SEA Games 2019: doppio trionfo del Vietnam nel calcio, Filippine vincono medagliere

Si è conclusa ieri a Manila la competizione multisportiva dell’Asia del Sud-Est.

Poco noti al pubblico occidentale, i Giochi del Sud-Est Asiatico (SEA Games) sono una competizione multisportiva dalla lunga storia e con un programma molto ricco. Nati nel 1959 in Thailandia, i SEA Games vedono la partecipazione dei migliori atleti degli undici Paesi di questa parte del mondo, che comprende una popolazione di oltre 655 milioni di persone, più di tutto il Nord America e quasi quanto l’intera Europa.

Organizzati con cadenza biennale, i SEA Games si sono svolti quest’anno a Manila, capitale delle Filippine, dal 30 novembre all’11 dicembre. La rassegna ha visto la distribuzione di ben 529 medaglie d’oro e la partecipazione di 5.630 atleti. A colpire è soprattutto il numero di sport e discipline che rientrano nel programma dei SEA Games: oltre ai tradizionali sport olimpici, sono state inserite in calendario diverse arti marziali asiatiche (arnis, wushu, ju-jitsu, kurash, muay thai…), ma anche il biliardo, il bowling, gli scacchi, la danza sportiva, le bocce, il polo, il sepak takraw, lo squash, l’hockey subacqueo e gli oramai quasi immancabili esports.

Come spesso accade ai SEA Games, a dominare la rassegna è stata la delegazione di casa: le Filippine si sono infatti aggiudicate il medagliere con 149 ori e 387 medaglie totali, seguite dal Vietnam (98 ori e 288 medaglie) e dalla Thailandia (92 ori e 318 medaglie). I filippini hanno ottenuto il maggior numero nell’atletica (23) e nel taekwondo (21), ma gli ori sono arrivati soprattutto dalla danza, con dieci titoli su tredici gare, e dall’arnis, l’arte marziale nazionale, dove i padroni di casa hanno vinto quattordici medaglie d’oro sulle venti in palio, senza mancare nessun podio.

Alle spalle degli organizzatori, era attesa la lotta tra la Thailandia, storicamente la prima potenza sportiva di questa regione, e l’emergente Vietnam, che negli ultimi anni si è reso protagonista di un’importante ascesa in molti sport. I thailandesi sono riusciti ad accumulare un maggior numero complessivo di medaglie, 318 contro 288, ma i vietnamiti hanno risposto battendo i rivali per sei ori, prendendosi dunque il secndo posto nel medagliere finale. Se si esclude l’edizione di casa del 2003, quando il Vietnam chiuse al primo posto, si tratta del miglior risultato di sempre per la delegazione di questo Paese, nonostante l’inconveniente riguardante il vovinam, arte marziale vietnamita, escluso all’ultimo dal programma.

I vietnamiti si sono dimostrati dominatori nell’atletica, con sedici ori e trentotto podi, e nella lotta, dove su quattordici categorie di peso hanno conquistato dodici ori e due argenti. Molto bene anche la squadra di nuoto, che, con undici ori (dieci in vasca ed uno in acque libere), ha ottenuto la seconda posizione complessiva in questo sport dietro l’imbattibile Singapore (che schierava atleti di primo piano internazionale come Joseph Schooling), grazie soprattutto alle prestazioni di Nguyễn Thị Ánh Viên, vincitrice di sei ori e due argenti individuali, e nuotatrice più decorata della rassegna.

Per i tifosi vietnamiti, però, le medaglie più agognate erano sicuramente quelle del calcio: le due squadre non hanno deluso le aspettative, ed il Vietnam ha conquistato il titolo sia nel torneo maschile che in quello femminile. Partiamo dal settore maschile, dove il Vietnam non aveva mai vinto la medaglia d’oro, se si esclude la vittoria del Vietnam del Sud nel 1959 (i risultati del Vietnam del Sud non sono riconosciuti dall’attuale governo). Dall’unificazione del 1975, il Vietnam aveva conquistato sei argenti e due bronzi, senza però salire sul gradino più alto del podio.

Questa volta, la formazione guidata dal tecnico coreano Park Hang-Seo ha centrato il bersaglio grosso, ottenendo quattro vittorie e un pareggio nella fase a gironi, per poi dominare la Cambogia in semifinale (4-0) e l’Indonesia nella finalissima (3-0). Il Vietnam conferma dunque la grande ascesa dall’arrivo di Park, approdato nel Paese nel 2017. Ex vice di Guus Hiddink nella Corea del Sud del Mondiale 2002, il sessantenne ha trascinato il Vietnam a risultati mai visti prima: finale nella Coppa d’Asia U23 nel 2018, quarti di finale nella Coppa d’Asia 2019 e soprattutto il doppio trionfo tra Coppa del Sud-Est Asiatico e SEA Games.

Nonostante la stella Nguyễn Quang Hải a mezzo servizio e costretto alla panchina tanto nella semifinale quanto nella finale, il Vietnam ha trovato nuovi giocatori in grado di assicurare la continuità nei risultati. Tra questi, si è distinto il ventiduenne Hà Đức Chinh, vincitore del titolo di capocannoniere con otto reti in sette partite, a pari merito con l’indonesiano Osvaldo Haay.

Meno sorprendente, invece, la vittoria delle ragazze, che arrivavano alla competizione da campionesse in carica. Dall’entrata del calcio femminile nel programma della competizione, avvenuto nel 1985, il Vietnam e la Thailandia si erano divisi equamente i titoli (cinque a testa). Per la quinta volta di fila, la finalissima ha logicamente visto il confronto tra queste due formazioni, che si erano affrontate già nella fase a gironi (1-1). Lo svolgimento della finale ha confermato il grande equilibrio, e solamente una rete di Phạm Hải Yến nei primi minuti dei tempi supplementari ha deciso le sorti della partita, consegnando il sesto titolo al Vietnam.

Con lo storico doppio trionfo del calcio ed un bilancio complessivo decisamente positivo, il Vietnam può guardare con fiducia alla prossima edizione dei SEA Games, che si svolgeranno nel 2021 proprio ad Hanoi. L’obiettivo sarà quello di vincere il medagliere come nel 2003, ma intanto il Vietnam punta a fare bene anche alle Olimpiadi di Tokyo 2020. In terra nipponica, il tiro a segno ed il sollevamento pesi rappresenteranno le principali speranze di medaglia per un Paese che nella sua storia olimpica vanta solamente un oro e quattro argenti, ma che a Rio 2016 ha ottenuto il suo primo titolo olimpico grazie al tiratore Hoàng Xuân Vinh, oro nella pistola 10 metri ad aria compressa e argento nella pistola 50 metri.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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