
Continuano ancora le trattative di pace tra il governo colombiano e le FARC-EP (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejército del Pueblo) nel Palazzo delle Convenzioni della capitale cubana, La Habana, con la mediazione della stessa Cuba e della Norvegia. Le due parti stanno cercando un punto d’incontro per mettere fine ad un conflitto che le sue origini nei primi decenni del ‘900.
Fino ad ora, il processo di pace si è sviluppato soprattutto attorno al tema agrario, ritenuto come la causa del conflitto, e primo punto all’ordine del giorno. Alle rivendicazioni riguardanti una più equa distribuzione delle terre coltivabili, attraverso la tanto agognata riforma agraria, il gruppo guerrigliero ha ora aggiunto alte richieste, che puntano ad una riforma radicale dello Stato e delle istituzioni colombiane.
Le FARC richiedono una maggiore partecipazione del popolo nei processi decisionali, soprattuto per quanto riguarda la popolazione rurale, che costituisce ancora una fetta maggioritaria nel Paese sudamericano. La delegazione dei ribelli è guidata da Iván Márquez, che ha dichiarato come le proposte delle FARC abbiano oramai raggiunto il numero di cento e che il fine principale è quello dello sviluppo rurale ed agrario all’interno di un processo di democratizzazione che porti finalmente pace e giustizia sociale in Colombia.
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