Dopo la vittoria alle elezioni presidenziali, il partito di Volodymyr Zelens’kyj ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi del parlamento ucraino nelle legislative.

Dopo due lunghe giornate di scrutini, lo spoglio elettorale per le legislative in Ucraina ha finalmente dato il suo verdetto conclusivo: il partito Servo del Popolo (in ucraino: Слуга народу), quello del neoeletto presidente Volodymyr Zelens’kyj, ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi della Verchovna Rada (in ucraino: Верховна Рада України; in italiano: Consiglio supremo dell’Ucraina), il parlamento unicamerale del Paese.
Con circa il 99% delle schede scrutinate, il partito del capo di Stato si è aggiudicato oltre sei milioni di voti, raggiungendo uno schiacciante 43.12% su scala nazionale. Il sistema elettorale misto utilizzato in Ucraina, che prevede una commistione di sistema proporzionale con uno sbarramento al 5% e first-past-the-post in stile britannico, ha assegnato un totale di 253 seggi agli uomini di Zelens’kyj, cifra più che sufficiente per raggiungere la maggioranza assoluta e dare vita ad un governo monocolore (gli scranni complessivi sono 450). Nel dettaglio, 124 deputati sono stati eletti con il proporzionale e 129 nei collegi uninominali.
Un altro partito dai natali recenti ha invece conquistato la seconda posizione, e dunque quello di prima forza dell’opposizione, seppur ad una distanza ragguardevole dal partito di governo: si tratta della Piattaforma di Opposizione – Per la Vita (Опозиційна платформа — За життя), il partito di Jurij Bojko, volto familiare del governo ucraino ai tempi della presidenza di Viktor Janukovyč. Con il 13.04% delle preferenze, il partito russofilo di ispirazione socialdemocratica avrà a disposizione 44 deputati.
La soglia di sbarramento del 5% è stata superata anche da altri tre partiti. Meglio del previsto è andata per la forza politica guidata dall’ex primo ministro Julija Tymošenko, l’Unione Pan-Ucraina “Patria” (Всеукраїнське Об’єднання “Батьківщина”), che ha ottenuto l’8.18% con 25 seggi, gli stessi rappresentanti eletti dal partito dell’ormai ex presidente, il Blocco Petro Porošenko “Solidarietà” (Блок Петра Порошенка «Солідарність»), che si è fermato all’8.12% dei consensi, perdendo, però, ben 107 deputati. La sorpresa è invece rappresentata da Voce (Голос), un nuovo partito europeista che ha raggiunto il 5.84% delle preferenze, eleggendo venti membri del parlamento.
Oltre ai quarantasette deputati eletti come indipendenti, l’emiciclo ucraino è completato dagli esponenti di alcuni partiti che, pur non avendo superato la soglia di sbarramento, hanno ottenuto dei seggi nei collegi uninominali: sei del Blocco di Opposizione (Опозиційний блок) ed uno a testa per i nazionalisti dell’Unione Pan-Ucraina “Libertà” (Всеукраїнське Об’єднання “Свобода”) e per i liberal-conservatori di Samopomich ( Об’єднання «Самопоміч» Oltre ai quarantasette deputati eletti come indipendenti, l’emiciclo ucraino è completato dagli esponenti di alcuni partiti che, pur non avendo superato la soglia di sbarramento, hanno ottenuto dei seggi nei collegi uninominali: sei del Blocco di Opposizione (Опозиційний блок) ed uno a testa per i nazionalisti dell’Unione Pan-Ucraina “Libertà” (Всеукраїнське Об’єднання “Свобода”) e per i liberal-conservatori di Samopomich (Об’єднання «Самопоміч»).
Su queste elezioni, però, pesano diverse spade di Damocle che ne minano la credibilità e la legittimità. Inannzi tutto, vi è la bassa affluenza alle urne (49.84% degli aventi diritto), caratteristica che però l’Ucraina condivide oramai con la maggioranza dei Paesi europei. A questo, tuttavia, bisogna aggiungere l’esclusione dall’elettorato di oltre tre milioni di ucraini residenti in Russia, dove non sono stati attrezzati seggi elettorali, nonché l’impossibilità di votare da parte dei residenti delle autoproclamate repubbliche popolari del Donbas, portando all’esclusione di circa il 12% degli aventi diritto. Infine, da diversi anni è oramai escluso dagli agoni elettorali il Partito Comunista d’Ucraina (Комуністична партія України, Komunistychna Partiya Ukrayiny, KPU), che alle legislative del 2013 aveva raccolto il 13.2% dei consensi.
Dal punto di vista del presidente Volodymyr Zelens’kyj, invece, il successo elettorale ne conferma il ruolo predominante nell’attuale politica ucraina, e gli consentirà di mettere in piedi un governo probabilmente monocolore, forse guidato dal suo braccio destro Dmytro Razumkov, candidato alla successione del primo ministro uscente Volodymyr Groysman. Con un parlamento tutto dalla sua parte, però, Zelens’kyj non avrà più scuse per rimandare una vera inversione di rotta rispetto ai governi precedenti: il processo di pace con le repubbliche popolari del Donbass, il riavvicinamento con la Russia, la difesa dei diritti delle minoranze etniche e la riabilitazione del Partito Comunista sono alcune delle sfide che gli sono state lanciate dal suo elettorato, ma che fino ad ora il capo di Stato ucraino ha fatto ben poco per raccogliere.
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[…] Tali politiche sono state continuate anche dal suo successore Volodymyr Zelens’kyj, che, dopo essersi presentato come moderato, ha mostrato il suo vero volto, come dimostra la legge razzista passata proprio in questi giorni […]
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