Articolo redatto da Mohammad Mirali Mohammadi, incaricato d’affari ad interim dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in Vietnam, in occasione del 47º anniversario della vittoria della Rivoluzione islamica in Iran, l’11 febbraio.

di Mohammad Mirali Mohammadi (VNS/VNA) – 11 febbraio 2026
Il 47º anniversario della Rivoluzione islamica dell’Iran offre un’occasione significativa per riflettere sui percorsi storici convergenti dell’Iran e del Việt Nam.
Sebbene separati geograficamente, questi due antichi Paesi, situati rispettivamente alle porte occidentali e orientali dell’Asia, condividono esperienze storiche sorprendentemente simili.
Entrambe le nazioni hanno attraversato lunghe lotte per l’indipendenza, resistito al dominio straniero e perseguito uno sviluppo sovrano.
Queste traiettorie comuni hanno posto le basi per una relazione duratura fondata sul rispetto reciproco, una relazione che continua a evolversi nel quadro delle trasformazioni regionali e globali contemporanee.
La Rivoluzione islamica del 1979, guidata dall’Imam Khomeynī, segnò una rottura decisiva con una monarchia imposta dall’esterno e avviò una profonda trasformazione dell’ordine politico e della politica estera dell’Iran.
Con la sua vittoria l’11 febbraio 1979, l’Iran abbracciò il governo popolare, l’indipendenza nazionale e l’autodeterminazione.
Per molti iraniani, la determinata lotta del Việt Nam per l’indipendenza costituì una potente fonte di ispirazione.
La resistenza del Việt Nam contro il colonialismo e l’intervento straniero si pose come un faro di resilienza, incoraggiando gli iraniani a perseguire la libertà e la legittimità nel proprio sistema politico.
In questo senso, la rivoluzione si sviluppò in un clima internazionale già plasmato dalle vittorie del Việt Nam, riflettendo aspirazioni comuni di sovranità, dignità e identità nazionale.
La rivoluzione determinò un fondamentale riorientamento della politica estera dell’Iran.
Liberato dai diktat esterni, l’Iran post-rivoluzionario cercò di ridefinire il proprio ruolo internazionale ponendo fine ai coinvolgimenti per procura, ampliando le relazioni con le nazioni indipendenti e proponendosi come attore responsabile nel sistema globale.
La cooperazione basata sul rispetto reciproco, l’opposizione al dominio e la promozione della pace divennero principi centrali.
L’Iran sottolineò inoltre l’impegno nel contrasto a sfide transnazionali quali il terrorismo e il traffico di stupefacenti.
Come il Việt Nam, anche il percorso dell’Iran verso l’indipendenza ha comportato costi elevati.
Il Việt Nam ha sopportato decenni di guerra e sacrifici, mentre l’Iran ha affrontato una guerra imposta durata otto anni, campagne terroristiche, propaganda destabilizzante e sanzioni unilaterali.
Nonostante queste pressioni, molte delle quali persistono ancora oggi, l’Iran ha continuato a considerare la resistenza e la resilienza elementi centrali della propria identità nazionale.
Questo parallelismo mette in luce le lotte comuni di entrambe le nazioni nella difesa della sovranità contro le pressioni esterne.
A oltre quattro decenni dalla rivoluzione, l’Iran rappresenta un caso particolare di costruzione statale sotto una pressione esterna costante.
Nonostante ricorrenti minacce alla sicurezza, sanzioni e tensioni regionali, la Repubblica Islamica ha perseguito una traiettoria di sviluppo fondata su indipendenza, autosufficienza e progresso scientifico.
Questa continuità ha consentito all’Iran di mantenere la stabilità interna e di emergere come partecipante sempre più attivo in un sistema internazionale multipolare.
Sul piano interno, l’Iran ha compiuto notevoli progressi nella scienza e nella tecnologia.
I progressi nelle scienze mediche, nelle nanotecnologie, nell’aerospazio e nella ricerca nucleare a fini pacifici hanno collocato il Paese tra i principali poli scientifici.
Il sistema sanitario iraniano offre trattamenti avanzati, mentre le capacità tecnologiche indigene sostengono risultati nei lanci satellitari, nella produzione per la difesa e nella manifattura industriale.
Questi sviluppi riflettono un modello di rafforzamento delle capacità interne centrale nella strategia di sviluppo iraniana.
L’Iran è ampiamente considerato una grande potenza regionale dell’Asia occidentale.
Con una delle maggiori forze armate della regione, una tecnologia missilistica indigena, sottomarini prodotti a livello nazionale e un programma spaziale in espansione, l’Iran ha posto l’accento sulla deterrenza e sull’autonomia strategica.
Queste capacità, pur essendo spesso interpretate sotto una lente securitaria, riflettono anche investimenti più ampi nell’istruzione, nell’ingegneria e nelle infrastrutture industriali.
Parallelamente ai progressi nella difesa e nella scienza, l’Iran ha ampliato la propria base industriale.
La produzione di acciaio è passata da livelli trascurabili prima del 1979 a oltre 31 milioni di tonnellate l’anno, collocando l’Iran tra i maggiori produttori mondiali.
Una crescita analoga è visibile nel cemento, nella ceramica, nella petrolchimica, nei componenti automobilistici e nelle esportazioni non petrolifere, che oggi ammontano ogni anno a decine di miliardi di dollari.
Nel loro insieme, questi indicatori evidenziano la transizione dell’Iran verso un’economia diversificata.
In questo contesto, le relazioni tra l’Iran e il Việt Nam occupano una posizione rilevante.
Nel 2026, i due Paesi celebrano oltre cinque decenni di relazioni diplomatiche ininterrotte.
La solidità di questi legami si fonda su esperienze storiche condivise e su principi politici convergenti.
Entrambe le nazioni sono emerse da lunghe lotte per l’indipendenza, plasmando culture politiche che enfatizzano autodeterminazione, giustizia sociale e opposizione al dominio.
Queste esperienze comuni si sono tradotte in orientamenti simili di politica estera, inclusi il sostegno al multilateralismo, il rifiuto delle misure coercitive unilaterali e il rispetto del diritto internazionale e della sovranità.
Le relazioni culturali costituiscono un altro importante pilastro di questo partenariato.
Iran e Việt Nam sono eredi di antiche civiltà con ricche tradizioni artistiche, letterarie e sociali.
Negli ultimi anni, la diplomazia culturale si è ampliata attraverso festival cinematografici, mostre, scambi universitari e rappresentazioni artistiche.
Anche il turismo, sostenuto dalla crescente connettività aerea, offre un potenziale significativo per rafforzare i legami tra i popoli.
Sebbene le relazioni politiche e culturali siano solide, i legami economici restano modesti, con un commercio bilaterale pari approssimativamente a 3,7 trilioni di đồng vietnamiti, cioè 142,5 milioni di dollari statunitensi, all’anno.
Eppure, entrambe le economie sono ben posizionate per cooperare in settori strategici quali energia, agricoltura, sicurezza alimentare, petrolchimica, pesca, tecnologia e turismo.
Recenti delegazioni commerciali, mostre e forum d’affari segnalano una crescente consapevolezza di queste opportunità.
Guardando al futuro, visite di alto livello già programmate, nuovi accordi di cooperazione e la convocazione della Commissione Economica Congiunta potrebbero fornire l’impulso istituzionale necessario per elevare la cooperazione economica a un livello più strategico.
In un’epoca di incertezza geopolitica e di graduale riconfigurazione del potere globale, i partenariati fondati sul rispetto reciproco, su esperienze storiche condivise e su una cooperazione pragmatica assumono un significato particolare.
La relazione Iran–Việt Nam dimostra come due nazioni dell’Asia occidentale e del Sud-Est asiatico possano costruire legami duraturi che trascendono la geografia.
Il rafforzamento di questo partenariato non solo servirà gli interessi nazionali di Teheran e Hà Nội, ma contribuirà anche ai più ampi sforzi regionali e globali orientati alla pace, alla resilienza e allo sviluppo sostenibile.
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