La nuova riforma degli Istituti Tecnici minaccia di colpire ancora una volta la Geografia, riducendone drasticamente lo spazio formativo. È una scelta miope che impoverisce la scuola italiana e priva le nuove generazioni degli strumenti per comprendere il mondo contemporaneo.

La nuova riforma degli Istituti Tecnici vuole ridurre del 60% le ore di Geografia, condannando i nostri ragazzi all’ANALFABETISMO GEOGRAFICO.
Il dramma delle modifiche proposte è che ancora una volta si sacrifica lo studio delle discipline geografiche; queste scompaiono quasi completamente dalla scuola italiana e in particolare dalle scuole secondarie di secondo grado. Con esse scompare la capacità di orientarsi nello spazio, l’esercizio a guardarsi intorno, ad affrontare i problemi con diverse prospettive, le competenze necessarie per analizzare i cambiamenti spaziali e comprendere l’evoluzione del territorio, della società, dell’economia e dell’ambiente, e, ancora più importante, scompare l’attitudine a sviluppare adattamenti a questi processi. Tutte conoscenze, abilità e competenze che potremmo sintetizzare come la “capacità di leggere l’attualità” in un mondo sempre più interconnesso.
È da un decennio che la Geografia continua ad essere marginalizzata nel sistema scolastico italiano, e questo ha trasformato un popolo storicamente contraddistinto da grandi geografi (e navigatori), nel più ignorante in Europa (si vedano i dati relativi alle conoscenze geografiche delle giovani generazioni).
Questo accade in Italia mentre la vicina Francia porta le ore di insegnamento a 150 e, come lei, altri Stati dentro e fuori dall’Unione Europea, decidono di investire più risorse per questa materia.
Già la riforma di qualche anno fa ridusse l’insegnamento ai minimi termini: la geografia fu cancellata in tutti i Licei per essere sostituita da “geostoria”, mentre nei Tecnici (ad eccezione degli economici) e nei Professionali fu ridotta ad una sola ora a settimana, per un solo anno.
Dopo alcuni anni da quella riforma i dati sono allarmanti.
Le lacune degli studenti liceali sono inammissibili: durante gli esami di maturità emergono vergognosamente confondendo continenti, Stati, capitali e capoluoghi, PIL e ISU, ecc… Dalle Università arrivano le denunce dei docenti che trovano imbarazzanti le scarsissime conoscenze della materia delle nuove matricole. In realtà, nei licei la geografia è diventata un’appendice della storia, spesso sacrificata a favore della storia. Negli altri Istituti Tecnici e negli Istituti Professionali l’insegnamento della geografia è stato ridotto ad una sola ora per un solo anno.
L’ora “unica” di Geografia è un caso “unico” nel sistema scolastico! Una scelta assurda e inefficace: una presenza fantasma, difficilmente in grado di produrre risultati didattici. Una scelta incoerente con la natura stessa degli istituti tecnici: basti pensare ad alcuni indirizzi – come trasporti e logistica – profondamente legati alla dimensione territoriale, alle reti globali, ai flussi commerciali e alle dinamiche geopolitiche. Tutti ambiti nei quali la competenza geografica è fondamentale.
Il risultato è un analfabetismo geografico che compromette la capacità di comprendere le sfide del nostro tempo.
Si comprende bene perché LA GEOGRAFIA È IMPORTANTE:
Aiuta a capire il mondo e le sue sfide.
È fondamentale per il turismo, l’economia, l’ambiente e la cultura.
Senza geografia, i nostri ragazzi saranno disorientati e impreparati per il futuro.
Le prime notizie dei media sono riferite a questioni internazionali, incomprensibili per i più giovani vista la loro formazione.
Per questo noi docenti delle diverse Geografie, da tutte le Regioni italiane, unendoci al coro di Scuole, Dirigenti Scolastici, organizzazioni ed associazioni di categoria, università ed intellettuali, chiediamo al Governo di modificare il D.M. 29/2026, aumentare le ore di Geografia, ripristinare 3 ore al biennio in tutti gli Istituti Tecnici, raddoppiare le ore nei Licei, ripristinare la Geografia turistica al triennio degli Istituti Turistici.
Abbiamo fatto appello al Presidente della Repubblica e stiamo lanciando una petizione online.
NON LASCIAMO MORIRE LA GEOGRAFIA!
Difendiamo un Sapere così importante per la nostra cultura, per la storia, ma soprattutto necessario per le sfide sempre più difficili che i nostri giovani dovranno affrontare.
Difendiamo il futuro dei nostri ragazzi.
Per info:
Prof.ssa Angelica Romano
mob: +39 3337361675
angelica.romano@unponteper.it
Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati
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