Base Usa: se si scambia l’ecologismo con il giardinaggio evitando poi di contrapporsi a Usa e Nato

A seguire il comunicato stampa di No Camp Darby a proposito della denuncia dei Ferrovieri contro la guerra.

Facciamo nostro l’appello dei Ferrovieri contro la guerra che annuncia la parziale sospensione dei treni sulla tratta Pisa- Livorno per completare i lavori che porteranno al pieno utilizzo della Ferrovia per il trasporto di armi. Siamo davanti al sacrificio del servizio pubblico in nome della guerra?

Il silenzio attorno a quanto accade, dal 2017, attorno a Camp Darby è emblematico della sottovalutazione del problema, se un domani ci sarà la base del Tuscania tra Pisa e Pontedera è perché prima hanno permesso alla base Usa il trasporto della logistica militare via ferrovia e via acqua ottenendo dal Governo italiano una nuova stazione ferroviaria e il dragaggio del Fosso dei Navicelli verso il porto di Livorno.

I movimenti contro la guerra, anche a Pisa, dimenticano il ruolo della Nato e la funzione svolta dalla base di Camp Darby e per questo rinviamo a un articolo pubblicato anni or sono da un ricercatore della nostra città.

Camp Darby, il convitato di pietra che nessuno vede – Scienza & Pace Magazine

Quando poi parliamo di sovranità limitata potremmo anche riferirci ai movimenti contro la guerra che protestano fino a quando non si tratta di contestare il ruolo della Nato, forse si sentono anche loro, come il Pci di Berlinguer, più sicuri sotto l’ombrello atlantico?

I processi di militarizzazione del nostro territorio non possono prescindere dal potenziamento della base Usa, lo dicono espressamente i documenti del Pentagono e della Difesa, basta solo leggerli. Un doppio trasporto, via acqua e via ferrovia dimenticato e la sola critica è stata rivolta al disboscamento della macchia mediterranea scambiando l’ecologismo con il giardinaggio.

Velocizzare il trasporto di armi e sottoporlo alla massima segretezza fino all’accordo tra RFI e Leonardo che risale a oltre un anno fa di cui troviamo notizia anche in rete Leonardo e Rete Ferroviaria Italiana sottoscrivono un accordo sulla Military Mobility.

L’accordo sulla “Military Mobility” sancisce una verità scomoda: il territorio italiano è la piattaforma di guerra della NATO e in tempi nei quali in alcune aree del paese esiste ancora il binario unico, in tratte che hanno di fatto eliminato i treni dei pendolari per favorire solo l’alta velocità e a caro costo, sospendere i collegamenti ferroviari per destinare una infrastruttura a fini militari non provoca sdegno ma solo silenzio.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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