Il ruolo degli Stati Uniti e del regime sionista nell’escalation della violenza durante le recenti proteste nella Repubblica Islamica dell’Iran

Il rapporto del Ministero degli Esteri iraniano ricostruisce come proteste nate da rivendicazioni economiche siano state deviate verso violenze e terrorismo da interferenze di USA e Israele, denunciando sanzioni, ingerenze e campagne mediatiche ostili, e riaffermando insieme il diritto alla protesta pacifica e alla sicurezza nazionale.

Sintesi

Domenica 28 dicembre 2025 (corrispondente al 7 Dey 1404 [1]), a seguito di un aumento del tasso di cambio, sono stati organizzati alcuni raduni di protesta legati al commercio da parte di negozianti nel Gran Bazar di Teheran. Questi raduni erano motivati da preoccupazioni economiche e si sono svolti in risposta all’impatto negativo delle fluttuazioni valutarie sulle attività commerciali, sul potere d’acquisto e sulla sicurezza economica. La richiesta principale dei partecipanti era il ripristino della stabilità del mercato e l’adozione di misure efficaci per controllare la volatilità in questo settore.

Fin dall’inizio tali raduni sono stati pacifici, professionali nella loro natura e incentrati su richieste specifiche. I partecipanti hanno cercato di esprimere le proprie preoccupazioni con calma e senza disturbare l’ordine pubblico.

Tuttavia, una parte significativa delle proteste pacifiche e pienamente legittime organizzate da alcuni commercianti e cittadini in risposta alle condizioni economiche del Paese è stata, dall’8 gennaio in poi, strumentalizzata a causa dell’ingerenza dall’estero di alcuni individui e gruppi. Di conseguenza, questi eventi sono stati deviati verso la violenza e i disordini, senza alcun legame con le legittime rivendicazioni economiche dei manifestanti e senza il sostegno o l’approvazione della stragrande maggioranza del popolo iraniano.

Il presente rapporto esamina le prime forme di intervento da parte di alcuni funzionari stranieri e del regime sionista.

Rispetto e tutela dei diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica

La Repubblica Islamica dell’Iran ribadisce il proprio impegno a rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale dei diritti umani, compreso il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), per quanto riguarda la protezione e il rispetto dei diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica. Tali diritti sono garantiti dalla Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran e dall’ordinamento giuridico interno e sono riconosciuti come componenti fondamentali della partecipazione pubblica alla vita sociale ed economica.

Interferenze straniere

Allo stesso tempo, la Repubblica Islamica dell’Iran esprime la propria profonda preoccupazione per la chiara e crescente ingerenza straniera nei suoi affari interni e nelle recenti proteste. La Repubblica Islamica dell’Iran condanna con forza le dichiarazioni interventiste del Presidente degli Stati Uniti e di altri funzionari statunitensi in merito agli affari interni dell’Iran. Tali posizioni illegali costituiscono una palese violazione dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, in particolare dei principi di sovranità e di non ingerenza, e nella pratica equivalgono a un incoraggiamento alla violenza e al terrorismo contro i cittadini iraniani.

Richiamando il lungo passato di interferenze criminali delle successive amministrazioni statunitensi negli affari interni dell’Iran, la Repubblica Islamica dell’Iran considera qualunque pretesa di “preoccupazione” per il popolo iraniano come ipocrita e volta a fuorviare l’opinione pubblica, occultando gli ampi crimini commessi contro gli iraniani. L’abbattimento del volo Iran Air 655 nel 1988, con la morte di 300 civili innocenti; la complicità con il regime sionista negli attacchi contro installazioni nucleari sottoposte a salvaguardie e contro le infrastrutture critiche dell’Iran nel giugno 2025; gli atti di assassinio e intimidazione contro cittadini iraniani; e decenni di sanzioni illegali e disumane che colpiscono i diritti fondamentali e i mezzi di sussistenza del popolo iraniano costituiscono prove chiare e innegabili dell’ostilità nei confronti dell’Iran e del suo popolo.

Questa realtà è stata ripetutamente riconosciuta e ammessa dal Presidente degli Stati Uniti, che in diverse occasioni ha dichiarato pubblicamente di essere stato responsabile della gestione e direzione dell’attacco militare contro l’Iran nel giugno 2025.

Pressioni economiche derivanti dall’imposizione di misure coercitive unilaterali contro il popolo iraniano

La Repubblica Islamica dell’Iran sottolinea inoltre che l’ampia imposizione di misure coercitive unilaterali ha avuto un impatto diretto e negativo sul godimento, da parte del popolo iraniano, dei suoi diritti economici, sociali e culturali. Queste misure illegali hanno intensificato le pressioni economiche sui cittadini comuni.

Il primo ministro criminale del regime sionista ha rilasciato dichiarazioni apertamente interventiste sugli sviluppi interni dell’Iran, cercando allo stesso tempo di presentarsi come solidale con il popolo iraniano. Tali affermazioni risultano particolarmente ingannevoli alla luce delle azioni aggressive di questo regime contro l’Iran e del martirio di oltre 1.100 civili iraniani innocenti. Decenni di azioni criminali del regime sionista contro il popolo iraniano — spesso condotte in coordinamento con i suoi partner — non possono essere nascoste attraverso giochi di parole o atteggiamenti ipocriti.

È evidente che il regime sionista cerca di sfruttare ogni opportunità per seminare divisione all’interno della società iraniana e minare la coesione nazionale. Le dichiarazioni e le azioni di figure quali il primo ministro criminale di questo regime, così come di certi funzionari statunitensi estremisti e oltranzisti, in pratica equivalgono a un incitamento alla violenza, al terrorismo e ad atti criminali. Il popolo iraniano è pienamente consapevole delle reali intenzioni alla base di tale condotta e non si lascerà ingannare da queste narrazioni.

Tutela delle proteste pacifiche e obbligo di garantire la sicurezza pubblica

La Repubblica Islamica dell’Iran si considera pienamente impegnata a sostenere e proteggere il diritto dei propri cittadini alla protesta pacifica e legale, ma ha allo stesso tempo il dovere di prevenire le minacce alla sicurezza pubblica. Di conseguenza, deve adottare le necessarie misure legali e preventive per contrastare qualsiasi forma di violenza che metta in pericolo la vita, i beni o il benessere psicologico dei cittadini e della società. In tale quadro, i diritti di milioni di iraniani pacifici non saranno compromessi a causa delle azioni di un numero molto limitato di individui violenti.

Inoltre, nessuna autorità politica, in materia di diritti umani o internazionale dovrebbe aspettarsi che le forze dell’ordine rimangano indifferenti di fronte ad atti armati o violenti che si verificano contemporaneamente o in connessione con raduni pacifici, o che permettano agli autori di tali violenze di imporre liberamente danni, ferite o costi alla società e ai manifestanti pacifici.

Un esempio del cosiddetto “sostegno” del regime sionista al popolo iraniano è rappresentato dall’attacco missilistico contro piazza Tajrish a Teheran (durante i dodici giorni di aggressione militare del regime sionista e degli Stati Uniti contro il popolo iraniano, nel giugno 2025).


NOTE

[1] Data del calendario persiano.


FULL DOCUMENT IN ENGLISH

CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.