La fine della guerra fredda, quella che si è conclusa simbolicamente il 9 novembre 1989 con la caduta del Muro di Berlino, ma più propriamente il 26 dicembre 1991 con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha lasciato via libera agli Stati Uniti d’America, pronti a raccogliere il testimone dell’egemonia planetaria in un mondo che per diversi anni ha assunto un assetto unipolare. L’emergere di nuovi attori sulla scena internazionale (alla faccia della “fine della storia” profetizzata da Francis Fukuyama), in particolare della Cina, e la rinascita della Russia sotto la guida di Vladimir Putin, hanno però scardinato la leadership statunitense a livello globale, portandoci in quella che molti analisti stanno oramai ribattezzando una “seconda guerra fredda”.