L’anacronistica idea di ‘denuclearizzazione’ degli Stati Uniti non potrà mai influire sulla posizione della Corea del Nord

Comunicato Stampa di Kim Yo Jong, Vice Direttrice del Dipartimento del Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea.

Pyongyang, 9 aprile (KCNA) – Kim Yo Jong, Vice Direttrice del Dipartimento del Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea, ha rilasciato l’8 aprile il seguente comunicato stampa intitolato “L’anacronistica idea di ‘denuclearizzazione’ di Stati Uniti, Giappone e RDC non potrà mai influire sulla posizione del nostro Stato”:

Le autorità diplomatiche di Stati Uniti, Giappone e Repubblica di Corea (RDC) hanno nuovamente parlato di una presunta “denuclearizzazione completa”, definendo l’esercizio da parte della Repubblica Popolare Democratica di Corea dei propri diritti sovrani come una “minaccia” durante la recente riunione dei ministri degli Esteri della NATO.

Ciò non ha fatto altro che svelare l’angoscia di Stati Uniti, Giappone e RDC, costretti a proclamare a gran voce la “denuclearizzazione” di un paese che sanno bene non potrà mai avverarsi, rivelando la loro situazione disperata.

Solo due mesi fa abbiamo spiegato quanto sia assurdo per gli Stati Uniti perseguire l’obiettivo di “denuclearizzare” la RPDC, un obiettivo del tutto impossibile e privo di fondamento sia nella pratica che nel concetto.

Eppure, continuano a invocare la “denuclearizzazione completa”, aggrappandosi a un sogno irrealizzato che li ha già condotti al fallimento, dimostrando quanto sia anacronistica e paradossale la loro capacità di giudizio politico.

Hanno trovato davvero un metodo valido per realizzare la “denuclearizzazione” di un altro paese durante le loro riunioni con brainstorming? Se invocano freneticamente la “denuclearizzazione” credendoci davvero, allora si può definirli semplicemente privi di senso.

La posizione della RPDC come Stato dotato di armi nucleari, sancita dall’esistenza di un sostanziale e potentissimo deterrente nucleare e fissata in modo permanente nella legge fondamentale dello Stato secondo la volontà unanime del suo popolo, è la conseguenza di un’opzione inevitabile che ha rispecchiato con precisione la minaccia ostile esterna e il mutamento della struttura della sicurezza mondiale presente e futura. Perciò non potrà mai cambiare, a prescindere da quante negazioni subisca.

Non ci curiamo delle negazioni o dei riconoscimenti altrui e non cambieremo mai la nostra scelta.

Questa è la nostra decisione incrollabile, che nessuna forza fisica né astuzia potrà mai ribaltare.

Se qualcuno parlasse apertamente di smantellamento delle nostre armi nucleari o cercasse di resuscitare il concetto morto di “denuclearizzazione”, commetterebbe l’atto più ostile di negare la sovranità della RPDC e di costringerla a rinunciare alla propria costituzione e al proprio sistema sociale. L’ho ribadito con chiarezza in questa occasione.

Le forze nucleari della RPDC non solo svolgono un ruolo chiave nel dissuadere aggressioni esterne e nel difendere sovranità e sicurezza dello Stato, ma contribuiscono anche in modo significativo a garantire l’equilibrio di potere regionale e globale e la stabilità strategica.

L’unico modo per Stati Uniti, Giappone e RDC di smorzare le loro preoccupazioni di sicurezza è rinunciare completamente al loro tentativo unilaterale di alterare lo status quo e scuotere la posizione attuale della RPDC, cercando sinceramente un percorso per evitare un confronto diretto.

Se Stati Uniti e forze loro vassalle insistono su un’anacronistica “denuclearizzazione” mentre invocano una presunta “minaccia” da parte della RPDC, non faranno altro che conferire legittimità illimitata all’avanzata della RPDC, che mira a costruire la più forte forza nucleare di autodifesa.

La RPDC si impegnerà con senso di responsabilità a difendere a fondo gli interessi supremo dello Stato e a garantire pace e stabilità regionali, dato che gli Stati Uniti hanno esasperato la loro minaccia nucleare e la loro alleanza nucleare si sta facendo sempre più aggressiva con il passare dei giorni.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

There is one comment

  1. Il caso dell’Iran dimostra la correttezza della dottrina di deterrenza nucleare nordcoreana | World Politics Blog

    […] In base a questa nostra analisi, appare evidente come la differenza negli approcci da parte dei due governi abbia prodotto esiti diametralmente opposti. Nel caso dell’Iran, l’offerta statunitense di un “programma nucleare civile” da 30 miliardi di dollari dopo i bombardamenti equivale a un’umiliazione strategica: secondo Washington, Teheran dovrebbe rinunciare all’arricchimento domestico – elemento centrale della sovranità tecnologica – in cambio di investimenti esteri e parziale rimozione di sanzioni. È la resa negoziata di un paese la cui incapacità deterrente ha reso possibile la distruzione della sua infrastruttura nucleare. Al contrario, la Corea Popolare continua a grantire la propria inviolabilità grazie allo sviluppo della deterrenza nucleare, respingendo ogni tipo di “denuclearizzazione” formulata da Washington. […]

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