Gli Usa e l’allarme Charlie: anche il territorio pisano e livornese è sottoposto alla massima allerta

Il Pentagono ha annunciato un’allerta, nome in codice Charlie, per tutte le basi Usa e Nato in Italia, a causa di imminenti attacchi terroristici. Altri paesi europei con basi militari Usa sono coinvolti. Di seguito il comunicato del Comitato No Camp Darby e del Sindacato di base Cub Pisa.

La strategia della tensione viene costruita sapientemente annunciando imminenti attacchi terroristici contro le basi Usa e Nato, per questo, dopo dieci anni, è stata annunciata dal Pentagono una particolare allerta, nome in codice Charlie, per tutte le basi presenti sul territorio italiano, Camp Darby inclusa.

La massima allerta riguarda anche altri paesi Europei dove gli Usa hanno dislocato basi militari, quale sia il pericolo imminente non è dato saperlo ma basta evocare l’allarme terrorismo per scatenare una autentica canea mediatica.

Non ci sono risposte dalla Navicelli Spa dopo la notizia che una agenzia legata al Governo Usa ha commissionato i lavori di dragaggio e ampliamento del Fosso dei Navicelli che collega la base al mare, le mancate risposte riguardano perfino il capannone chiuso per non precisate ragioni di sicurezza, capannone dove hanno lavorato per anni dipendenti pubblici e privati.

Gli Enti locali sono silenti e fedeli esecutori degli ordini militari, prova ne siano i recenti stanziamenti per la base del Tuscania da realizzare tra Pisa e Pontedera, anche in questo caso alle domande o si risponde con il silenzio o con l’invito di rivolgersi al Ministero della Difesa per avere maggiori ragguagli. Ma su questi argomenti vige ormai la congiura del silenzio, nel nome della sicurezza nazionale e internazionale non vengono fornite informazioni ai cittadini che restano passivi spettatori della loro stessa sorte.

Da mesi ormai attorno a Camp Darby registriamo la presenza di convogli militari, di controlli stringenti sul territorio, è risaputa la partenza dalla base Usa sul territorio pisano di ingenti quantitativi di armi destinati alle varie aree del globo.

La notizia recente dello stanziamento di 20 miliardi di euro per il primo lotto della  base del Tuscania sono solo l’inizio di uno stanziamento complessivo che prevede la spesa di quasi 73 milioni di euro per “l’espletamento delle attività di programmazione, progettazione approvazione dei progetti e gli affidamenti dei lavori” attingendo direttamente dai Fondi di Sviluppo e Coesione . I governi cambiano colore ma non le politiche, li accomuna la militarizzazione dei territori tanto che il vecchio decreto, e il relativo stanziamento per la base del Tuscania, sono rimasti vigenti anche dopo le modifiche all’impianto dell’opera intervenute successivamente con il coinvolgimento del comune di Pontedera.

In questi giorni il Consigliere comunale di Una città in Comune ha denunciato non solo le mancate risposte del sindaco di Pisa Michele Conti ma anche il reale costo della base del Tuscania, questo viene scritto in un comunicato stampa: “I 20 milioni sono aggiuntivi ai 72,5 milioni già previsti nel 2022 solo per il primo lotto, che verrebbe così ad oggi a costare 92,5 milioni di euro? E cosa si prevede in questo primo lotto?”.

Una ulteriore base militare sul territorio pisano con costi annunciati che si dimostreranno inferiori a quelli reali, non è dato saperlo fatto sta che gli enti locali interessati scaricano sul Governo l’onere delle risposte e da quest’ultimo non arrivano delucidazioni.

La militarizzazione dei nostri territori è una priorità non solo per il Governo Usa ma anche per l’atlantista esecutivo Meloni e di conseguenza per gli Enti locali che, come avvenuto con il potenziamento di Camp Darby, si metteranno a disposizione per realizzare i voleri Usa e Nato.

Comitato No Camp Darby e Sindacato di base Cub Pisa

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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