Biblioteche e sanità: altre vittime sacrificali del PNRR

Due casi emblematici di come all’ombra del Pnrr siano state adottate decisioni discutibili e a rimetterci sono solo lavoratori e lavoratrici. L’articolo di Federico Giusti, delegato Cub.

La decisione del Comune di San Miniato di non prorogare l’appalto dei servizi bibliotecari di archivio e di deposito ha determinato la perdita di alcuni posti di lavoro per la impossibilità della cooperativa di ricollocare le maestranze nel rispetto delle mansioni e del monte orario precedente. Ma siamo davanti a una vera reinternalizzazione dei servizi e in tale caso per quale motivo la forza lavoro degli appalti resta senza lavoro? La stampa locale ha già dato ampio spazio alla vicenda ma a noi sembra paradossale che un Ente locale decida, dopo 20 anni, di vanificare professionalità e competenze acquisite rivendicando perfino la reinternalizzazione del servizio attraverso assunzioni da un bando di concorso per amministrativi che non possono avere le medesime competenze dei bibliotecari. Alla Biblioteca di San Miniato non c’era solo un problema di sicurezza che comunque nel corso degli anni avrebbe dovuto essere affrontato e risolto ma conferma un altro fatto incontrovertibile: salute e sicurezza non trovano in ambito pubblico attenzione e cura. Da evidenziare poi condizioni lavorative all’insegna della riduzione dei costi e una illegittima intermediazione di manodopera documentata dal legale delle lavoratrici. Altra spiegazione addotta dalla committenza è legata alla digitalizzazione di parte dei servizi, eppure le biblioteche restano un luogo vivo, un punto di incontro aperto che non potrà essere gestito con la intelligenza artificiale ben lontana dal compiere ricerche di archivio od organizzare bibliografie per studenti medi ed universitari.

La digitalizzazione dell’archivio di deposito rientrerà anche negli obiettivi conferiti dal Pnrr agli Enti locali ma la gestione di una biblioteca necessita intanto della messa in sicurezza della struttura, di budget adeguati, di contratti non al ribasso e costruiti su contratti sfavorevoli. Molti Enti locali ricevono soldi per ammodernare le scuole che poi esternalizzano, questa scelta è forse sinonimo di tutela dell’interesse pubblico o è invece un pericoloso assist agli interessi privati?

Una scelta oculata nel piccolo comune della Provincia di Pisa poteva essere fatta, un bando di concorso per bibliotecari con riconoscimento della anzianità pur con diverso datore di lavoro. Al di là dei ricorsi legali dei singoli lavoratori, la Giunta di San Miniato vuole sedersi ad un tavolo e salvaguardare questi posti di lavoro? Noi crediamo sia possibile ma esiste la volontà politica di assumere decisioni coraggiose e fare anche un po’ di autocritica? E questo non vale solo per la specifica questione ma per tutti gli appalti all’ombra della Pa rinnovati senza risorse, con tagli occupazionale, inquadramenti al ribasso, riduzione del costo del lavoro, perdita salariale e di reali tutele. All’ombra del Pnrr, come già scritto, si consuma l’ennesimo processo a perdere per la forza lavoro, gli obiettivi conferiti agli enti locali vengono declinati in sintonia con i dettami della riduzione di spesa di personale. E molti provvedimenti vengono adottati nel silenzio generale, ad esempio quanti di noi conoscono il Payback? Trattasi di un meccanismo introdotto 9 anni or sono secondo il quale , previsto un tetto di spesa per la spesa sanitaria, il 50 per cento della spesa eccedenza sarebbe stato pagato dalle imprese fornitrici dei dispositivi sanitari. Ora ammesso che il meccanismo sopra riportato sia stato realmente adottato, in un sistema liberista ad appannaggio delle imprese è possibile adottare provvedimenti del genere senza subire ricorsi? E così è stato, il prelievo, dopo anni di silenzio, si è trasformato in credito verso le imprese ma quel credito è stato giudicato inesigibile dal Governo Meloni tanto da determinare un ulteriore indebitamento della sanità regionale o costringendo alcune Regioni, ad esempio la Toscana, ad aumentare l’addizionale Irpef che poi viene pagata dal 30 % della popolazione. Il caso specifico dimostra come si possa distruggere la sanità pubblica semplicemente non erogandole le risorse economiche necessarie a garantire i servizi senza far pagare un euro ai percettori della tassa piatta o agli affittacamere o al grande capitale finanziario e speculativo. Del resto la spesa sanitaria italiana è in continuo calo, in termini reali, se consideriamo la inflazione, in evidente decrescita, se poi la rapportiamo al Pil decisamente più bassa di tutti gli altri paesi economicamente avanzati della Ue. Le risorse economiche assegnate alla sanità dal Pnrr prevedono ad esempio l’ammodernamento di numerose strutture, nulla osta che terminati i lavori, come avverrà con i nidi comunali, la gestione delle stesse possa essere affidata a cooperative, interinali e privati. Anche in ambito sanitario il Pnrr potrebbe rivelarsi il cavallo di Troia per i lavoratori e le lavoratrici.

CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.