L’Iran si rivolge all’ONU per la crisi ambientale nel mezzo dei raid USA-Israele

In una lettera all’ONU e ai principali organismi ambientali internazionali, l’ambasciatore iraniano denuncia che i bombardamenti USA-Israele hanno provocato una grave emergenza ambientale e sanitaria: incendi ai depositi di carburante, rilascio di sostanze tossiche e piogge acide su Teheran.

Tasnim News – 10 marzo 2026

TEHERAN (Tasnim) – L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite ha delineato le terribili conseguenze umanitarie e ambientali derivanti dai continui attacchi militari degli Stati Uniti e del regime israeliano contro l’Iran, affermando che la campagna non provocata ha portato a un significativo inquinamento atmosferico e a rischi sanitari per i civili.

L’ambasciatore iraniano all’ONU Saeed Iravani, il 9 marzo, ha scritto una lettera al Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, alla Direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) Inger Andersen, al Segretario esecutivo dell’Organizzazione regionale per la protezione dell’ambiente marino (ROPME) Mohammed Al-Ahmad, al Segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) Simon Stiell, alla Segretaria generale della Convenzione di Ramsar sulle zone umide Musonda Mumba, alla Segretaria esecutiva della Convenzione sulla diversità biologica (CBD) Astrid Schomaker, alla Segretaria esecutiva della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD) Yasmine Fouad, al Direttore generale del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) Alexander De Croo, alla Segretaria esecutiva della Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l’Asia e il Pacifico (ESCAP) Armida Salsiah Alisjahbana, al Direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) Khaled El-Enany, e alla Direttrice esecutiva del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) Catherine Russell.

Di seguito il testo integrale della lettera:

Eccellenza,

ho l’onore di trasmettere qui in allegato la lettera datata 9 marzo 2026 di S.E. la Sig.ra Shina Ansari, Vicepresidente della Repubblica Islamica dell’Iran e responsabile del Dipartimento iraniano dell’Ambiente, indirizzata al Segretario generale, concernente le gravi conseguenze umanitarie e ambientali derivanti dai recenti attacchi militari compiuti contro la Repubblica Islamica dell’Iran dal regime israeliano e dagli Stati Uniti d’America a partire dal 28 febbraio 2026.

Come indicato nella comunicazione allegata, nella notte del 7 marzo 2026, i velivoli da combattimento degli aggressori hanno condotto pesanti attacchi contro diversi impianti di stoccaggio di carburante a Teheran e in altre città. Secondo la Società della Mezzaluna Rossa della Repubblica Islamica dell’Iran, le esplosioni presso tali impianti hanno rilasciato nell’atmosfera grandi quantità di composti pericolosi, tra cui idrocarburi, composti dello zolfo e ossidi di azoto. Ciò ha creato una situazione critica caratterizzata da grave inquinamento dell’aria e seri rischi per la salute della popolazione civile, in particolare degli anziani e delle persone affette da patologie cardiovascolari e respiratorie.

Inoltre, le precipitazioni nella provincia di Teheran, nella mattina dell’8 marzo 2026, hanno contribuito alla dispersione e al deposito di questi inquinanti mediante precipitazioni altamente acide. Tali sviluppi possono provocare gravi danni respiratori alla popolazione e un’estesa degradazione ambientale, inclusa la contaminazione delle risorse idriche e danni agli ecosistemi e agli organismi viventi.

In risposta a queste condizioni allarmanti, tutti i centri medici della provincia di Teheran sono stati posti in stato di massima allerta. Il Dipartimento iraniano dell’Ambiente ha inoltre consigliato ai residenti di Teheran e Karaj di evitare esposizioni all’aperto non necessarie e di rimanere in casa il più possibile.

Questi attacchi costituiscono una chiara violazione degli obblighi internazionali derivanti dagli accordi ambientali multilaterali, inclusi la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e la Convenzione sulla diversità biologica, che sottolineano la responsabilità degli Stati di proteggere l’ambiente globale e di astenersi da azioni che possano causare un danno ambientale diffuso.

Il Governo della Repubblica Islamica dell’Iran invita le Nazioni Unite e i suoi organismi competenti ad affrontare con urgenza questi sviluppi e ad adottare misure appropriate, incluso condannare gli atti distruttivi per l’ambiente e perseguire l’accertamento delle responsabilità di coloro che sono responsabili di questo manifesto crimine ambientale.

Le sarei grato se la presente lettera potesse essere fatta circolare come documento ufficiale del Consiglio di Sicurezza.

La prego di accettare, Eccellenza, l’espressione della nostra più alta considerazione.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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