Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale diffonde una dichiarazione sulla vittoria dell’Iran contro i nemici

Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran rivendica una vittoria storica contro Stati Uniti e Israele, presenta i negoziati di Islamabad come prosecuzione del campo di battaglia e invita il paese a mantenere unità, prudenza e mobilitazione nazionale.

Tasnim News – 8 aprile 2026

TEHERAN (Tasnim) – Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale ha diffuso una dichiarazione riguardo all’accettazione da parte degli Stati Uniti delle condizioni poste dall’Iran per porre fine alla guerra.

Il testo integrale della dichiarazione del CSSN è il seguente:

Il nemico ha subito una sconfitta innegabile, storica e schiacciante nella sua guerra vile, illegale e criminale contro la nazione iraniana. Grazie al sangue puro e innocente del martirizzato Leader della Rivoluzione Islamica, l’āyatollāh Imam seyyed ʿAlī Khāmeneī (la pace sia su di lui), alle misure del Leader Supremo della Rivoluzione Islamica e Comandante Supremo delle Forze Armate iraniane, l’āyatollāh seyyed Mojtabā Khāmeneī (che Dio lo protegga), alla lotta e al coraggio dei guerrieri dell’Islam sui fronti, e soprattutto alla presenza storica, duratura ed epica di voi, amata nazione, sulla scena fin dai primissimi giorni della guerra, l’Iran ha conseguito una grande vittoria e ha costretto la criminale America ad accettare il suo piano in 10 punti, nel quale gli Stati Uniti si impegnano in linea di principio a garantire la non aggressione, ad accettare il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz, ad accettare l’arricchimento dell’uranio, a revocare tutte le sanzioni primarie e secondarie, a porre fine a tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei Governatori dell’AIEA, a pagare un risarcimento all’Iran, a ritirare le forze combattenti americane dalla regione e a fermare la guerra su tutti i fronti, anche contro l’eroica resistenza islamica libanese.

Ci congratuliamo con tutto il popolo iraniano per questa vittoria e sottolineiamo che, fino a quando i dettagli di questa vittoria non saranno finalizzati, vi è ancora bisogno di perseveranza e prudenza da parte delle autorità e del mantenimento dell’unità e della solidarietà del popolo iraniano.

L’Iran islamico, insieme ai coraggiosi combattenti della resistenza in Libano, Iraq, Yemen e Palestina occupata, ha inflitto al nemico, nei passati 40 giorni, colpi che la memoria storica del mondo non dimenticherà mai. L’Iran e l’asse della resistenza, come rappresentanti dell’onore e dell’umanità contro i più feroci nemici dell’umanità, hanno impartito loro una lezione indimenticabile dopo una battaglia storica e hanno schiacciato le loro forze, le loro installazioni, le loro infrastrutture e tutte le loro capacità politiche, economiche, tecnologiche e militari a tal punto che il nemico è ormai caduto nella disperazione e non vede altra via se non arrendersi alla volontà della grande nazione iraniana e del nobile asse della resistenza.

Nel primo giorno in cui i criminali nemici dell’Iran hanno iniziato questa guerra crudele, essi pensavano di ottenere in breve tempo una completa supremazia militare sull’Iran e, creando instabilità politica e sociale, di costringere l’Iran alla resa. Pensavano che il fuoco missilistico e dei droni iraniani si sarebbe rapidamente esaurito e non credevano che l’Iran potesse dare loro una risposta così potente oltre i propri confini e in tutta la regione.

Il malvagio sionismo globale aveva convinto l’imprudente presidente americano che questa guerra avrebbe finito l’Iran e che, eliminando quest’ultimo bastione dell’umanità, essi avrebbero ormai potuto facilmente commettere qualsiasi crimine contro chiunque volessero. Sognavano di dividere il caro Iran, di saccheggiarne il petrolio e le ricchezze e, in ultima analisi, di lasciare gli iraniani nel mezzo del caos, dell’instabilità e dell’insicurezza per molti anni a venire.

I coraggiosi guerrieri dell’Islam e i loro valorosi alleati dell’asse della resistenza, benché i loro cuori fossero feriti e fatti a pezzi dal martirio del loro Imam, si sono affidati a Dio Onnipotente e al Signore e Maestro dei Martiri, e hanno deciso di impartire una volta per tutte a questi nemici una lezione storica, di vendicarsi di loro per tutti i loro crimini passati e di creare condizioni tali che il nemico dimenticasse per sempre l’idea di aggredire il caro Iran e assaporasse pienamente il gusto dell’umiliazione nei suoi confronti contro la grande nazione iraniana.

I coraggiosi guerrieri dell’Islam e i loro valorosi alleati dell’asse della resistenza, benché i loro cuori fossero feriti e fatti a pezzi dal martirio del loro Imam, si sono affidati a Dio Onnipotente e al Signore e Maestro dei Martiri, e hanno deciso di impartire una volta per tutte a questi nemici una lezione storica, di vendicarsi di loro per tutti i loro crimini passati e di creare condizioni tali che il nemico dimenticasse per sempre l’idea di aggredire il caro Iran e assaporasse pienamente il gusto dell’umiliazione nei suoi confronti contro la grande nazione iraniana.

Con questa strategia e facendo affidamento sull’inedita unità politica e sociale che si era creata nel paese, l’Iran e la resistenza hanno dato inizio a una delle più pesanti battaglie combinate della storia contro gli Stati Uniti e il regime sionista, e hanno raggiunto tutti gli obiettivi che avevano pianificato per questa battaglia.

L’Iran e la resistenza hanno quasi completamente distrutto la macchina militare americana nella regione, hanno inferto colpi schiaccianti e profondi alla massa di infrastrutture e installazioni che il nemico aveva costruito e dispiegato nella regione nel corso degli anni per questa guerra contro l’Iran, hanno inflitto perdite enormi all’esercito criminale americano su scala regionale, hanno inflitto colpi devastanti e schiaccianti alle forze, alle infrastrutture, alle installazioni e ai mezzi del nemico all’interno dei territori occupati, e hanno imposto una pressione su tutti i fronti al nemico a tal punto che non solo nessuno dei principali obiettivi del nemico è stato raggiunto, ma il nemico ha compreso circa 10 giorni dopo l’inizio della guerra che non sarebbe stato in alcun modo in grado di vincerla e, per questa ragione, ha iniziato a cercare di comunicare con l’Iran attraverso vari canali e metodi e a richiedere un cessate il fuoco.

La nobile nazione iraniana deve sapere che, grazie alla lotta dei suoi figli e alla loro presenza storica sulla scena, il nemico implora da più di un mese di fermare il feroce fuoco dell’Iran e della resistenza, ma le autorità del paese, poiché era stato deciso fin dall’inizio che la guerra sarebbe continuata fino al raggiungimento degli obiettivi, compreso il pentimento e la disperazione del nemico e l’eliminazione della minaccia a lungo termine contro il paese, hanno risposto negativamente a tutte queste richieste, e la guerra è continuata fino a oggi, che è il quarantesimo giorno. L’Iran ha inoltre respinto più volte le scadenze presentate dal presidente degli Stati Uniti e continua a sottolineare che non attribuisce alcuna importanza a nessun tipo di ultimatum proveniente dal nemico.

Ora diamo alla grande nazione iraniana la buona notizia che quasi tutti gli obiettivi della guerra sono stati raggiunti e che i vostri coraggiosi figli hanno condotto il nemico a una storica delusione e a una sconfitta duratura. La decisione storica dell’Iran, che gode del sostegno unanime dell’intera nazione, è di continuare questa battaglia per tutto il tempo necessario fino a quando le sue grandi conquiste non saranno consolidate e non si creeranno nella regione nuove equazioni di sicurezza e politiche basate sull’accettazione della potenza e della sovranità dell’Iran e della resistenza.

Di conseguenza, e in conformità con il consiglio del Leader Supremo della Rivoluzione Islamica, l’āyatollāh seyyed Mojtabā Khāmeneī (che Dio lo protegga), e con l’approvazione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, e tenendo conto della resistenza e della posizione di vantaggio dell’Iran sul campo di battaglia, dell’incapacità del nemico di attuare le sue minacce nonostante tutte le sue pretese, e dell’accettazione ufficiale di tutte le legittime richieste del popolo iraniano, si è deciso di tenere negoziati a Islamabad per finalizzare i dettagli, affinché entro un massimo di 15 giorni, con la definizione finale dei dettagli della vittoria iraniana sul campo di battaglia, essa possa essere consolidata anche nei negoziati politici.

A questo riguardo, l’Iran, pur respingendo tutti i piani presentati dal nemico, ha formulato un piano in 10 punti e lo ha presentato alla parte statunitense attraverso il Pakistan, sottolineando punti fondamentali quali il passaggio controllato attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate iraniane, che conferirebbe all’Iran una posizione economica e geopolitica unica, la necessità di porre fine alla guerra contro tutti gli elementi dell’asse della resistenza, il che significherebbe la storica sconfitta dell’aggressione del regime israeliano assassino di bambini, il ritiro delle forze combattenti americane da tutte le basi e i punti di dispiegamento nella regione, l’istituzione di un protocollo di transito sicuro nello Stretto di Hormuz in modo tale da garantire il predominio dell’Iran secondo il protocollo concordato, il pagamento integrale dei danni inflitti all’Iran secondo le stime, la revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie e delle risoluzioni del Consiglio dei Governatori e del Consiglio di Sicurezza, il rilascio di tutti i beni iraniani congelati all’estero, e infine la ratifica di tutte queste questioni in una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza. Va notato che la ratifica di questa risoluzione trasformerebbe tutti questi accordi in diritto internazionale vincolante e costituirebbe un’importante vittoria diplomatica per la nazione iraniana.

Ora, l’onorevole Primo Ministro del Pakistan ha informato l’Iran che la parte americana, nonostante tutte le minacce apparenti, ha accettato questi principi come base per i negoziati e si è arresa alla volontà del popolo iraniano.

Di conseguenza, al massimo livello è stato deciso che l’Iran terrà colloqui con la parte americana a Islamabad per due settimane e unicamente sulla base di questi principi. Si sottolinea che ciò non significa la fine della guerra e che l’Iran accetterà la fine della guerra solo quando, alla luce dell’accettazione da parte dell’Iran dei principi previsti dal piano in 10 punti, anche i dettagli saranno finalizzati nei negoziati.

Questi negoziati inizieranno a Islamabad venerdì 11 aprile, nella più completa sfiducia nei confronti della parte americana, e l’Iran assegnerà due settimane a questi negoziati. Tale periodo potrà essere prorogato con l’accordo delle parti.

È necessario mantenere in questo periodo una completa unità nazionale e continuare con forza le celebrazioni della vittoria. I negoziati attuali sono negoziati nazionali e una sorta di prosecuzione del campo di battaglia, ed è necessario che tutto il popolo, le élite e i gruppi politici abbiano fiducia in questo processo e lo sostengano, processo che si svolge sotto la supervisione dei leader della Rivoluzione e dei più alti livelli del sistema, evitando rigorosamente qualsiasi dichiarazione divisiva.

Se la resa del nemico sul terreno si trasformerà nei negoziati in un decisivo risultato politico, celebreremo insieme questa grande vittoria storica, altrimenti combatteremo fianco a fianco sul campo di battaglia fino a quando tutte le richieste della nazione iraniana non saranno soddisfatte. Le nostre mani sono sul grilletto e, non appena il nemico commetterà il minimo errore, vi sarà data risposta con tutta la forza.

Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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