AAA cercasi personale sanitario: si astengano fautori delle privatizzazioni e della miseria salariale

La popolazione europea invecchia, i lavoratori attivi diminuiscono, la Ue da qui ai prossimi anni avrà bisogno di ben 1,2 milioni tra medici, infermieri e ostetriche.

Il numero di infermieri attivi, ma ormai prossimi alla pensione, sta diventando elevato, non aiuta il numero chiuso nell’accesso alle facoltà sanitarie follemente introdotta da anni nel nostro paese. Paradossale che l’Italia esporti personale sanitario ma poi abbia bisogno di importarlo da altre nazioni attraverso agenzie interinali e cooperative.

Il personale sanitario italiano scappa via per gli orari lunghi, per le carenze di organico che impongono doppi turni, stipendi bassi e elevato stress, sono migliaia i casi di burnout che si manifestano nel comparto sanitario.

Per evitare contenziosi tra i paesi aderenti, la Ue ha messo a punto un’iniziativa triennale per programmi di formazione destinati al settore infermieristico, nel frattempo numerosi paesi hanno bisogno impellente di personale sanitario.

La Germania dovrebbe essere, almeno in questo, da esempio, vanno attirando gli studenti delle facoltà di medicina vicini a completare gli studi, offrono vitto, alloggio e corsi di lingua gratuiti, promettono stipendi iniziali attorno ai 2.500 euro lordi destinati a raggiungere 4000 euro con varie indennità.

Stesse politiche sono adottate nei paesi nordici ove il costo della vita decisamente caro include nell’offerta i costi dell’alloggio, le bollette e qualche biglietto aereo. E l’Italia? Non riesce a fermare il personale che ha formato nelle università e nelle strutture pubbliche proprio per la miseria dei salari della Pubblica amministrazione che nei fatti sono la causa primaria della scarsa attrattività del sistema pubblico.

Per colmare le carenze strutturali del sistema sanitario nazionale sembrerebbe una missione impossibile per i governi italiani di qualsivoglia maggioranza politica.  Perfino chi da anni invoca la precedenza agli italiani sfugge alle proprie responsabilità, se vogliamo offrire una seria alternativa ai giovani neolaureati urge investire e farlo partendo dalle condizioni di lavoro e dai livelli contrattuali e retributivi.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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