La Ue proroga la missione di addestramento delle truppe ucraine

Se addestri un esercito in guerra puoi dirti equidistante? L’Europa di guerra punta ogni giorno sul militare. L’articolo di Federico Giusti.

L’8 novembre scorso il Consiglio d’Europa ha prorogato di un anno, fino a metà Novembre 2025, la Missione di assistenza militare all’Ucraina.

Dopo l’esponenziale aumento delle risorse economiche destinate alla produzione di armi e a ricerche tecnologiche in campo bellico sono stati stanziati altri 400 milioni di euro per addestrare l’esercito ucraino al fine di migliorarne, come leggiamo, la capacità militare.

Parliamo di 700 soldati dei paesi Ue e “partner selezionati” non meglio definiti, la sede è in Germania e sono già da tempo noti i compiti prefissati che vanno dall’addestramento dei soldati in tutti i paesi Ue fino al “sostegno allo sviluppo a lungo termine delle forze armate ucraine” oltre a coordinare e pianificare le donazioni in moneta e trasferire materiale di assistenza alla sicurezza e la riparazione delle attrezzature.

Intanto è bene sapere che questa missione viene finanziata con il Fondo europeo per la pace (ironia della sorte), per consentire all’Ucraina di difendere la propria integrità territoriale incluse le regioni a maggioranza russa che da tempo combattono una guerra civile per l’autodeterminazione e l’indipendenza.

E anche il mancato riconoscimento del Donbass ci sembra una sorta di dichiarazione di guerra di lupi travestiti da agnelli. 

Ad oggi l’addestramento ha riguardato 15 mila reclute ma da qui ad un anno ve ne saranno almeno altre 60 mila fino al 2025 a conferma che i progetti Ue sono quelli di una guerra duratura senza cercare soluzioni di pace e un accordo per porre fine al conflitto.

Quanto poi ai rifornimenti bellici a scopi difensivi da mesi le armi destinate all’Ucraina includono sistemi in grado di portare direttamente la guerra nel territorio russo, armi di offesa e non di mera difesa dell’unità territoriale come vorrebbero far credere con la solita retorica tanto cara al vecchio continente

Leggendo poi i documenti ufficiali si comprende come la Ue stia operando sotto la supervisione e direzione di Usa e Nato e prova ne sia  la NATO Security Assistance and Training for Ukraine (NSATU) 

Sempre l’Ucraina sta istituzionalizzando alcune Compagnie Militari Private (PMC), definite Compagnie di Difesa Internazionali (CDI)  inserendole direttamente dentro le forze di difesa e sicurezza del paese, potremmo quindi ipotizzare l’arrivo di altri battaglioni Azov e di mercenari lautamente pagati anche attraverso le generose donazioni europee. Sia sufficiente ricordare che tra le cause del conflitto, con gli accordi di Minsk, la questione delle organizzazioni paramilitari di estrema destra era già stata affrontata con la volontà Ucraina di non trovare alcun accordo per lo smantellamento di questi corpi militari che poi abbiamo scoperto essere assai vicine a paesi Nato

E anche in questo caso è palese la natura offensiva e non difensiva di queste compagnie, infatti su Analisi Difesa leggiamo quanto segue:

Le Compagnie di Difesa Internazionali vengono, infatti, definite entità commerciali costituite e registrate in Ucraina che, previo ottenimento di una licenza, forniranno servizi ed attività di difesa esclusivamente al di fuori dei suoi confini.

Le Compagnie di Difesa Internazionali vengono, infatti, definite entità commerciali costituite e registrate in Ucraina che, previo ottenimento di una licenza, forniranno servizi ed attività di difesa esclusivamente al di fuori dei suoi confini. Tali compagnie potranno essere fondate solo da persone fisiche o giuridiche residenti in Ucraina.

Inoltre, verranno registrate e avranno una sede permanente solo in quelle regioni che confinano con Paesi riconosciuti da Kiev come Stati terroristi. I dipendenti da contrattualizzare saranno cittadini ucraini, stranieri e apolidi che abbiano compiuto 21 anni e prestato almeno un anno di servizio nelle Forze Armate, nella Guardia Nazionale o in altre formazioni paramilitari dell’Ucraina.

Per ulteriori considerazioni si raccomanda la lettura integrale di Analisi Difesa, il lettore saprà trarre conclusioni migliori delle nostre anche sul pericolo che corrono numerosi accordi internazionali

L’Ucraina intende regolarizzare le compagnie militari private – Analisi Difesa

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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