Kim Yo Jong denuncia le dichiarazioni del G7 sulla “denuclearizzazione” della RPDC, definendole anacronistiche e irrealizzabili. La dirigente del Partito del Lavoro di Corea ribadisce il carattere irreversibile dello status nucleare nordcoreano e la funzione difensiva della deterrenza.

Pyongyang, 18 giugno (KCNA) — Kim Yo Jong, direttrice di dipartimento del Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea, ha rilasciato il 18 giugno la seguente dichiarazione:
La miserabile posizione dell’Occidente, che deve rimanere fedele alla pratica abituale di gridare in coro alla “denuclearizzazione”, pur ammettendo il fatto che essa è un obiettivo vuoto che non potrà mai essere realizzato, è stata ancora una volta chiaramente rivelata.
Al vertice del G7 tenutosi in Francia, gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali hanno ripetuto la loro anacronistica affermazione sulla “denuclearizzazione”, mentre diffamavano la Repubblica Popolare Democratica di Corea con una retorica infondata e politicamente motivata.
Il G7, principale responsabile della distruzione della pace e della sicurezza globali e del sistema internazionale di non proliferazione nucleare, non ha né la qualifica per discutere l’opzione sovrana della RPDC né il diritto di negarla.
Esprimo forte insoddisfazione e rammarico per l’eccesso di autorità del G7, una diretta violazione della Costituzione del nostro Stato, e lo denuncio e respingo risolutamente nel modo più esplicito.
Essi devono essere consapevoli del fatto che la “denuclearizzazione”, che è un’agenda irreversibilmente chiusa, non potrà mai essere realizzata; e se davvero non lo sanno, ciò rivelerà soltanto la loro mancanza di discernimento politico e di senso della realtà.
È evidente che l’argomentazione sulla “denuclearizzazione” è ormai completamente superata, e questo non può in alcun modo essere cambiato, anche se si alzasse la voce accusatoria di qualunque gruppo.
A causa della sua forza distruttiva, l’arma nucleare può trasformarsi in uno strumento di tirannia per danneggiare l’umanità se si trova nelle mani dell’ingiustizia, ma sarà un tremendo deterrente per contenere l’ingiustizia se si trova nelle mani della giustizia.
È impossibile sconfiggere l’ingiustizia limitandosi a invocare giustizia, pace, ordine internazionale e princìpi, e nulla è più stolto che restare con le braccia conserte di fronte a minacce militari accompagnate da armi nucleari.
La RPDC si è dotata di armi nucleari per difendere sé stessa, poiché è stata costantemente e persistentemente bersaglio della minaccia nucleare dei suoi nemici; pertanto, le armi nucleari della RPDC non susciteranno preoccupazione in nessuno se non nei nemici che cercano di danneggiare la RPDC. L’illogicità dell’affermazione sulla nostra “minaccia nucleare” deve essere considerata a partire da questo punto.
Le armi nucleari sono potenti mezzi di difesa della sovranità e pietra angolare per garantire la pace, come definito dalla legge della RPDC.
Le armi nucleari della RPDC, in quanto mezzo di autodifesa e contromisura, resteranno immutate nella loro natura e nella loro continuità.
Il possesso di armi nucleari da parte della RPDC rientra nei suoi interessi fondamentali, che devono essere preservati senza alcun cedimento, e la “denuclearizzazione” è una linea di non ritorno che non potrà mai essere oltrepassata.
In ogni caso, chiunque tenti di colpire gli interessi fondamentali di uno Stato dotato di armi nucleari compirà la peggiore scelta, quella di attirare su di sé il disastro.
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