La frana che minaccia Niscemi è l’esito di decenni di abbandono, rinvii e mancati interventi contro il dissesto idrogeologico. Mentre enti e governo si rimpallano le responsabilità, servono risorse vere: tagliare riarmo e grandi opere inutili per mettere in sicurezza territori e vite.

Quella che si consuma Niscemi è una vera e propria tragedia, frutto di decenni di abbandono dei territori, di incuria, di cronica disattenzione verso le bonifiche, le opere di salvaguardia. Siamo davanti a un disastro ambientale destinato a cambiare la sorte di un territorio e dei suoi abitanti. Era dalla frana del 1997 ossia 29 anni fa che lo Stato era al corrente dei pericoli che correvano, la Regione parrebbe avere ritardato la presentazione di un progetto e per questo Niscemi è stata esclusa dai fondi PNRR destinati alla Sicilia per combattere il dissesto. In queste ore si stanno scaricando reciprocamente, enti locali e governo, le responsabilità dei ritardi che hanno portato ad una drammatica situazione che rischia di cancellare Niscemi sotto una frana che si porterà dietro immobili e strade. Trenta anni di carte bollate non hanno prodotto alcun intervento, questa è la tragica realtà.
Perché nel nostro paese le bonifiche dei siti inquinati sono state rinviate da decenni? E per quali ragioni manca ancora un Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC)?
Vengono elusi i veri problemi, tra i quali i rischi corsi ogni giorno dalla stragrande maggioranza dei comuni italiani tra erosione, dissesto, frane, alluvioni, valanghe, eppure questi eventi potrebbero provocare la morte di decine di migliaia di persone.
Il nostro territorio corre seri rischi, Il Governo e la opposizione dovrebbero concentrarsi sulle opere e sugli interventi necessari sapendo che i primi stanziamenti sono una goccia nel mare. E i soldi non mancano, basta prenderli da capitoli di bilancio come quelli del Riarmo e del Ponte di Messina, una opera inutile che potrebbe generare innumerevoli rischi
Se a Niscemi c’erano state frane ripetute e gravi ma sottovalutate nel corso dell’ultimo decennio, innumerevoli problematiche quali il consumo di suolo e il cambiamento climatico vengono nel frattempo eluse se non addirittura ignorate e derise, il nostro territorio sta crollando anche per la ignavia della classe politica Il Mezzogiorno non ha bisogno di grandi opere ma di manutenzione del territorio, semmai dovrebbero essere potenziate le infrastrutture primarie, la rete idrica se pensiamo che intere province sono per mesi senza acqua.
Ecco le vere emergenze del paese dalle quali ripartire.
Cub Pisa
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