La RPDC denuncia le esercitazioni Ulji Freedom Shield e avverte: «Risponderemo alle nuove minacce con un nuovo livello di deterrenza»

Il Ministero degli Esteri della RPDC denuncia le imminenti esercitazioni congiunte Ulji Freedom Shield di Stati Uniti e Repubblica di Corea come prova generale di guerra, accusando Washington di aggravare l’instabilità regionale e riaffermando il diritto all’autodifesa.

Pyongyang, 14 agosto (KCNA) — Il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha diffuso il 13 agosto la seguente dichiarazione alla stampa:

Gli Stati Uniti e la Repubblica di Corea hanno annunciato che dal 17 agosto condurranno le esercitazioni militari congiunte su larga scala Ulji Freedom Shield.

Si prevede che alle esercitazioni prenderanno parte decine di migliaia di militari e mezzi da combattimento, comprese forze degli Stati Uniti, della Repubblica di Corea e degli Stati membri del cosiddetto «Comando delle Nazioni Unite», e che saranno condotte manovre sul campo, come Warrior Shield, nonché varie esercitazioni di guerra reale che simulano gli scenari delle operazioni più moderne, tra cui la guerra con droni, la guerra elettronica e quella cibernetica.

Gli Stati Uniti hanno annunciato che le prossime esercitazioni saranno sostanzialmente diverse da quelle degli ultimi cinque anni e saranno finalizzate a perfezionare la capacità di condurre una guerra sulla base delle nuove caratteristiche della guerra moderna. Così facendo, non hanno nascosto il loro obiettivo di completare i preparativi per un effettivo confronto militare con la RPDC.

Ciò equivale ad ammettere che le esercitazioni, definite dagli Stati Uniti e dalla Repubblica di Corea «annuali» e «difensive», costituiscono in realtà una prova generale di guerra aggressiva.

Inoltre, le esercitazioni saranno nuovamente condotte in un momento in cui la situazione politico-militare si fa ogni giorno più grave in Europa, in Medio Oriente e in altre parti del mondo, mentre l’abuso della forza da parte degli Stati Uniti è ormai divenuto una pratica quotidiana. Esse stanno provocando nella penisola coreana e negli altri Paesi della regione un’instabilità ancora più grave rispetto al passato.

Il riassetto della postura offensiva delle forze statunitensi, ormai avviato concretamente su scala mondiale; la crescente estensione, quale parte di tale processo, della flessibilità strategica delle forze statunitensi stanziate nella Repubblica di Corea; il sistema di cooperazione militare trilaterale Stati Uniti-Giappone-Repubblica di Corea, che si sta trasformando in un’alleanza nucleare; e il rafforzamento delle capacità militari del Giappone e della Repubblica di Corea mostrano ancora più chiaramente quanto siano pericolose le suddette esercitazioni, che mobilitano l’intero ventaglio degli assetti militari e delle modalità di combattimento degli Stati Uniti e della Repubblica di Corea.

Le esercitazioni di guerra aggressiva degli Stati nemici, caratterizzate da una natura provocatoria e da una pericolosità ancora maggiori rispetto allo scorso anno, costituiscono una grave minaccia per l’ambito della sicurezza del nostro Stato e per l’ambiente di sicurezza regionale.

Gli Stati Uniti non potranno mai riuscire nel loro tentativo di riconquistare l’egemonia militare e ricostruire nella penisola coreana una struttura unilaterale di minaccia, ormai divenuta irreversibilmente cosa del passato, sostituendo continuamente i vecchi scenari di guerra con altri nuovi e conducendone le relative prove generali.

È nostro principio coerente in materia di garanzia della sicurezza rispondere a un nuovo livello di minaccia con un nuovo livello di deterrenza.

La RPDC resta incrollabile nella propria volontà di vanificare gli atti ostili delle forze esterne mediante la forza più potente e schiacciante e di difendere in modo assoluto gli interessi supremi della sicurezza dello Stato.

La RPDC non tollererà la grave situazione di confronto creata dagli Stati nemici, ma renderà ancora più chiara la propria posizione nei confronti dei nemici e farà fronte a qualsiasi minaccia e sfida attraverso l’esercizio responsabile e risoluto del legittimo diritto all’autodifesa.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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