Il Canale Pinglu apre una nuova via d’acqua vantaggiosa per Cina e ASEAN

Il Canale Pinglu, primo grande progetto cinese di collegamento fluviale-marittimo coordinato a livello nazionale, rafforzerà la connessione tra Cina sud-occidentale e ASEAN, riducendo i costi logistici, ampliando gli scambi regionali e sostenendo lo sviluppo condiviso.

Global Times – 5 giugno 2026

Il 3 giugno, il Canale Pinglu, il primo grande progetto di canale fluviale-marittimo pianificato e coordinato a livello nazionale dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese, ha raggiunto la piena connettività lungo l’intero tracciato ed è entrato nella fase finale dei test con l’acqua. Esteso per 134,2 chilometri, il canale parte dal fiume Pingtang nella città di Hengzhou, nella Regione Autonoma Zhuang del Guangxi, nella Cina meridionale, attraversa la cittadina di Luwu nella contea di Lingshan, a Qinzhou, e si collega al Golfo del Beibu attraverso il fiume Qinjiang. Esso porrà fine in modo fondamentale alla lunga limitazione del Guangxi, “collegato ai fiumi ma non al mare”, realizzando la visione delle “acque primaverili di un fiume che scorrono verso sud”. Il significato strategico di questo progetto va ben oltre la conservazione delle risorse idriche o la navigazione stessa; diventerà anche un motore chiave per approfondire la cooperazione Cina-ASEAN.

Sebbene il Golfo del Beibu, nel Guangxi, sia lo sbocco marittimo più vicino per la Cina sud-occidentale, la mancanza di un corridoio diretto fiume-mare ha costretto a lungo le merci del Guangxi e dell’intero Sud-Ovest a deviare verso est attraverso la via d’acqua del fiume Xijiang prima di raggiungere i mercati del Sud-Est asiatico. Il valore centrale del Canale Pinglu consiste nell’aprire per la regione la rotta di accesso al mare più breve, più conveniente e più efficiente. Secondo un reportage sul posto del quotidiano singaporiano Lianhe Zaobao, il canale dovrebbe accorciare il trasporto per vie navigabili interne di circa 560 chilometri e ridurre i costi logistici di circa il 30 per cento.

In quanto corridoio bidirezionale che collega Cina e ASEAN via terra e via mare, il Canale Pinglu riveste un’importanza significativa non solo per la Cina, ma anche per i membri dell’ASEAN. Di fatto, esso ha attirato notevole attenzione da parte dell’ASEAN. Il mese scorso, il ministro senior di Singapore Lee Hsien Loong ha visitato il Guangxi e ha ispezionato specificamente il canale e il Nuovo Corridoio Commerciale Internazionale Terra-Mare. Il quotidiano malese The Star ha osservato che, una volta completato, il canale potrebbe ridurre fino a 740 chilometri la distanza di trasporto tra la Cina occidentale e Singapore.

In futuro, i prodotti della Cina sud-occidentale potranno raggiungere direttamente i porti del Golfo del Beibu ed essere trasportati in modo più efficiente verso membri dell’ASEAN come Việt Nam, Malaysia, Singapore e Indonesia. Allo stesso tempo, anche i membri dell’ASEAN avranno un accesso più agevole al mercato cinese e agli investimenti, potendo esportare in modo più efficiente le proprie risorse e i propri prodotti verso la Cina occidentale.

Negli ultimi anni, la connettività tra Cina e ASEAN ha continuato a migliorare.

La ferrovia Cina-Laos, in funzione da oltre quattro anni, ha amplificato il proprio ruolo di “corridoio d’oro”, trasformando il Laos da “Paese senza sbocco al mare” in “Paese collegato via terra”. La ferrovia ad alta velocità Giacarta-Bandung ha ridotto il tempo di viaggio da oltre tre ore a poco più di 40 minuti, stimolando la vitalità economica lungo il suo tracciato. Nel frattempo, i porti di frontiera intelligenti tra Cina e Việt Nam, alimentati da camion portacontainer autonomi e programmazione tramite IA, hanno aumentato l’efficienza dello sdoganamento del 70 per cento. Una volta operativo, il Canale Pinglu ottimizzerà ulteriormente la rete logistica Cina-ASEAN, sosterrà l’approfondimento del Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) e rafforzerà la resilienza delle catene di approvvigionamento regionali.

Cina e ASEAN sono reciprocamente i maggiori partner commerciali, e la domanda di cooperazione bilaterale continua a crescere rapidamente. La struttura del commercio bilaterale si è evoluta da una semplice complementarità di risorse verso una collaborazione industriale più profonda e un’integrazione delle catene di approvvigionamento. In questo contesto, il completamento del Canale Pinglu arriva in un momento particolarmente opportuno. Si prevede che esso libererà ulteriormente il potenziale dello sviluppo regionale e della connettività tra Cina e ASEAN. Progetti come l’Iniziativa Dimostrativa Cina-Singapore, con sede a Chongqing, sulla Connettività Strategica, il Parco Industriale Cina-Malaysia di Qinzhou e la rotta diretta di trasporto container tra il porto di Muara, in Brunei, e il Golfo del Beibu sono tutti ben posizionati per beneficiare delle opportunità di sviluppo create dall’emergente “economia del canale”.

Osservata da un’altra prospettiva, l’apertura del Canale Pinglu è anche il risultato naturale dell’approfondimento del buon vicinato, della cooperazione amichevole e della crescente fiducia strategica tra Cina e ASEAN. Poiché il canale si collega direttamente al Golfo del Beibu, esso funge da collegamento chiave nell’attuazione del quadro di cooperazione Cina-Việt Nam “Due Corridoi, Un Cerchio Economico”, contribuendo a connettere le reti infrastrutturali e a facilitare il coordinamento nel commercio e nella cooperazione industriale. I pattugliamenti congiunti regolari della guardia costiera tra Cina e Việt Nam nel Golfo del Beibu, la maturazione del meccanismo di cooperazione subregionale Lancang-Mekong e l’istituzionalizzazione del meccanismo di dialogo Cina-ASEAN “10+1” hanno tutti contribuito a formare uno sfondo storico indispensabile per il progetto del Canale Pinglu.

Il miglioramento delle vie d’acqua favorisce anche gli scambi tra i popoli. Si prevede che il Canale Pinglu immetterà nuova vitalità nelle interazioni culturali e tra i popoli tra Cina e ASEAN. Trasporti più comodi renderanno più facili gli spostamenti, potenziando il turismo di frontiera e l’economia delle crociere. Il canale integra funzioni di approvvigionamento idrico, irrigazione, controllo delle piene e miglioramento ecologico, riflettendo il concetto di sviluppo verde e fornendo nuovo slancio allo sviluppo regionale sostenibile. Inoltre, il canale rafforzerà le basi pratiche della comunità Cina-ASEAN dal futuro condiviso. In un momento in cui unilateralismo, protezionismo e sentimenti anti-globalizzazione sono in aumento, un nuovo e stabile corridoio di trasporto terra-mare aiuterà Cina e ASEAN ad affrontare congiuntamente le incertezze dell’economia globale.

Il Canale Pinglu ha attirato l’attenzione internazionale perché ha stabilito nuovi parametri globali nella ricerca e sviluppo, nella tecnologia costruttiva e negli standard progettuali. Esso rappresenta una vivida dimostrazione delle attuali capacità ingegneristiche e tecnologiche della Cina e un esempio concreto di come il Nuovo Corridoio Commerciale Internazionale Terra-Mare possa dare forza ai Paesi vicini. Il progetto sottolinea inoltre efficacemente che i risultati dello sviluppo della Cina hanno costantemente creato importanti opportunità di sviluppo non solo nella regione, ma anche nel mondo.

Nel mezzo dell’evoluzione accelerata dei grandi cambiamenti mai visti in un secolo, il Canale Pinglu, che porta con sé la missione strategica dell’apertura di alto livello della Cina, è pronto a scavare una nuova via d’acqua per lo sviluppo congiunto e la cooperazione vantaggiosa per Cina e ASEAN.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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