’arena al lavoro nel mondo reale
Ma quali risultati concreti si ottengono facendo correre più velocemente e saltare più in alto i robot?
«Queste competizioni sono essenzialmente dei test», ha spiegato al Global Times Zhou Changjiu, presidente della Confederazione RoboCup dell’Asia-Pacifico (RCAP). I 100 metri mettono alla prova la velocità, mentre una maratona verifica anche la resistenza, le prestazioni delle batterie e la gestione termica. «Se in futuro i robot saranno impiegati nelle aree più isolate o nell’agricoltura, la resistenza sarà fondamentale».
Il calcio rappresenta un test ancora più complesso. I robot non devono soltanto correre, ma anche individuare il pallone, i compagni di squadra e gli avversari, prendendo al tempo stesso decisioni autonome e coordinandosi tra loro all’interno di un ambiente dinamico. Secondo Zhou, queste competizioni verificano simultaneamente numerose capacità, tra cui l’intelligenza, la manipolazione, l’interazione e la sicurezza, tutte indispensabili per l’impiego dei robot nel mondo reale, all’interno delle abitazioni, delle fabbriche e degli ospedali o negli interventi di emergenza.
I Giochi di quest’anno hanno elevato ulteriormente il livello richiesto alle capacità applicative dei robot, con 21 competizioni dedicate agli impieghi concreti in nove differenti scenari, tra cui abitazioni, alberghi, ambienti industriali, interventi di emergenza ed esercizi commerciali. Anziché eseguire un’unica attività, i robot dovevano svolgere sequenze operative continue della durata massima di venti o trenta minuti.
Nella competizione dedicata all’ambiente domestico, i robot dovevano riordinare oggetti, maneggiare indumenti e rispondere a nuove istruzioni, per poi riprendere le attività interrotte. Nelle prove ambientate in ristoranti e negozi dovevano comprendere le richieste, utilizzare strumenti, prelevare e rifornire prodotti e affrontare situazioni impreviste. L’obiettivo non consisteva quindi nel padroneggiare una singola azione, ma nel verificare se i robot fossero in grado di completare autonomamente una sequenza di attività per un periodo prolungato.
I robot Galbot hanno conquistato tre medaglie d’oro nelle competizioni dedicate agli ambienti domestici, ai ristoranti e alla vendita al dettaglio. Wang He, fondatore e direttore tecnologico di Galbot, ha dichiarato al Global Times che le prove applicative di quest’anno erano considerevolmente più difficili rispetto a quelle dell’edizione precedente. Nella competizione domestica, per esempio, un’esecuzione completamente autonoma richiedeva più di venti minuti e qualsiasi interruzione influiva sul punteggio.
«Sfide di questo tipo offrono al settore un quadro più chiaro di ciò che i modelli attuali sono realmente in grado di fare e del livello raggiunto dalle tecnologie più avanzate», ha affermato Wang. I robot Galbot hanno operato in maniera completamente autonoma nelle competizioni dedicate agli ambienti domestici, ai ristoranti e alla vendita al dettaglio, vincendole tutte e tre.
Il successo ottenuto sul campo di gara non significa tuttavia che i robot siano già pronti a entrare nelle abitazioni. Wang ha spiegato che, dopo un addestramento mirato basato sui dati, i robot sono già in grado di svolgere attività come maneggiare gli indumenti, ma la percentuale di successo può diminuire quando devono confrontarsi con oggetti o ambienti sconosciuti.
Chen Jing, vicepresidente dell’Istituto di ricerca sulla tecnologia e la strategia, ha dichiarato al Global Times che il netto miglioramento delle prestazioni dei robot e l’ampliamento delle competizioni dedicate alle applicazioni concrete mostrano come l’industria cinese dell’intelligenza artificiale incarnata stia passando dalle dimostrazioni sperimentali di laboratorio alla produzione su piccola scala e all’impiego commerciale.
Secondo Chen, l’estesa base manifatturiera e le articolate catene di approvvigionamento della Cina consentono di accelerare la progettazione, la produzione e il perfezionamento dei robot, riducendone al tempo stesso i costi. Le numerose possibilità di applicazione, dalla produzione industriale e dalla logistica ai servizi commerciali e domestici, offrono inoltre ambienti reali nei quali collaudare e migliorare le tecnologie.
Il passaggio dalle competizioni all’impiego nel mondo reale continua tuttavia a rappresentare una sfida. Chen ha indicato nell’affidabilità, nei costi, nella capacità di manipolare con destrezza gli oggetti e nella generalizzazione delle competenze i principali ostacoli a un’adozione su vasta scala, osservando che gli impieghi concreti richiedono ai robot di operare in modo affidabile per periodi prolungati all’interno di ambienti complessi e mutevoli.
Zhou ha inoltre richiamato l’attenzione su un fattore spesso trascurato: la fiducia. «Soltanto quando le persone saranno davvero convinte che i robot siano sicuri, affidabili e controllabili, questi potranno entrare nelle abitazioni, nelle fabbriche e negli ospedali ed essere impiegati negli interventi di emergenza», ha affermato.
Durante i Giochi, la distanza tra le persone e i robot sembrava tuttavia già essersi ridotta.
Il Global Times ha visto molti bambini esultare quando i robot segnavano un gol, completavano un salto o tagliavano il traguardo, per poi sospirare delusi quando inciampavano.
Un robot alto ottanta centimetri, soprannominato «Bottiglietta di latte», ha attirato l’attenzione di un bambino. Tirando la madre per un braccio, il piccolo ha esclamato: «Ne voglio davvero uno!».
Quel desiderio non è più del tutto irrealizzabile. Kang Haojie, di High Torque Robotics, ha spiegato al Global Times che il robot pesa circa tredici chilogrammi, costa 39.800 yuan, equivalenti a 5.922 dollari, ed è disponibile per l’acquisto da parte dei consumatori. Nonostante le dimensioni ridotte, ha partecipato a numerose competizioni, tra cui i 100 e i 400 metri, la corsa a ostacoli, il salto in alto da fermo e le arti marziali.
Mentre i robot cominciavano a lasciare l’arena e gli applausi degli spettatori si affievolivano gradualmente, la vera prova era appena iniziata. La loro prossima «pista» sarà il mondo reale: un luogo senza corsie tracciate né risposte prestabilite.
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