Il bastone contro la Groenlandia e una crisi irrisolta
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
Davos 2026, poca economia e molta prova di forza geopolitica.
All’indomani dei bombardamenti statunitensi in Venezuela e del rapimento del presidente Nicolás Maduro, tre eurodeputati richiamano l’Unione europea alle proprie responsabilità. La lettera chiede una condanna netta, iniziative ONU e un’azione diplomatica urgente, denunciando il rischio di doppi standard e di escalation. Lettera disponibile in italiano, spagnolo e inglese.
La visita a Pechino di António Costa e Ursula von der Leyen segna un nuovo impulso nel partenariato tra Cina e Unione Europea. In un mondo in rapida trasformazione, i Paesi UE hanno l’opportunità di diversificare i loro rapporti economici e politici, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti e valorizzando il vasto mercato cinese.
Il rifiuto tedesco del bilancio UE da 2.000 miliardi ha segnato il licenziamento politico della Commissione von der Leyen, svelando un’agenda neoliberista che punta a riarmo, privatizzazioni e tagli al welfare. L’Europa, inerme, rischia un dominio dei ricchi e crisi infinite.
Da Londra esce rafforzata l’idea di una Europa di guerra e le posizioni inglesi e italiane sembrano sempre più vicine di quanto non fossero fino a poche settimane or sono.
La nuova Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen si presenta con un orientamento sempre più militare e ostile verso la Russia. Le nomine strategiche e il programma politico delineano un’Europa che sembra voler rafforzare la propria integrazione difensiva, con il rischio di alimentare nuove tensioni internazionali.
La designazione del primo ministro estone Kaja Kallas alla guida della diplomazia europea non può che rappresentare una grave provocazione nei confronti della Russia, che interpreta tale messaggio come una chiusura completa al dialogo.
Dopo il nostro articolo sulla Serbia, continuiamo ad analizzare la situazione nei Paesi dell’ex Jugoslavia, una regione che vive una nuova fase di destabilizzazione trent’anni dopo la fine della Repubblica Socialista Federale, soprattutto per via delle ingerenze occidentali.
Di fronte alle mutazioni del panorama geopolitico mondiale, il G20 ha oramai completamente perso il suo significato, come dimostra l’assenza di Xi Jinping e Vladimir Putin.
Mai in Occidente un leader sovietico è stato incensato come Michail Gorbačëv, l’uomo che condannò alla rovina l’URSS, spentosi il 30 agosto a 91 anni.