Come riportato dalla stampa iraniana, di fronte ai crimini commessi contro civili, scuole e strutture sanitarie in Iran, l’analista politico italiano Giulio Chinappi denuncia con forza l’aggressione statunitense e sionista, chiedendo verità, giustizia e la fine dell’impunità per simili atrocità.

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Nour News – Lo scrittore e analista politico italiano ha dichiarato: «Esprimo la mia più ferma condanna nei confronti dell’aggressione militare criminale degli Stati Uniti e del regime sionista contro la Repubblica Islamica dell’Iran, in particolare per gli orribili crimini commessi contro i civili, i bambini e le strutture mediche».
Giulio Chinappi ha aggiunto: «L’uccisione di 170 bambine innocenti in una scuola elementare della città di Minab è un orrore che le parole difficilmente riescono a descrivere. Erano bambine, non combattenti. Avevano il diritto di vivere in sicurezza, di ricevere un’istruzione e di vivere. Questo massacro non è soltanto un’immensa tragedia umana, ma anche una palese violazione del diritto internazionale umanitario e dei principi fondamentali della coscienza umana».
Secondo lui, altrettanto sconvolgente è il bombardamento dell’ospedale Gandhi di Teheran, che apparentemente ha provocato il trasferimento d’urgenza di neonati nelle incubatrici e di feti dai reparti di neonatologia e maternità. Gli ospedali, i reparti maternità, i neonati appena nati, le donne incinte e il personale medico non dovrebbero mai essere presi di mira in guerra. Attaccarli o metterli in pericolo significa attaccare la vita nella sua fase più fragile. Questo atto è estremamente crudele e costituisce un affronto diretto alle protezioni fondamentali del diritto internazionale.
Lo scrittore e analista politico italiano ha dichiarato: «In questo momento doloroso, sono al fianco delle famiglie delle vittime, del popolo di Minab, dei pazienti e del personale medico dell’ospedale Gandhi, e di tutto il popolo iraniano che sta sopportando perdita e sofferenza. Porgo le mie più profonde condoglianze alle famiglie che hanno perso i loro figli e i loro cari. La loro memoria deve essere onorata con la verità, la giustizia e il fermo impegno a impedire che simili crimini si ripetano».
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