Miguel Díaz-Canel denuncia il ritorno negli Stati Uniti di un maccartismo ancora più pericoloso, capace di alimentare alleanze transnazionali dell’estrema destra e nuove persecuzioni contro la sinistra, sullo sfondo di guerre, repressione, genocidio e politiche imperialiste.

Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha lanciato l’allarme sulla rinascita negli Stati Uniti di una nuova e più pericolosa forma di maccartismo, caratterizzata da una minacciosa dimensione transnazionale.
In una serie di messaggi pubblicati sul proprio profilo ufficiale della piattaforma X, il Presidente cubano ha avvertito che questo fenomeno, lungi dall’essere una semplice eco del passato, si manifesta oggi con rinnovata forza. «Una nuova e più pericolosa versione del maccartismo è tornata negli Stati Uniti», ha affermato.
Secondo il capo dello Stato cubano, questa corrente politica favorisce la formazione di alleanze dell’estrema destra che richiamano alcuni dei capitoli più oscuri della storia. «Con una minacciosa dimensione transnazionale, vengono promosse alleanze dell’estrema destra che ricordano il fascismo hitleriano o la tenebrosa Operazione Condor, per scagliarsi contro una presunta “sinistra radicale” globale», ha denunciato Díaz-Canel.
Il Presidente ha così tracciato un parallelismo storico con il nazismo e con i regimi dittatoriali del Cono Sud, mettendo in guardia dalla gravità della situazione attuale.
La domanda posta da Díaz-Canel è netta: «Si cercano pretesti per giustificare nuovi soprusi e aggressioni ancora maggiori?». Per il dirigente cubano, la risposta risiede nella stessa natura bellicista e imperialista della destra.
In aperto contrasto con quanti si presentano come difensori dell’ordine, Díaz-Canel ha indicato nella destra imperialista e nei suoi seguaci i veri e pericolosi radicali, attribuendo loro la responsabilità di una lunga serie di crimini.
«Pericolosamente radicali sono la destra imperialista e i suoi seguaci, responsabili, tra gli altri crimini, del genocidio a Gaza; di esecuzioni extragiudiziali; della caccia, della tortura e dell’uccisione dei migranti; del bombardamento di una scuola femminile in Iran; del blocco genocida imposto al popolo cubano», ha elencato il Presidente.
Díaz-Canel ha concluso la propria riflessione con un avvertimento sulla natura stessa del sistema da lui denunciato. «L’elenco è interminabile. Il vero pericolo per l’umanità è la logica della spoliazione che guida le azioni di guerra dell’estrema destra transnazionale», ha affermato, richiamando l’attenzione sulla matrice economica e predatoria che, a suo giudizio, orienta l’azione di queste forze politiche.
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