I corsi e ricorsi della storia. Ieri più cannoni e meno burro oggi il Riarmo necessario e indispensabile (ma per chi?).

L’incertezza geopolitica e politica è aumentata rispetto ai livelli già elevati successivi alla pubblicazione della precedente edizione del Financial Stability Review. Proprio mentre le incertezze derivanti dai rischi politici all’interno dei paesi dell’area dell’euro si stavano attenuando, le fonti esterne di incertezza, in particolare quelle associate all’imprevedibilità di un’ampia gamma di politiche statunitensi, sono aumentate vertiginosamente. La mancanza di chiarezza circonda diversi importanti settori di politica economica, tra cui le politiche commerciali, normative e fiscali, nonché il livello di impegno della nuova amministrazione statunitense nei confronti della cooperazione internazionale Sebbene sia difficile prevedere le implicazioni a medio e lungo termine di questi singoli livelli di incertezza, essi comportano un ampio rischio di frammentazione geoeconomica in tutto il mondo, aumentando a sua volta la probabilità di eventi avversi sempre più frequenti e di impatto. Sebbene gli annunci di accordi commerciali tra gli Stati Uniti e alcuni dei suoi partner commerciali indichino un allentamento delle tensioni commerciali, permangono i timori che tali tensioni possano degenerare in una guerra commerciale con il potenziale di impatti negativi significativi sulla crescita globale, sull’inflazione e sui prezzi degli asset. Poiché l’area dell’euro è un’economia molto aperta e ben integrata nelle catene di approvvigionamento globali, le vulnerabilità a queste fonti di rischio sono pronunciate.
Revisione della stabilità finanziaria, maggio 2025
La storia dovrebbe averci insegnato che, quando i lavoratori abbracciano le tesi del nazionalismo e del riarmo dimenticando di migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro, diventano carne da macello in qualche guerra o gendarmi della reazione contro le poteste sociali e sindacali. La memoria ci riporta più o meno a 100 anni fa all’epoca fascista e agli albori del nazismo in Germania. Senza cedere alle lusinghe dei corsi e ricorsi storici ricorrendo a facili conclusioni sarà comunque il caso di riflettere sull’oggi e alla sottovalutazione (ormai imperante) tra Riarmo, pacchetti sicurezza, tagli ai salari e al welfare e trionfo del militarismo in varie forme.
Chi oggi invochi una sana discussione sul Riarmo e sulle sue ripercussioni sociali, o mostri qualche timido interesse per la storia del recente passato viene subito bollato come disfattista e nostalgico, si vuole disinnescare ogni effettiva riflessione su quanto accade nella Ue, un po’ di ignoranza e l’assenza di strumenti analitici è da sempre un grande aiuto per i governanti.
La notizia della imposizione dei dazi da parte Usa conferma che l’arrendevole politica estera della Ue, la subalternità patetica a Trump dei sovranisti di carta, l’adesione convinta alle tesi ucraine e a quelle del Riarmo sono sotto i nostri occhi ma la stragrande maggioranza della popolazione è priva di strumenti analitici e sposa comodamente le tesi dei dominanti. E indurci a un facile ottimismo sulla crescita economica è un atto criminale se pensiamo che perfino al Bce, ossia il capitale finanziario europeo, dice l’esatto contrario a conferma che le analogie con il ventennio fascista (quando si raccontava al popolo di una economia florida e di una macchina bellica invincibile) iniziano a essere fin troppe.
Le valutazioni azionarie si sono spostate verso la media di lungo termine, ma rimangono elevate e potrebbero essere ulteriormente messe a dura prova da un deterioramento delle prospettive economiche. Le valutazioni azionarie sono diminuite negli ultimi mesi in particolare negli Stati Uniti. Finché il funzionamento del mercato rimane generalmente ordinato, questo calo riduce i timori di sopravvalutazione ed è vantaggioso dal punto di vista della stabilità finanziaria. Le valutazioni rimangono tuttavia elevate e potrebbero essere ulteriormente messe in discussione. Ciò potrebbe verificarsi man mano che le implicazioni a medio termine di tariffe più elevate per le prospettive economiche globali, nonostante il recente allentamento delle tensioni commerciali, diventeranno più chiare e gli operatori di mercato adegueranno le loro posizioni di conseguenza. I mercati stanno scontando un certo rallentamento della crescita, ma una recessione globale non è l’aspettativa di base. Il calo delle aspettative sugli utili causerebbe probabilmente un ulteriore calo dei prezzi. Nelle ultime settimane la dinamica degli utili è stata per lo più negativa sia per gli Stati Uniti che per l’Europa. Un altro fattore scatenante per ulteriori correzioni dei prezzi potrebbe essere il caso in cui i dazi avessero un impatto sull’inflazione maggiore del previsto, con conseguente riprezzamento dei futuri profili dei tassi di interesse.
La stessa Bce prevede che molti paesi dell’area dell’euro avranno grandi disavanzi di bilancio nel 2025, allontanando i tempi di quel risanamento del bilancio oggi solo accantonato per favorire il Riarmo ma sempre in agguato e un obiettivo da perseguire. Sempre la Bce parla di notevoli rischi al ribasso per la crescita economica, con forti limiti per reagire agli shock avversi in molti paesi dell’area dell’euro. Queste condizioni ostacolano gli elevati livelli di investimenti e di spesa necessari per affrontare le sfide strutturali associate ai cambiamenti climatici, alla digitalizzazione, all’invecchiamento della popolazione, alla bassa produttività e alla difesa.
Riarmo europeo significa maggiori risorse alla difesa, meno spese sociali e forse anche più tasse per i salariati dopo averci fatto credere che gli sgravi avrebbero superato la progressiva erosione del potere di acquisto dei salari. Il militarismo è da sempre lo strumento privilegiato anche per contrarre gli spazi di libertà e democrazia, quanto accade nelle scuole e nelle università dovrebbe riguardare l’intera società, si guarda alle nuove generazioni con crescente interesse per colonizzare le menti e assuefarle alla ineluttabilità della guerra che poi ridisegna le priorità di bilancio e stravolge i principi etici e morali che guidano il nostro operato.
Mentre la sinistra sindacale e politica italiana si comporta alla stregua di bande giovanili in perenne lotta tra di loro per la conquista di un territorio, la stragrande maggioranza della popolazione si sottrae ad ogni riflessione e mobilitazione su quanto accade, eppure parliamo di scelte che avranno ripercussioni immediate sulle nostre condizioni di vita e di lavoro, serve quindi far sentire la nostra voce con parole d’ordine semplici e dirette.
1. l’aumento delle spese militari mette a rischio la stabilità finanziaria europea, indebita i paesi in una fase storica in cui le economie sono ferme e minacciate dai dazi Usa, spese che presto graveranno sulle finanze costringendo ad alcuni tagli che riguarderanno le spese sociali ossia sanità, scuola, salari e pensioni
2. Sospendono alcune regole della Ue in materia di bilancio ma restano gli obiettivi di riduzione di deficit e contenimento debito del Patto di Stabilità restano, a breve per far tornare i conti arriveranno nuove tasse (“nuove entrate”) o tagli di spesa.
3. Più cannoni e meno burro, era la parola d’ordine dei tempi bui che portarono ai regimi reazionari e genocidi del secolo scorso, parola d’ordine che oggi sembra tornare di moda. Ma se non vogliamo analogie con il passato leggiamo almeno quanto scrive la Bce.
I necessari aumenti della spesa per la difesa potrebbero avere un impatto significativo sui bilanci, richiedendo un maggiore margine di bilancio. Con l’evoluzione dei parametri di sicurezza europei, alcuni governi mirano a rafforzare l’autosufficienza nel settore della difesa. Data l’ampia gamma di spese correnti per la difesa e il nuovo obiettivo di spesa attualmente in discussione nelle sedi europee e internazionali, alcuni paesi potrebbero dover apportare aumenti sostanziali. La capacità a breve termine di soddisfare tali esigenze varia notevolmente in quanto le esigenze di rifinanziamento e i livelli di debito non sono omogenei tra i paesi (grafico 1.3, pannello b). Di conseguenza, la maggior parte dei paesi più indebitati non si è finora impegnata ad aumentare notevolmente la spesa per la difesa. Per creare lo spazio fiscale necessario, il “ReArm Europe Plan/Readiness 2030” della Commissione europea[3] suggerisce di attivare la clausola di salvaguardia nazionale del patto di stabilità e crescita e di erogare prestiti da nuovi prestiti congiunti utilizzando lo strumento dell’azione per la sicurezza per l’Europa (SAFE). Inoltre, il piano suggerisce di riutilizzare parte dell’attuale bilancio dell’UE e di mobilitare capitali privati accelerando la formazione di un’Unione del risparmio e degli investimenti. Anche la Banca europea per gli investimenti potrebbe svolgere un ruolo.
Revisione della stabilità finanziaria, maggio 2025
4. Ricordate i fondi del Pnrr? Dovevano servire in buona parte a progetti di coesione sociale e di manutenzione del territorio ma poi li hanno indirizzati ad altro e oggi sperano nelle “ricadute tecnologiche sulle industrie civili”, le cosiddette tecnologie duali già sperimentate con il genocidio del popolo palestinese. Una tesi bizzarra e in ogni caso funzionale alla guerra e quindi da rigettare in toto che ricorda quando, anni or sono, dicevano che la ricchezza esponenziale di pochi avrebbe portato qualche beneficio a tutti gli altri che invece sono diventati sempre più poveri.
E Riarmo significa privatizzazioni (pardon liberalizzazioni) ma anche il perdurare di un sistema fiscale che non chiede ai redditi elevati un contributo proporzionale
Per l’aumento “necessario” delle spese militari serviranno “nuove entrate e la ridefinizione delle priorità di bilancio” quindi nel nome del Riarmo taglieranno le spese sociali imponendo contratti al ribasso, i nostri salari perderanno potere di acquisto, come anche le pensioni, curarsi diventerà un lusso. Siamo ancora convinti allora che il Riarmo europeo sia necessario e indispensabile?
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