Israele attacca l’Iran e la tensione in Medio Oriente sale alle stelle

Secondo la tv israeliana Kan, il Mossad aveva infiltrato armi all’interno dell’Iran che hanno colpito le strutture missilistiche e difensive di Teheran prima dell’attacco.

Approfittando dello stallo temporaneo delle trattative fra Washington e Teheran sul cosiddetto “nucleare iraniano”, Israele nelle prime ore di venerdì 13 giugno ha sferrato un massiccio attacco aereo, in più ondate, al territorio della Repubblica Islamica, principalmente contro obiettivi militari, centrali di arricchimento dell’uranio fra cui la centrale di Natanz (carta 1), infrastrutture portuali e abitazioni civili.

Carta 1: la localizzazione e le tipologie dei siti nucleari israeliani.

Secondo l’esercito israeliano “Nell’attacco sono stati utilizzati più di 200 jet da combattimento dell’aeronautica militare guidati da precise informazioni di intelligence” (carta 2). Teheran ha confermato gli attacchi e denunciato la morte di alcuni alti ufficiali delle proprie forze armate, fra cui il Capo di Stato Maggiore, Mohammed Bagheri, il comandante del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Pasdaran), Houssein Salami, di 6 scienziati nucleari, del consigliere politico di Khamenei, Ali Shamkhani, oltre all’uccisione e al ferimento di numerosi civili, fra cui alcuni bambini.

L’emittente televisiva pubblica israeliana Kan ha dichiarato che “Gli agenti del Mossad hanno introdotto clandestinamente in Iran grandi quantità di armi specializzate, le hanno distribuite in tutto il Paese e le hanno lanciate contro obiettivi con precisione ed efficacia”. Operazione “volta a danneggiare il sistema missilistico strategico e di difesa aerea dell’Iran” che è stata compiuta proprio poco prima dell’attacco.

Carta 2: la ricostruzione dell’attacco alla zona di Teheran secondo l’Ispi.

Gli Stati Uniti hanno immediatamente precisato che, pur essendo stati preavvisati, non sono direttamente coinvolti nell’attacco, ma in mattinata hanno sollevato in volo le proprie forze aeree dislocate in Medio Oriente a difesa di Israele contro l’annunciata risposta israeliana.

Tuttavia, Teheran ha accusato Washington di supporto di intelligence all’operazione, ha annunciato una dura risposta e lanciato un primo corposo attacco di droni contro Israele.

Netanyahu ha motivato l’operazione in corso, denominata simbolicamente “Leone nascente”, con sedicenti motivi di sicurezza nazionale e ha dichiarato ai propri cittadini che “La guerra non sarà breve”.

Israele, che possiede illegalmente armi nucleari stimate in circa 200 testate, ha come obiettivo strategico quello di rimanere l’unica potenza nucleare del Medio Oriente, senza farsi scrupolo di far precipitare la macroregione in una guerra totale permanente e di violare impunemente il diritto internazionale in modo sistematico.

Andrea Vento
13 giugno 2025
Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

Approfondimento

 La nota diffusa dall’emittente pubblica israeliana Kan

Il Mossad ha segretamente sviluppato capacità all’interno dell’Iran volte a danneggiare il sistema missilistico strategico e di difesa aerea dell’Iran.

Gli agenti del Mossad hanno introdotto clandestinamente in Iran grandi quantità di armi specializzate, le hanno distribuite in tutto il Paese e le hanno lanciate contro obiettivi con precisione ed efficacia.

Le operazioni dichiarate includono:

  1. Unità commando: le squadre commando del Mossad hanno schierato sistemi d’arma a guida di precisione in aree aperte vicino ai siti dei missili terra-aria (SAM) iraniani per ostacolare i tentativi iraniani di abbattere aerei israeliani.
  2.  Tecnologia basata sui veicoli: tecnologie sofisticate sono state installate sui veicoli. All’inizio dell’attacco a sorpresa, le armi sono state lanciate e hanno completamente distrutto i sistemi di difesa iraniani presi di mira.
  3. Base di droni: il Mossad ha creato una base di droni esplosivi all’interno dell’Iran, che ha lanciato attacchi contro i lanciatori di missili terra-terra nella base di Aspehbad, vicino a Teheran, lanciati contro tali lanciatori, considerati una minaccia strategica e civile per Israele.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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