Comunicato stampa congiunto delle associazioni scientifiche dei geografi e delle geografe italiane/i: Associazione dei Geografi Italiani (AGeI), Associazione Italiana di Cartografia (AIC), Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), Centro Italiano per gli Studi Storico-geografici (CISGE), Società Geografica Italiana, Società di Studi Geografici.

Il Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 di riforma degli Istituti Tecnici azzera le speranze che le dichiarazioni rese pubblicamente dal Ministro Valditara e dal Sottosegretario Frassinetti sull’importanza della geografia si traducano in un potenziamento dell’insegnamento della geografia nella scuola secondaria di secondo grado. In attesa che la promessa separazione tra storia e geografia nei Licei trovi finalmente applicazione, la riforma cancella negli Istituti Tecnici, con un irresponsabile colpo di spugna, più del 40% delle ore di geografia presenti nel quinquennio, con la scomparsa di geografia turistica nel triennio.
La geografia sarà inoltre l’unica materia per cui nel sistema scolastico si prevede in alcuni indirizzi, come ad esempio trasporti e logistica, una sola ora di insegnamento in cinque anni!
Sarà di fatto impossibile raggiungere gli obiettivi formativi previsti dalla riforma stessa, costringendo molto spesso i docenti a lavorare con 18 classi differenti, disperse su più sedi.
È quindi indispensabile intervenire per apportare dei correttivi, già in fase di assegnazione degli insegnamenti alle classi di concorso, a tutela del diritto degli studenti di ricevere una corretta e completa formazione in geografia e a difesa delle docenti e dei docenti che insegnano questa disciplina.
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