
Domenica scorsa, due stati degli USA, la Virginia ed il New Jersey, sono andati al voto per eleggere i nuovi governatori. Il risultato finale è stato un 1-1 tra Democratici e Repubblicani: un risultato positivo per i “Dems”, che sono riusciti a strappare ai rivali la Virginia.
Partiamo proprio da quest’ultimo stato. Il governatore uscente era il repubblicano Bob McDonnell, impossibilitato a ricandidarsi dalla costituzione della Virginia che, unica negli Stati Uniti, vieta due mandati consecutivi ai governatori. I Repubblicani hanno quindi presentato l’italo-americano Ken Cuccinelli, mentre i Democratici si sono affidati a Terry McAuliffe.
Proprio il 56enne McAuliffe, che nella propria campagna elettorale ha puntato molto sui matrimoni omosessuali, è alla fine risultato vincitore, sebbene con un margine ridotto di poco più di due punti su Cuccinelli. I Democratici sono quindi riusciti a riprendersi lo stato dopo soli quattro anni di governo dei Repubblicani.
Da segnalare anche la prestazione del Partito Libertariano, che con il suo giovane candidato Robert Sarvis ha ottenuto uno storico risultato. Il third party, oltre a rompere, almeno parzialmente, l’egemonia del bipartitismo, ha raccolto il 6,6% dei consensi, facendo segnare la miglior prestazione di un candidato del suo partito nella storia della Virginia, e la terza in assoluto negli Stati Uniti. La miglior percentuale di sempre per il Libertarian Party resta quel 14,9% raccolto nel 1982 da Dick Randolph in Alaska.
Al contrario di quanto avvenuto in Virginia, i Repubblicani sono riusciti a conservare il governo del New Jersey, dove Chris Christie è stato confermato al suo posto con uno schiacciante 60,5%. A farne le spese è stata un’altra italo-americana, la democratica Barbara Buono, che si è fermata al 38% dei consensi. Irrilevanti le percentuali raccolte dagli altri candidati.
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