Il capo della diplomazia cubana ha denunciato che «sia il blocco economico ed energetico e le nuove misure coercitive extraterritoriali, sia la minaccia di aggressione militare e l’aggressione stessa sono crimini internazionali».

Il membro del Politburo e ministro delle Relazioni Estere, Bruno Rodríguez Parrilla, ha denunciato, attraverso il social network X, che il governo degli Stati Uniti insiste nel sostenere che «si propone di agire militarmente contro Cuba perché “il Paese è devastato… e sarebbe un onore liberarlo”».
A tale proposito, ha qualificato tali dichiarazioni come ciniche e ipocrite, e ha argomentato che Washington «da decenni cerca di devastare il Paese con una guerra economica». Ha inoltre precisato che l’attuale governo «lo fa con ancora maggiore accanimento negli ultimi mesi con due Ordini Esecutivi genocidi».
Ricordiamo che il 29 gennaio è stato emanato un ordine esecutivo incentrato su un assedio energetico, che ha impedito l’accesso al combustibile, colpendo così diversi ambiti della vita quotidiana del Paese e aggravando la complessa situazione che il popolo già viveva dopo più di 60 anni di sanzioni.
«Sia il blocco economico ed energetico e le nuove misure coercitive extraterritoriali, sia la minaccia di aggressione militare e l’aggressione stessa sono crimini internazionali», ha affermato, in questo senso, il ministro degli Esteri.
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