Trasparenza salariale addio? Non è solo questione di genere (ma di classe)

Nuovo appuntamento con la rubrica “Work in Progress”, a cura della CUB di Pisa per RadioGrad.

Le aziende europee stanno provando a depotenziare la direttiva Ue sulla trasparenza salariale.

La direttiva europea 2023/970 obbliga i datori di lavoro a garantire una maggiore trasparenza nelle retribuzioni, e quindi a fornire ai dipendenti informazioni chiare e accessibili sui criteri utilizzati per determinare gli stipendi e sulle politiche salariali aziendali. È stata approvata nella scorsa legislatura, e gli Stati hanno tempo fino al giugno 2026 per recepirla.

Se accadrà, questo danneggerà oltre 10 milioni di lavoratrici, causando loro una perdita complessiva di almeno 4,8 miliardi di euro all’anno. Soldi delle donne. Tolti dalle loro tasche.

Lo denuncia la confederazione europea dei sindacati (Ces), citando nuovi dati di un’indagine condotta dall’istituto di ricerca Etui.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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