Nella sua lettera al Segretario generale dell’ONU António Guterres, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi denuncia le violenze in stile ISIS durante i disordini di gennaio, l’ingerenza di Stati Uniti e Israele e chiede una ferma condanna internazionale del terrorismo.

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL’IRAN
In nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso
14 gennaio 2026
Eccellenza,
La contatto per richiamare alla Sua benevola attenzione gli atti di terrorismo e di violenza in stile ISIS che il popolo della Repubblica Islamica dell’Iran ha subito dall’8 al 10 gennaio 2026 in tutto il Paese. Le proteste pacifiche iniziate il 28 dicembre 2025 per motivi economici sono state sabotate da elementi terroristici che le hanno trasformate in sommosse armate. I casi documentati di decapitazione, di persone bruciate vive, di agenti di polizia e semplici cittadini picchiati a morte, il vasto impiego di armi da fuoco, così come l’incendio di un numero significativo di ambulanze, automezzi dei vigili del fuoco, centri sanitari e luoghi residenziali, pubblici e di culto delineano un modello che riflette lo sfruttamento delle precedenti proteste pacifiche da parte di attori terroristici ben addestrati. Un numero considerevole di agenti di polizia figura tra coloro che hanno perso la vita, mentre molti altri sono rimasti feriti. L’alto numero di vittime riflette, da un lato, il livello di autocontrollo esercitato dalle forze dell’ordine e, dall’altro, il livello di violenza praticato contro di esse dagli elementi terroristici.
Desidero inoltre esprimere la mia profonda preoccupazione per le dichiarazioni irresponsabili e provocatorie rese da funzionari statunitensi, presenti e passati, che incitano direttamente alla violenza e ad atti di terrorismo in Iran. Muovendosi su un binario di assoluto disprezzo per il diritto internazionale, tali affermazioni e le ripetute minacce di ricorrere alla forza costituiscono una flagrante violazione dei principi del diritto internazionale e delle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, che vietano l’incitamento al terrorismo, l’incoraggiamento alla violenza e l’ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani. Desta particolare preoccupazione la confessione pubblica dell’ex Segretario di Stato degli Stati Uniti circa la presenza di agenti del Mossad del regime israeliano tra i rivoltosi. L’uso aberrante delle proteste pacifiche da parte dei funzionari statunitensi per ottenere dividendi politici, mettendo a rischio la vita di normali cittadini, è pienamente in linea con il ruolo svolto, nella creazione dell’attuale situazione, dalle sanzioni unilaterali e illegali degli Stati Uniti contro i diritti alla vita e allo sviluppo degli iraniani. Le menzognere pretese degli stessi funzionari statunitensi di sostenere i diritti umani degli iraniani sono, pertanto, nient’altro che vergognose. La vasta manifestazione organizzata in tutto l’Iran lunedì 12 gennaio 2026 contro le ingerenze straniere avrebbe dovuto inviare un messaggio chiaro sulla volontà e la determinazione della stragrande maggioranza degli iraniani a favore dell’unità nazionale e del rispetto della legge e dell’ordine.
Desidero inoltre sottolineare che il Governo della Repubblica Islamica dell’Iran, consapevole dei propri impegni in materia di diritti umani, compreso il diritto alle proteste pacifiche, ha adottato tutte le misure possibili per esercitare la massima moderazione di fronte alla violenza e agli atti di terrorismo, adempiendo al tempo stesso ai propri intrinseci obblighi in materia di protezione del popolo e di garanzia dell’ordine pubblico e della sicurezza nazionale.
Colgo l’occasione per invocare una condanna e un rigetto inequivocabili di tutti gli atti di terrorismo commessi durante i disordini, indipendentemente dalle motivazioni, nonché delle interferenze e degli incitamenti esterni contro la sovranità, l’integrità territoriale e gli interessi nazionali vitali del governo e del popolo dell’Iran.
La prego di accettare, Eccellenza, l’espressione della mia più alta considerazione.
Seyed Abbas Araghchi
Ministro degli Affari Esteri
S. E. António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite
Per conoscenza:
Loro Eccellenze, i Ministri degli Esteri degli Stati membri delle Nazioni Unite
S. E. Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani
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