La sospensione dell’intervento amministrativo contro Nexperia, definita da L’Aja un “gesto di buona volontà”, riapre il dialogo con Pechino e invia un segnale positivo alle filiere globali. Ma per risolvere davvero la crisi serve il ritiro completo dell’ordine.

Global Times – 20 novembre 2025
La ministra olandese degli Affari economici Micky Adriaansens ha annunciato mercoledì la sospensione dell’intervento amministrativo nei confronti di Nexperia. La ministra ha definito la mossa “un gesto di buona volontà” e ha promesso di continuare un “dialogo costruttivo” con il governo cinese nel prossimo periodo.
Nel corso della stessa giornata è arrivata la risposta del Ministero del Commercio cinese, che ha accolto con favore la decisione olandese di sospendere l’ordine amministrativo. La Cina considera questa decisione un primo passo nella giusta direzione per una corretta risoluzione della questione, ma ha osservato che resta ancora un divario rispetto all’affrontare la causa alla radice della perturbazione globale della catena di approvvigionamento dei semiconduttori, vale a dire la piena revoca dell’ordine amministrativo. Pechino auspica che i Paesi Bassi continuino a dimostrare una sincera volontà di cooperare e presentino soluzioni realmente costruttive.
Il 30 settembre, il governo olandese aveva invocato “preoccupazioni per la sicurezza nazionale” congelando per un anno il controllo di Wingtech Technology su Nexperia, società cinese. La mossa ha provocato scosse lungo l’intera catena di fornitura mondiale dell’automotive, generando una carenza di chip che ha colpito case automobilistiche negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone, con il temporaneo arresto delle linee di alcuni modelli.
L’ultima dichiarazione dei Paesi Bassi indica che il governo olandese sta restituendo il controllo di Nexperia alla società cinese. Ciò riflette un ritorno a decisioni razionali sotto la pressione dei fatti e invia un raro segnale positivo alle catene di approvvigionamento globali.
Questo episodio offre tre lezioni al governo olandese. Primo, la “sicurezza nazionale” non è uno scudo buono per ogni circostanza. Negli ultimi anni, alcuni Paesi occidentali hanno usato di frequente la “sicurezza nazionale” come pretesto per imporre restrizioni alle aziende cinesi. Ma, nel caso Nexperia, questa misura irragionevole si è rivoltata contro chi l’ha adottata: la presa di controllo amministrativa ha colpito direttamente la filiera, e la forte reazione dell’industria ha superato le stime del governo. L’Aja ha capito che, insistendo sulla forzatura, avrebbe affrontato costi economici enormi nel breve periodo e danni ancora maggiori alla credibilità nazionale nel lungo termine.
Secondo, è essenziale rispettare la realtà che “la catena tecnologica non può essere disaccoppiata”. Nexperia è tra i più importanti fornitori al mondo di chip fondamentali e opera con un modello strettamente integrato di “progettazione europea + packaging e test in Cina”. Qualsiasi tentativo di smontare con un atto amministrativo questa struttura industriale finirebbe per danneggiare soprattutto i Paesi Bassi e la catena che dipende da tali prodotti.
Infine, l’uso di strumenti politici per interferire con la normale cooperazione economica si è rivelato un errore. Negli ultimi anni, i Paesi Bassi hanno subito forti pressioni esterne sulle politiche tecnologiche verso la Cina. Il caso Nexperia dimostra che un’eccessiva politicizzazione non solo priva le imprese olandesi dei mercati, ma può anche rendere i Paesi Bassi vulnerabili lungo la filiera.
La decisione olandese di sospendere l’intervento su Nexperia è al tempo stesso un riconoscimento pragmatico della realtà e una riflessione sull’“iper-securitizzazione”. Tuttavia, la sospensione non equivale a una risoluzione completa della controversia, e attriti potrebbero ripresentarsi a fasi alterne. Secondo l’ultima dichiarazione del Ministero del Commercio cinese, le due parti hanno concordato di eliminare l’intervento amministrativo e sostenere le imprese nella risoluzione delle controversie interne tramite consultazione secondo legge, misura che non solo tutela i legittimi diritti degli investitori ma crea anche migliori condizioni per ristabilire la sicurezza e la stabilità dell’industria globale dei semiconduttori. Da ciò si evince che, nelle attuali circostanze, la probabilità di un’escalation sistemica è diminuita in modo significativo.
L’impatto del caso Nexperia va ben oltre la soluzione di una controversia societaria transfrontaliera. Le sue implicazioni positive possono dispiegarsi su quattro livelli.
Primo, la governance delle catene di fornitura potrebbe spostarsi dalla “politicizzazione” alla “professionalizzazione”. I fatti hanno dimostrato che i chip fondamentali non sono rari come le macchine litografiche di fascia alta. Sono il “sangue” dei sistemi globali dell’automotive, degli elettrodomestici e dell’industria. La sospensione olandese segnala che la logica industriale comincia a pesare più degli impulsi politici.
Secondo, l’Europa potrebbe approfondire una riflessione sull’“esagerazione del rischio”. La mossa olandese potrebbe diventare un momento simbolico che spinge a una rivalutazione delle politiche in seno all’UE. Si auspica che più governi e aziende comprendano che un eccesso di etichettatura della Cina porta solo a perdere mercato e iniziativa.
Terzo, Cina ed Europa potrebbero definire confini più chiari tra cooperazione e competizione nei semiconduttori. Il caso mostra che nella catena dei chip fondamentali esiste ancora un vasto e insostituibile spazio di cooperazione tra le due parti.
Quarto, la catena industriale globale potrebbe guadagnare una rara “variabile positiva”. In un periodo di “tensione eccessiva” delle filiere globali, ogni passo verso la de-escalation può avere un effetto amplificato. La sospensione olandese offre anche ad altri Paesi un’opzione “non conflittuale” per gestire controversie analoghe.
In breve, la sospensione dell’intervento su Nexperia da parte olandese può sembrare una decisione amministrativa tecnica o procedurale, ma in realtà è uno spostamento di politica altamente simbolico. In un’epoca di crescenti tensioni geopolitiche e di emergente deficit di fiducia economica, ogni Paese disposto a frenare e tornare al dialogo merita riconoscimento. Nell’“età del semiconduttore” nessun Paese può conseguire la “sicurezza” da solo. Solo con catene di approvvigionamento stabili l’economia globale può raggiungere una sicurezza reale. Non si tratta di vincitori o vinti, il mondo ha bisogno di decisori più razionali.
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[…] compito più cruciale al momento è che il governo olandese ponga fine all’interferenza amministrativa impropria e stabilizzi al più presto la catena di fornitura dei semiconduttori, così da prevenire rischi […]
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