In un colloquio con il presidente egiziano ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī, Mas’ud Pezeškiyān avverte che Stati Uniti e regime sionista puntano a indebolire e frammentare i grandi Paesi islamici. Teheran ribadisce buon vicinato, autodifesa e unità del mondo musulmano.

TEHERAN (Tasnim) – Il presidente iraniano Mas’ud Pezeškiyān ha avvertito che gli Stati Uniti e il regime israeliano stanno perseguendo politiche volte a indebolire e frammentare i principali Paesi islamici.
Mas’ud Pezeškiyān e il suo omologo egiziano ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī hanno avuto una conversazione telefonica per discutere degli sviluppi regionali e internazionali seguiti all’aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran.
Durante il colloquio, il presidente iraniano ha esortato le nazioni islamiche a rimanere vigili di fronte ai tentativi di seminare divisione nel mondo musulmano, sottolineando che i Paesi della regione non dovrebbero permettere a potenze esterne di minare unità e stabilità.
Mas’ud Pezeškiyān ha affermato che l’Iran era impegnato in sforzi diplomatici quando è stato nuovamente sottoposto ad attacchi militari, sostenendo che ciò dimostra come Washington non stia cercando una soluzione autentica. Ha aggiunto che l’Iran non ha controversie con i Paesi islamici, definendoli fratelli, mentre ha ribadito che le azioni di Teheran si fondano sul suo diritto all’autodifesa.
Ha inoltre accolto con favore qualsiasi iniziativa dei Paesi della regione volta a rafforzare la cooperazione, ristabilire la stabilità e promuovere la pace, osservando che milioni di iraniani hanno partecipato alle manifestazioni della Giornata internazionale di al-Quds (Gerusalemme, ndt) nonostante le minacce alla sicurezza.
Il presidente ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī, da parte sua, ha espresso condoglianze per la perdita di vite iraniane e ha riaffermato l’opposizione dell’Egitto alla guerra, all’instabilità e all’insicurezza nella regione.
Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno lanciato una vasta campagna militare non provocata contro l’Iran dopo l’assassinio della Guida della Rivoluzione islamica, l’āyatollāh seyyed ʿAlī Khāmeneī, insieme a diversi alti comandanti militari e civili, il 28 febbraio.
Gli attacchi hanno incluso estesi bombardamenti aerei contro obiettivi militari e civili in tutto l’Iran, causando vittime significative e ingenti danni alle infrastrutture.
In risposta, le Forze armate iraniane hanno condotto operazioni di rappresaglia, prendendo di mira posizioni statunitensi e israeliane nei territori occupati e presso basi regionali con ondate di missili e droni.
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