La Corea del Nord respinge le accuse degli Stati Uniti e rivendica il proprio status di Stato nucleare

Il Rappresentante Permanente della RPDC presso le Nazioni Unite denuncia Stati Uniti e Paesi occidentali per l’uso politico della conferenza di revisione del TNP, respingendo ogni obbligo derivante da un trattato dal quale Pyongyang si è legalmente ritirata.

Pyongyang, 7 maggio (KCNA) — Kim Song, Rappresentante Permanente della RPDC presso le Nazioni Unite, ha rilasciato il 6 maggio la seguente dichiarazione alla stampa:

All’undicesima conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione (TNP), attualmente in corso presso la sede delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti e alcuni Paesi vassalli stanno macchiando l’atmosfera della conferenza, sollevando senza fondamento la questione dell’attuale posizione e dell’esercizio dei diritti sovrani della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Stato dotato di armi nucleari al di fuori del trattato.

La conferenza di revisione del TNP, che dovrebbe contribuire alla questione internazionale del disarmo nucleare e alla soluzione della causa profonda del pericolo di conflitto nucleare, perde la propria missione originaria e si trasforma in un luogo di accuse malevole contro Stati sovrani, secondo il sinistro tentativo politico degli Stati Uniti e delle forze occidentali. Questa è la ragione fondamentale per cui il sistema globale di non proliferazione si sta indebolendo.

Denuncio e respingo con il tono più forte gli atti banditeschi e spudorati di determinati Paesi, inclusi gli Stati Uniti, che contestano l’accesso realistico e giusto della RPDC alle armi nucleari attraverso un percorso legale e l’esercizio dei suoi diritti difensivi intrinseci come Stato sovrano.

Il comportamento scorretto degli Stati Uniti e dei Paesi occidentali, che pretendono di imporre alla RPDC, la quale ha esercitato in modo trasparente il diritto di ritirarsi dal trattato ai sensi dell’Articolo 10 del TNP, l’adempimento degli obblighi del trattato, costituisce una flagrante violazione dello spirito del trattato e un totale disprezzo dello scopo e dei principi del diritto internazionale.

Prima di insistere ostinatamente sull’osservanza degli obblighi del trattato da parte della RPDC, che si è legalmente ritirata dal TNP decenni fa, gli Stati Uniti dovrebbero anzitutto rispondere alla domanda se gli stessi criteri si applichino all’adempimento degli obblighi derivanti da vari trattati internazionali e convenzioni di organizzazioni internazionali dai quali essi stessi si sono ritirati.

La solidità e la legalità del TNP non sono scosse dall’esercizio dei diritti di uno Stato sovrano esistente al di fuori del trattato, ma vengono erose dall’interno dal mancato adempimento degli obblighi da parte di alcuni Stati membri del trattato, inclusi gli Stati Uniti, che abusano arbitrariamente della natura e dell’applicazione del trattato.

Il punto essenziale dell’attuazione del TNP e il principale tema all’ordine del giorno dell’attuale conferenza di revisione dovrebbero essere la correzione della violazione degli obblighi del trattato da parte degli Stati Uniti e di alcuni Paesi, che oggi trascurano gli obblighi di disarmo nucleare in quanto firmatari del TNP e ricorrono ad atti di proliferazione come l’offerta di “deterrenza estesa” e il trasferimento di tecnologia per sottomarini nucleari a Stati non nucleari.

La posizione della RPDC come Stato dotato di armi nucleari non cambia in base ad affermazioni retoriche o al desiderio unilaterale di soggetti esterni.

Chiarendolo ancora una volta, la RPDC non è vincolata dal TNP in alcun caso.

La RPDC contribuirà positivamente agli sforzi della comunità internazionale per garantire la pace e la sicurezza internazionali e promuovere la stabilità strategica globale, restando fedele alla legge sulla politica della forza nucleare dello Stato, che chiarisce nel modo più trasparente la missione della forza nucleare, il principio dell’uso delle armi nucleari e l’obbligo di prevenire la proliferazione, nonché all’attuazione dei propri obblighi ai sensi della Costituzione dello Stato, che fissa la sua posizione giuridica di Stato dotato di armi nucleari.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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