Il risibile contraddittorio a scuola

Iniziano a manifestarsi con tutta la virulenza possibile le linee guida del Ministero, stiamo parlando del contraddittorio richiesto per ogni dibattito (solo sull’attualità?) nelle scuole.

Se oggi dovessimo organizzare un seminario sulle responsabilità della monarchia dei Savoia rispetto al fascismo e al colonialismo dovremmo quindi invitare un esponente monarchico o della famiglia degli ex reali? E qualora dovessimo tenere una conferenza sulla criminale repressione dei movimenti di liberazione nel continente latino-americano dovremmo chiedere, in largo anticipo, alla Cia di inviarci qualche esponente dei battaglioni della morte?

La nostra provocazione è evidente ma la circolare del Ministro e quella sorta di retorica della par condicio nei dibattiti sta giungendo al suo paradossale capolinea.

La notizia che in un istituto superiore sia stata negata una iniziativa a tre anni dal naufragio di Cutro suona come violenza verso le vittime innocenti di quella strage.

Una decisione incomprensibile come inaudito l’oblio di quel naufragio che provocò 94 moti, 34 dei quali minori.

Negare la iniziativa per mancanza di un presunto ‘contraddittorio’ non è tanto una sorta di cavillo burocratico quanto invece una scelta politica perché nelle scuole si applichi la censura preventiva impedendo di riflettere sulla storia recente, sulle politiche migratorie. Siamo davanti all’ennesima repressione che trasforma le scuole da luoghi democratici di educazione a una sorta di gabbia nella quale rinchiudere il pensiero critico.

Il contraddittorio non è supportato da alcuna ragione di carattere pedagogico ed educativo, è invece strumento per imporre il silenzio alle scuole estraniandole dal contesto civile.

Ps dopo la pubblicazione di questo articolo arriva la notizia, da “il Crotonese” che le autorità locali della pubblica istruzione parlano di equivoco annunciando una iniziativa per i prossimi giorni. La notizia arriva dopo la diffusione dello sdegno su giornali nazionali.

Ricordo vittime naufragio Cutro a scuola, il dirigente Arcuri: è stato un equivoco, faremo l’iniziativa – Il Crotonese

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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