Spagna: la Castiglia e León rompe ufficialmente il veto su Vox

La formazione dell’estrema destra nostalgica del franchismo entra a far parte del governo della Castiglia e León, rompendo un tabù e rischiando di creare una reazione a catena in tutta la Spagna.

Il partito dell’estrema destra spagnola Vox entrerà per la prima volta a far parte di un governo regionale, quello della Castiglia e León. Quanto si temeva in seguito ai risultati elettorali dello scorso febbraio è stato ufficializzato l’11 aprile attraverso il voto del parlamento castigliano, che con una maggioranza di 44 voti contro 37 ha confermato Alfonso Fernández Mañueco (in foto) alla guida del governo regionale.

Mañueco ha ottenuto il voto favorevole di tutti i deputati del Partito Popular (PP), la forza politica dalla quale proviene, e appunto da parte di Vox, mentre si sono espresse contro tutte le altre formazioni presenti nell’emiciclo, a partire dai socialisti, che con i loro 28 seggi rappresenteranno la principale forza di opposizione. Questo nonostante il primo ministro Pedro Sánchez avesse dato la disponibilità del suo partito a partecipare al governo regionale pur di escludere la formazione di estrema destra.

Vox non solo parteciperà al governo regionale, infrangendo un tabù che fino ad allora aveva retto in tutta la Spagna, ma occuperà anche posizioni di prestigio all’interno. In particolare, il leader locale Juan García-Gallardo occuperà la carica di vicepresidente della Castiglia e León, mentre il partito avrà dalla sua tre delle dieci posizioni ministeriali.

L’inaugurazione ufficiale del secondo mandato di Mañueco si svolgerà martedì 19 aprile, senza la partecipazioni di rappresentati del governo di Madrid. Di norma, l’inaugurazione di un governo regionale dovrebbe vedere la partecipazione di Isabel Rodríguez, in qualità di ministro delle Politiche territoriali. La motivazione ufficiale per la sua assenza è che per la stessa giornata è prevista una riunione del Consiglio dei ministri, ma il primo ministro Sánchez avrebbe potuto designare il viceministro o un altro membro della sua squadra per andare a Valladolid. Invece, non ci sarà nessuno.

Il portale vicino alla destra El Independiente ricorda che episodi del genere hanno già avuto luogo in passato, ma che il governo ha sempre trovato un esponente da inviare alle cerimonie di investimento dei presidenti regionali. “La cosa normale è che si rispetti la cortesia istituzionale, soprattutto nella misura in cui i presidenti di regione sono rappresentanti dello Stato nei rispettivi territori”, commenta Cristina de la Hoz in un articolo pubblicato sulla testata virtuale.

Più che contro Vox in sé, però, questo boicottaggio è volto a colpire la leadership nazionale del Partido Popular. I socialisti accusano infatti Alberto Núñez Feijóo, presidente della Galizia e leader del PP, di aver sposato una linea di estrema destra che apre le porte del potere a Vox. La sinistra spagnola, infatti, teme che quanto avvenuto in Castiglia e León possa presto ripetersi in altre regioni, se non addirittura a livello nazionale, il che potrebbe portare per la prima volta al governo esponenti politici che non hanno mai rinnegato la dittatura franchista.

Adriana Lastra, deputata socialista e numero due del Partido Socialista Obrero Español (PSOE) dopo Sánchez, si è espressa duramente contro la linea di Feijóo: “La maschera di Feijóo è caduta aprendo un governo di estrema destra“, ha detto, in base a quanto riportato sul sito ufficiale del partito. “In Spagna abbiamo bisogno del cordone sanitario che la Francia sta mettendo intorno a Le Pen“. In un intervento davanti ai media, l’esponente socialista ha contrapposto l’atteggiamento dei popolari spagnoli con quello di alcuni leader francesi che trasversalmente “hanno chiesto di non dare un solo voto all’estrema destra“. “Come democratici spagnoli, vorremmo che accadesse la stessa cosa nel nostro Paese“.

Uno degli accordi tra PP e Vox prevede l’abrogazione della Legge contro la violenza di genere, un testo che “non possono abrogare perché è statale, ma la cui applicazione sarà difficile“, ha spiegato Adriana Lastra. “La legge sulla violenza di genere salva vite. Grazie ad essa ci sono centinaia di migliaia di donne protette”.

A fine anno, dovrebbero tenersi le elezioni in Andalusia, dove i popolari detengono il potere con Juan Manuel Moreno, sostenuto anche da Ciudadanos. Già in occasione del suo primo mandato, però, Moreno era stato eletto solamente grazie al voto dei rappresentanti di Vox, ma il partito estremista aveva garantito un sostegno esterno senza ottenere posizioni all’interno del governo regionale. Con il crollo di Ciudadanos in tutta la Spagna, molti temono che questa volta Vox possa avere la forza per imporsi come partito di governo anche in Andalusia.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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