La grande crescita dello sport kazako

Il Kazakistan è un enorme stato dell’Asia Centrale, grande circa nove volte l’Italia, e popolato da poco meno di 17 milioni di persone. A lungo questo Paese ha rappresentato un attore di secondo piano nello sport, ma una crescita costante ha avuto luogo negli ultimi anni, tanto che il Kazakistan si è rivelato una delle sorprese degli ultimi Giochi Olimpici di Londra.

Il Kazakistan è un enorme stato dell’Asia Centrale, grande circa nove volte l’Italia, e popolato da poco meno di 17 milioni di persone. A lungo questo Paese ha rappresentato un attore di secondo piano nello sport, ma una crescita costante ha avuto luogo negli ultimi anni, tanto che il Kazakistan si è rivelato una delle sorprese degli ultimi Giochi Olimpici di Londra. Questi risultati sono dovuti soprattutto ai grandi investimenti che il Governo kazako sta effettuando nel settore sportivo. Il Kazakistan, infatti, è un Paese che sta vivendo anche un periodo di espansione economica, spinta dalle risorse naturali del territorio, fornito soprattutto di petrolio. Sebbene le ricchezze siano ben lungi dall’essere equamente distribuite tra la popolazione, al settore sportivo non sono di certo mancati i soldi, anche perché il Governo vede proprio nello sport un modo per pubblicizzare il Paese.

Gli investimenti sono arrivati non solo per atleti e squadre, a partire dalla formazione ciclistica dell’Astana, che porta il nome della capitale del Paese, ma anche per le infrastrutture, tanto che il Kazakistan ha potuto ospitare numerose rassegne sportive negli ultimi anni, come abbiamo potuto vedere recentemente con i Mondiali di boxe AIBA, mentre Almaty ha già sottoposto la propria candidatura ufficiale al CIO per l’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali del 2022.

Parte dell’Impero Russo prima e dell’Unione Sovietica poi, il Kazakistan ha iniziato a partecipare autonomamente ai Giochi Olimpici solo a Lillehammer 1994, dopo l’esperienza della Squadra Unificata del 1992. In terra norvegese i kazaki ottennero l’unico oro fino ad ora vinto nei Giochi invernali, grazie al primo posto di Vladimir Smirnov nella 50 km di fondo.

Ai Giochi estivi il Kazakistan iniziò la propria avventura ad Atlanta 1996, quando conquistò 11 medaglie, di cui tre d’oro, occupando il 24° posto del medagliere. Il primo segnale importante, dopo la conferma di Sydney 2000 e la flessione di Atene 2004, ci fu però a Pechino 2008, quando le medaglie ottenute furono ben 13, anche se solamente due d’oro. Londra 2012, invece, ha rappresentato la vera esplosione del Kazakistan: questa volta, su 13 medaglie, ben 7 brillavano del metallo più prezioso, con Il’ja Il’in capace di ottenere il secondo oro consecutivo nel sollevamento pesi.

Oltre al sollevamento pesi ed alla boxe, gli sport dove storicamente il Kazakistan ha sempre ottenuto i migliori risultati, due ori sono arrivati dal ciclismo, con Aleksandr Vinokurov, e dall’atletica, grazie alla triplista Ol’ga Rypakova, a dimostrazione dei grandi miglioramenti ottenuti dallo sport kazako in tutte le discipline.

A suggellare questa esplosione sono poi arrivati proprio i Mondiali casalinghi di boxe dilettantistica, dove il Kazakistan ha addirittura vinto il medagliere con quattro ori, due argenti e due bronzi. Ed ora, l’obiettivo dei kazaki sarà quello di rimpinguare il magro bottino storico del Paese ai Giochi invernali, dove in cinque edizioni ha ottenuto solo sei medaglie. Dopo due edizioni di buio assoluto, infatti, a Vancouver 2010 è iniziata la ripresa grazie all’argento di Elena Khrustalëva nell’individuale del biathlon. A Soči 2014, invece, il Kazakistan si presenterà con grandi ambizioni, guidato da atleti del calibro del pattinatore Denis Ten e del fondista Aleksej Poltoranin.

Articolo pubblicato su www.oasport.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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