Dopo le sanzioni ai sindacati per lo sciopero, la repressione colpisce anche i Vigili del Fuoco che hanno partecipato alle mobilitazioni per la Palestina. Procedimenti disciplinari e minacce di sospensione segnano un nuovo salto del securitarismo, contro diritti democratici e libertà costituzionali.

Dopo le sanzioni pecuniarie inflitte ai sindacati per lo sciopero di inizio ottobre, arrivano i procedimenti disciplinari che colpiscono i Vigili del Fuoco presenti a tante manifestazioni contro il genocidio del popolo palestinese.
Scontata la nostra solidarietà ai lavoratori oggetto dell’ennesimo attacco intimidatorio e repressivo, la loro colpa sarebbe avere indossato la divisa nel corso delle manifestazioni inginocchiandosi davanti alla bandiera palestinese.
Giunge dal Ministero una contestazione disciplinare che potrebbe portare alla sospensione, a multe pecuniarie, non crediamo che i manifestanti abbiano gettato discredito sul Corpo ma vale invece l’esatto contrario. Discredito sul nostro paese è stato invece lanciato dalle politiche di appiattimento sul sostegno a Usa e Israele.
Citavamo le sanzioni ai sindacati, ora i provvedimenti disciplinari e nel frattempo continui attacchi al diritto di sciopero anche in vista delle prossime Olimpiadi e il nuovo Pacchetto sicurezza che afferma una idea securitaria lontana dalla Carta Costituzionale.
Dopo le ispezioni nelle scuole che avevano organizzato assemblee e incontri con Francesca Albanese, contro gli studenti e le studentesse che occupano scuole e università con il sei in condotta, sanzioni e denunce, ora è la volta dei Vigili del Fuoco. Mettiamoci insieme per respingere processi di intimidazione e repressione.
Sindacato di Base CUB PISA
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