I ritocchini previdenziali del Governo per accontentare Cisl e sindacati autonomi

Le mosse dell’esecutivo di Giorgia Meloni sembrano volte a dare un contentino ai sindacati a fronte di norme chiaramente peggiorative per il futuro dei lavoratori. Il commento di Federico Giusti.

La notizia è stata data sul portale, a pagamento, de Il Sole 24 Ore enti locali e riguarda alcuni cambiamenti, inerenti le pensioni di alcune categorie del Pubblico Impiego, in corso d’opera della manovra di Bilancio.

Stando a questa notizia “per medici e infermieri il taglio si ridurrà gradualmente con l’avvicinarsi del pensionamento di vecchiaia“. 

Parliamo dell’aliquota di rendimento della fetta retributiva della pensione di medici, infermieri, maestri, dipendenti degli enti locali e ufficiali giudiziari per i quali il Governo Meloni aveva previsto cambiamenti peggiorativi con decurtazioni del futuro assegno previdenziale.

Parliamo di tagli per chi, di queste figure professionali, andrà in pensione anticipata, la scappatoia per tacitare proteste e scioperi, è quella di escludere i requisiti maturati fino al 31 dicembre 2023 ma non per quelli che entreranno in vigore dal prossimo anno.

In sostanza la norma non cambia per il futuro anche se i conti della manovra di Bilancio dovranno a questo punto essere rivisti con nuove proiezioni per gli anni a venire. 

L’ennesimo compromesso a perdere concesso ai sindacati che ottengono rassicurazioni per il passato cedendo a norme peggiorative per l’immediato futuro con penalizzazioni via via più leggere con l’avvicinarsi della soglia di vecchiaia.

In attesa di leggere il maxiemendamento al disegno di legge di bilancio, l’art 33 non sarà cancellato ma solo rivisto come del resto annunciato dalla Meloni che aveva detto in conferenza stampa di volere lacorare alla modifica del provvedimento

 Ad oggi l’articolo 33 della manovra  permetterebbe un risparmio di spesa di soli 11,5 milioni di euro destinati ad aumentare nei prossimi anni, ora si capisce che il risparmio sarà invece minore e per trovare adeguate coperture dovranno tagliare altre voci e capitoli di spesa.

La soluzione prospettata è a nostro avviso del tutto inadeguata e si prefigura come contentino accordato alla Cisl e ai sindacati autonomi assai benevoli con l’attuale Esecutivo. 

Non sono poi da escludere ulteriori ritocchini nel capitolo previdenziale della legge di bilancio il che ci fa intendere come il capitolo pensionistico sia ancora un cantiere aperto e destinato a riservare ulteriori e sgradite sorprese per la forza lavoro.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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