Nel primo semestre del 2026, l’economia cinese è cresciuta del 4,7%, mantenendosi entro l’obiettivo annuale del governo. Alta tecnologia, manifattura avanzata e industria verde si confermano i principali motori della trasformazione economica del Paese.

di Li Xuanmin (Global Times) – 15 luglio 2026
Nel primo semestre del 2026, il prodotto interno lordo della Cina è cresciuto del 4,7% su base annua, raggiungendo i 69.570 miliardi di yuan, pari a 10.280 miliardi di dollari. Il risultato si mantiene pienamente all’interno dell’obiettivo annuale di crescita del governo, fissato tra il 4,5 e il 5%, e dimostra la resilienza dell’economia nonostante l’aumento delle incertezze a livello globale, secondo i dati diffusi mercoledì dall’Ufficio Nazionale di Statistica cinese.
Nel solo secondo trimestre, l’economia è cresciuta del 4,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rallentando rispetto all’incremento del 5% registrato nel primo trimestre.
Nonostante la lieve moderazione del secondo trimestre, il dato relativo alla prima metà dell’anno dimostra che la seconda economia mondiale continua a mantenere un andamento stabile e positivo, pur dovendo affrontare difficoltà che vanno dall’aumento delle tensioni geopolitiche agli shock dei prezzi petroliferi, dalle frizioni commerciali globali alle incertezze del contesto esterno, hanno osservato gli analisti.
Questi ultimi hanno evidenziato l’emergere di nuovi motori di crescita nei settori ad alta tecnologia e nelle industrie verdi, che stanno acquistando un forte slancio mentre la Cina accelera l’ammodernamento del proprio apparato manifatturiero, promuove la formazione di nuove forze produttive di qualità e il mondo attraversa una nuova ondata di investimenti nell’intelligenza artificiale.
Secondo gli analisti, queste nuove dinamiche dovrebbero liberare ulteriormente il potenziale endogeno dell’economia cinese nella restante parte dell’anno, mantenendo saldamente il Paese sulla traiettoria necessaria per raggiungere l’obiettivo annuale di crescita e ponendo al tempo stesso solide basi per uno sviluppo di alta qualità durante il periodo del 15° Piano Quinquennale, dal 2026 al 2030. In un mondo sempre più incerto, hanno inoltre osservato, lo sviluppo economico della Cina continuerà a offrire importanti opportunità all’economia globale, contribuendo ad alleviare le pressioni inflazionistiche mondiali e condividendo i benefici del progresso tecnologico e del mercato dei consumi cinese.
Nuove dinamiche di crescita
«Per un’economia di dimensioni eccezionali come quella cinese, conseguire una crescita del 4,7% su base annua non è affatto un risultato da poco. Nel primo semestre, inoltre, l’economia cinese è cresciuta di 3.600 miliardi di yuan rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, registrando il maggiore incremento per questo periodo degli ultimi cinque anni», ha dichiarato Mao Shengyong, vicedirettore dell’Ufficio Nazionale di Statistica, commentando i dati economici durante una conferenza stampa tenutasi mercoledì.
Mao ha sottolineato che, nonostante la moderazione della crescita nel secondo trimestre, non sono cambiati né i fondamentali che sostengono il funzionamento stabile dell’economia cinese né la transizione verso un nuovo modello di sviluppo di qualità superiore. Il rallentamento del secondo trimestre, ha spiegato, è stato «dovuto principalmente ad alcuni fattori interni di breve periodo e a influenze esterne».
Il funzionario cinese ha inoltre collocato la crescita della Cina nel più ampio contesto dell’economia mondiale, che, a suo giudizio, «ha conosciuto nuovi cambiamenti, in particolare a partire dal secondo trimestre».
«Alcune istituzioni internazionali prevedono un rallentamento della crescita delle principali economie nel secondo trimestre. L’economia degli Stati Uniti dovrebbe passare dal 2,7% del primo trimestre al 2,1%, quella giapponese dallo 0,4 allo 0,2%, mentre l’Eurozona dovrebbe crescere di circa lo 0,5%. Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente ridotto le previsioni di crescita dell’economia mondiale per quest’anno al 3%, rispetto al 3,5% dello scorso anno, aumentando invece di 0,2 punti percentuali le stime per la crescita cinese nell’intero anno», ha dichiarato Mao.
Yao Jingyuan, ricercatore speciale presso l’Ufficio dei Consiglieri del Consiglio di Stato, ha dichiarato mercoledì al Global Times che la crescita del PIL cinese nel primo semestre è «in linea con le aspettative», in un contesto caratterizzato dall’intensificarsi delle pressioni al ribasso sull’economia.
«Alcune di queste pressioni derivano da shock esterni. Per esempio, i prezzi mondiali del petrolio sono aumentati rapidamente a causa delle incertezze in Medio Oriente, con conseguenze dirette sulle filiere industriali nazionali interessate. L’impatto non riguarda soltanto la Cina, poiché tutti i Paesi del mondo ne hanno risentito e stanno affrontando difficoltà analoghe», ha affermato Yao. L’esperto ha inoltre osservato che, nel primo semestre, è persistito lo squilibrio tra domanda e offerta nell’economia cinese, esercitando un’ulteriore pressione sull’attività economica.
Secondo i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica, nei primi sei mesi dell’anno il valore aggiunto della produzione industriale delle imprese al di sopra della soglia dimensionale stabilita è aumentato del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli investimenti in capitale fisso sono diminuiti del 5,7% su base annua.
Le vendite al dettaglio complessive di beni di consumo sono cresciute del 2,7% su base annua nel primo semestre, sempre secondo i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica.
Gli osservatori ritengono che i dati economici dettagliati relativi alla prima metà dell’anno forniscano indicazioni importanti sulla resilienza dell’economia cinese e sui suoi nuovi fattori di crescita.
Il valore aggiunto della produzione manifatturiera ad alta tecnologia, per esempio, è aumentato del 13,3% nei primi sei mesi, superando nettamente la media nazionale del 5,4%, secondo i dati ufficiali. Nello stesso periodo, la produzione dell’industria cinese dei semiconduttori è cresciuta del 23,1% su base annua, il che equivale a una produzione media di oltre 1,5 miliardi di chip al giorno.
Anche la produzione di altri dispositivi intelligenti, come smartphone 5G, apparecchiature per la stampa tridimensionale e robot di servizio, ha mantenuto una rapida crescita. Il volume giornaliero di token elaborati ha raggiunto l’ordine delle centinaia di migliaia di miliardi, segnando un salto di portata eccezionale e mettendo in evidenza la vitalità e il potenziale dell’economia digitale e intelligente.
Hu Qimu, professore presso l’Istituto della Via della Seta Marittima dell’Università di Huaqiao, ha dichiarato mercoledì al Global Times che «è importante osservare come i dati economici dimostrino che l’ammodernamento della nostra struttura industriale, i progressi dell’innovazione tecnologica sviluppata autonomamente e l’ottimizzazione della struttura del commercio estero continuano a produrre effetti significativi, mentre i motori della crescita di medio e lungo periodo diventano sempre più evidenti».
Hu ha evidenziato diversi nuovi fattori di crescita provenienti dalle industrie strategiche emergenti, tra cui l’intelligenza artificiale e il settore verde, nonché la forte vitalità dell’intero comparto manifatturiero di fascia alta, sostenuta da una robusta domanda estera e dall’espansione della cooperazione economica e commerciale con i Paesi partner dell’Iniziativa Belt and Road.
Le prospettive per l’intero anno
Secondo gli osservatori, la solida crescita economica del primo semestre ha posto le basi affinché il Paese possa raggiungere l’obiettivo annuale compreso tra il 4,5 e il 5%, mentre nella seconda metà dell’anno è atteso il mantenimento di un andamento stabile.
«La Cina si trova sulla giusta traiettoria per raggiungere l’obiettivo fissato per l’intero anno», ha dichiarato Yao. A suo giudizio, ulteriori progressi nell’innovazione tecnologica e nella manifattura di fascia alta aiuteranno il Paese a valorizzare meglio il proprio potenziale endogeno di crescita e a consolidare il percorso di sviluppo di alta qualità.
Con il progressivo accumularsi di fattori positivi e la piena manifestazione degli effetti delle politiche volte a stabilizzare la crescita, nonostante alcune oscillazioni e temporanei arretramenti, l’andamento del PIL cinese potrebbe assumere nel corso dell’anno una forma a V, tornando ad accelerare nella seconda metà del 2026, ha scritto Wang Qing, capo analista macroeconomico di Golden Credit Rating International, in una nota di ricerca inviata mercoledì al Global Times.
La Cina si è posta l’obiettivo di portare il valore complessivo delle vendite al dettaglio di beni di consumo a circa 60.000 miliardi di yuan, pari a 8.800 miliardi di dollari, entro il 2030, rafforzando ulteriormente il ruolo dei consumi come motore della crescita economica. L’obiettivo è contenuto in un piano governativo per l’espansione dei consumi durante il periodo del 15° Piano Quinquennale, dal 2026 al 2030, pubblicato lunedì.
Yao prevede che il piano svolgerà un ruolo costruttivo nel promuovere i consumi interni, destinati a rimanere, a suo giudizio, «un importante motore dell’economia cinese anche in futuro».
Gli analisti hanno suggerito che le autorità cinesi potrebbero anticipare l’attuazione di alcuni progetti infrastrutturali previsti dal 15° Piano Quinquennale. Ciò contribuirebbe a generare una forte domanda di investimenti e a sostenere lo slancio dell’economia.
«Quest’anno segna l’inizio del 15° Piano Quinquennale della Cina e disponiamo di un ampio ventaglio di strumenti politici per stabilizzare lo sviluppo», ha osservato Wang.
Alcuni studiosi stranieri hanno sottolineato che la crescita economica cinese nel primo semestre dimostra il notevole contributo del Paese all’economia mondiale e le opportunità che esso è in grado di offrire. Ciò contrasta nettamente con la narrazione del «China Shock 2.0», promossa da alcuni media occidentali, che descrivono l’ascesa della Cina nei settori ad alta tecnologia come una nuova ondata di destabilizzazione per l’economia globale.
«L’attenzione costante della Cina per l’innovazione, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, lo sviluppo di alta qualità, la trasformazione verde e una maggiore apertura continueranno a fornire un forte impulso positivo all’economia mondiale», ha dichiarato al Global Times Khalid Taimur Akram, direttore esecutivo del Centro di ricerca pakistano per una comunità dal futuro condiviso. Akram ha inoltre sottolineato che i prodotti cinesi di alta qualità e dai prezzi competitivi rappresentano da tempo un fattore determinante per rendere le tecnologie avanzate più accessibili e per alleviare le pressioni inflazionistiche globali.
In una fase in cui l’economia mondiale si trova ad affrontare numerose incertezze, il fermo impegno della Cina a favore dello sviluppo di lungo periodo e della cooperazione internazionale continuerà a offrire un contributo significativo alla stabilità economica globale e alla prosperità condivisa, ha concluso.
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