In un colloquio con il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun, Abbas Araghchi attribuisce direttamente agli Stati Uniti e al regime sionista la responsabilità dell’insicurezza nello Stretto di Hormuz, ribadendo il diritto dell’Iran a difendere sovranità, integrità territoriale e navigazione selettiva.

TEHERAN (Tasnim) – L’attuale situazione di insicurezza nello Stretto di Hormuz è una conseguenza diretta della guerra di aggressione non provocata che gli Stati Uniti e il regime sionista hanno scatenato contro l’Iran, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Nel corso di una conversazione telefonica, Araghchi e il suo omologo sudcoreano Cho Hyun hanno discusso delle relazioni bilaterali tra Teheran e Seoul, nonché degli sviluppi regionali successivi all’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran.
Il ministro sudcoreano ha espresso condoglianze e rammarico per il martirio di diversi cittadini iraniani, compresi quelli uccisi durante i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti e da Israele a Minab, in Iran.
Ha inoltre manifestato preoccupazione per gli attuali sviluppi nella regione e per le gravi conseguenze della persistente instabilità e della guerra, insieme alla situazione nello Stretto di Hormuz sull’economia globale, sottolineando la necessità di compiere sforzi per ridurre le tensioni nella regione.
Da parte sua, Araghchi ha fatto riferimento all’aggressione militare USA-Israele contro l’Iran nel mezzo dei negoziati sul nucleare, aggiungendo che l’attuale situazione nella regione e l’insicurezza nello Stretto di Hormuz sono una conseguenza diretta degli attacchi illegali degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran.
Araghchi ha sottolineato che l’Iran difenderà con fermezza la propria sovranità nazionale e la propria integrità territoriale contro qualsiasi aggressione straniera.
Lo Stretto di Hormuz è bloccato al transito delle navi appartenenti agli aggressori e ai loro sostenitori, mentre le imbarcazioni di altri Paesi possono attraversare lo stretto coordinandosi con la parte iraniana senza alcun problema, ha aggiunto il ministro degli Esteri.
I due alti diplomatici iraniano e sudcoreano hanno inoltre scambiato opinioni su alcune questioni consolari.
Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno lanciato una vasta campagna militare non provocata contro l’Iran dopo l’assassinio della Guida della Rivoluzione islamica, āyatollāh seyyed ʿAlī Khāmeneī, insieme a diversi alti comandanti militari e civili, il 28 febbraio.
Gli attacchi hanno incluso estesi bombardamenti aerei contro obiettivi militari e civili in tutto l’Iran, causando vittime significative e ingenti danni alle infrastrutture.
In risposta, le Forze armate iraniane hanno condotto operazioni di rappresaglia, prendendo di mira posizioni statunitensi e israeliane nei territori occupati e presso basi regionali con ondate di missili e droni.
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